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CODICE DEONTOLOGICO

Codice Deontologico

in vigore dal 18 febbraio 2017

Principi generali

1. Il codice deontologico della Confederazione Italiana Archeologi è l'insieme dei principi, delle regole e delle consuetudini che ciascuno dei soci è tenuto ad osservare e ai quali deve ispirarsi nello svolgimento della sua professione di archeologo.  

2. La non osservanza dei principi, delle regole e delle consuetudini prescritti dal presente codice può configurare un abuso o una mancanza che danneggia la figura dell'archeologo così com'è definita dal presente Codice Deontologico ledendone la professionalità.

3. Gli abusi, le mancanze o qualunque altro comportamento in contraddizione con quanto previsto dal presente codice vanno segnalati al Consiglio Direttivo Nazionale e saranno valutati dal Collegio dei Probiviri.  

4. Il Collegio dei Probiviri dopo aver valutato le irregolarità nel comportamento dei soci è tenuto ad informarne il Consiglio Direttivo Nazionale della Confederazione Italiana Archeologi e poi ad attuare i provvedimenti disciplinari come previsto dal rapporto associativo (cfr. Statuto, art. 17).

5. Nello svolgimento della sua professione il Socio della Confederazione Italiana Archeologi (da questo momento definito il Socio) deve in ogni caso conformarsi ai principi fondamentali della Costituzione e rispettare la legislazione italiana e la normativa europea vigente.

6. L'attività del Socio deve costantemente essere rivolta alla conoscenza, alla tutela, alla conservazione, alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio archeologico.

7. Il Socio non deve accettare incarichi per i quali è consapevole di non avere la necessaria competenza.

8. Il Socio deve curare con diligenza i lavori affidatigli.

9. Il Socio è tenuto a segnalare alla Confederazione Italiana Archeologi ogni occasione in cui è incoraggiato a comportarsi in maniera non conforme al presente codice deontologico, affidando pertanto alla Confederazione Italiana Archeologi la tutela del proprio diritto a resistere a tale incoraggiamento.

10. La fiducia e la lealtà sono alla base dei rapporti professionali del Socio.

11. Il socio agisce nella consapevolezza che la Confederazione Italiana Archeologi riconosce i principi contenuti all’interno della Convenzione dell'Aja, delle Convenzioni UNESCO, della Convenzione di Malta, del Codice Deontologico dell’European Association of Archaeologists (EAA) e dell’International Council Of Museums (ICOM).   

Rapporti con la committenza
12. Il Socio deve far conoscere al cliente la sua decisione di accettare o meno l'incarico in tempi ragionevoli.
13. Nel caso di incarichi di particolare natura o complessità il Socio che non possieda specifica competenza ed adeguata organizzazione deve astenersi dal prestare la sua opera.
14. Il Socio non deve accettare l'incarico se altri impegni professionali e personali gli impediscono di svolgerlo con la diligenza e lo scrupolo richiesti in relazione all'importanza, alla complessità, alla difficoltà e all'urgenza dell’incarico stesso.
15. Il Socio deve anteporre a qualsiasi altro interesse la tutela del bene di cui è chiamato ad occuparsi.    

Relazione tra ricerca e professione  

16. Il Socio è tenuto ad un costante e continuo aggiornamento.

17. Il Socio è tenuto a segnalare alla Confederazione Italiana Archeologi l'impiego di personale non competente in mansioni che richiederebbero la figura professionale dell'archeologo.

18. Il Socio non richiede ad un collega prestazioni professionali non retribuite.

19. Il Socio è tenuto a favorire l'accesso degli altri studiosi alle informazioni e ai materiali in suo possesso, e a sua volta non utilizza informazioni avute da un collega in via confidenziale o senza avvertirlo preventivamente; si impegna inoltre a rispettare la priorità di pubblicazione entro il termine pattuito e a citare sempre la fonte dell'informazione.

20. Si intende che l'elaborazione intellettuale sul materiale in suo possesso è patrimonio esclusivo del ricercatore che l'ha prodotta, il quale è tenuto a metterla a disposizione di terzi solo di sua scelta.

21. Nel rispetto delle leggi vigenti, la condotta del socio è ispirata a favorire una sempre maggiore diffusione e pubblica fruibilità dei dati, delle informazioni e dei beni archeologici e artistici.   

Ringraziamenti per l’assistenza alla ricerca
22. In occasione della pubblicazione di articoli, saggi, volumi, etc., l’autore è tenuto a ringraziare nel testo coloro che lo hanno facilitato nella ricerca, che gli hanno fornito indicazioni bibliografiche e archivistiche e che hanno offerto suggerimenti che possano averlo aiutato sia durante la ricerca che durante la stesura del contributo.  

Contratti letterari e pubblicazioni
23. Al Socio si consiglia di consultare un avvocato prima di firmare un contratto con un editore. In tale occasione è necessario che il Socio si riferisca alla normativa vigente in materia di diritto d’autore. È inoltre consigliato accertarsi, considerata la diffusione dell'editoria informatica e l'incremento dell'utilizzo didattico di films, video e CD-Rom, che tali diritti siano validi anche nei casi in cui i testi siano adottati per tali mezzi.
24. Il Socio che abbia depositato i propri testi presso un editore deve concordare un termine entro il quale l'editore gli dia una risposta per la pubblicazione.  

Altri accordi scritti  
25. Qualora il Socio sia invitato da un'istituzione pubblica o privata a curare una mostra, a svolgere una ricerca, a curare una pubblicazione, a compilare schede di catalogo o quant'altro attenga alla sua professionalità, si raccomanda che definisca preventivamente in un accordo scritto sia le sue responsabilità che quelle del committente. In tale accordo dovrà essere specificato il compenso, le modalità e i tempi di pagamento, nonché definite le norme di pubblicazione del testo.
26. Il Socio negozia con attenzione tutto quanto riguardi il copyright e le responsabilità dell'istituzione pubblica o privata per cui presta il suo lavoro di curatore. Questo è importante soprattutto nel caso di mostre itineranti, nelle quali gli autori devono fare attenzione a che il proprio contributo non venga omesso nelle successive presentazioni: a tal fine egli è tenuto a verificare che le date e i termini della futura distribuzione siano specificati sul contratto e sul catalogo, nonché nelle eventuali ristampe, edizioni straniere, etc.  

La responsabilità dell’archeologo e il traffico illegale di opere d’arte

27. Il Socio collabora con le autorità italiane e con quelle dei paesi stranieri per tutelare il patrimonio storico-archeologico e tutta la documentazione storico-archeologica di rilevanza nazionale ed internazionale contro furti e dispersioni.

28. Il Socio adotta i principi della Convenzione dell'Aja per la protezione della proprietà culturale nel caso di conflitti armati; della Convenzione UNESCO per proibire e prevenire il trasporto, l'importazione ed il trasferimento di proprietà culturali illecite e della Convenzione di Malta per garantire la tutela del patrimonio archeologico.

29. Il Socio è a conoscenza, rispetta e incoraggia il rispetto della legislazione vigente in materia di Beni Culturali.

30. Il Socio non accetta di essere coinvolto in traffici illeciti, così come non acquista né esegue stime di materiali che sospetta essere stati illegalmente acquisiti. Non consiglierà dunque l'acquisto a terzi di materiale che si sospetti rubato; né curerà mostre e cataloghi in cui vengano esposti o riprodotti materiali illegalmente immessi sul mercato dell'arte. Qualora il Socio sia riconosciuto colpevole di aver contravvenuto alle leggi in materia, sarà espulso dalla Confederazione Italiana Archeologi con decorrenza immediata.

31. Il Socio si impegna a distinguere il traffico di materiale archeologico illecito da quello lecito e di adoperarsi in tutti i modi possibili denuncia, pubblicazioni, ecc.... - per sopprimere il primo.  

Conflitto di interesse tra ricerca e mercato  
32. E’ reputato dall’Associazione non professionale né accettabile il costume di stabilire la retribuzione in base ad una percentuale sul valore stimato dell’oggetto.   

Revisione del codice deontologico  
33. Il Consiglio Direttivo Nazionale della Confederazione Italiana Archeologi può di sua iniziativa o in seguito a richiesta scritta e motivata di 1/3 dei componenti dell'Assemblea dei Soci, revisionare e, se necessario, modificare il codice deontologico.   

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