riconsociuti header

 

    03.03.2005 – BENI CULTURALI E LAVORO: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE

    Martedì 22 marzo 2005 nell’Odeion della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma si svolgerà il convegno “Beni Culturali e lavoro: problematiche e prospettive”.
    Il convegno, organizzato dalla Confederazione Italiana Archeologi e dall’Associazione Nazionale Storici dell’Arte, si propone di analizzare le condizioni sociali e professionali degli operatori dei Beni Culturali, in particolare di archeologi, storici dell’arte e restauratori, alla luce dei nuovi percorsi formativi e delle molteplici e complesse realtà lavorative.
    “Lo scopo – afferma Giorgia Leoni, presidente della Confederazione Italiana Archeologi – è quello di offrire un momento di confronto a esponenti di Università, Soprintendenze, Sindacati e mondo del lavoro per delineare il quadro attuale della situazione, facendo luce sia sul percorso di formazione che sulle reali opportunità di lavoro. Saranno invitati a parlare alcuni docenti, con lo scopo di chiarire quali siano le fasi del percorso formativo di uno studente, anche in relazione alle nuove lauree. Saranno anche chiamati in causa enti locali, sovrintendenze e cooperative al fine di comprendere quale sia la posizione lavorativa di un operatore dei Beni Culturali in Italia e, soprattutto, se ci potrà essere una tutela giuridica di queste categorie professionali”.

    Al convegno interverranno in qualità di relatori numerose personalità delle Università e del Ministero dei Beni e Attività Culturali, rappresentanti sindacali ed esponenti di enti locali tra cui:

    C. Panella Direttrice del Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
    G. Leoni Presidente della Confederazione Italiana Archeologi
    R. Borioni Presidente dell’A.NA.ST.AR
    C. Strinati Soprintendente per il Polo Museale di Roma
    A. Bottini Soprintendente archeologico di Roma
    N. Bono Sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
    L. Ciaramelletti Assessore alla cultura della Regione Lazio
    G. Malaspina Assessore al lavoro della Provincia di Roma
    S. Tortorella Professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
    M. Dalai Direttrice della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
    I. Berlingò Presidente degli ASSOTECNICI
    A. Vanzetti Ricercatore confermato presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
    C. Dal Maso Giornalista
    F. Fammoni Responsabile nazionale Formazione e Lavoro CGIL
    C. Calcara Segretario nazionale Beni culturali CISL
    G. Cerasoli Segretario nazionale Beni culturali UIL

    Roma, 3 marzo 2005

    Stampa Email

    28.06.2005 – DECRETO SULL’ARCHEOLOGIA PREVENTIVA

    La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con profonda preoccupazione la notizia dell'approvazione del decreto sull'archeologia preventiva, con la sensazione di aver perso un'occasione preziosa per regolamentare il mondo degli archeologi e dei lavoratori dei Beni Culturali.
    “Stupisce, in particolare – commenta Giorgia Leoni, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi – la scarsa conoscenza delle problematiche dimostrata dagli autori del decreto, che si evidenzia nella pericolosa genericità sulle circostanze che richiedono o meno l'indagine archeologica preventiva. Altrettanto discutibile è poi la scelta di attribuire all'Università poteri di tutela del patrimonio archeologico, che in Italia sono competenza dello Stato attraverso il Ministero dei Beni Culturali, che li ha sempre esercitati garantendo un capillare controllo del territorio nell’interesse di tutti, pur nelle annose ristrettezze economiche a cui è da sempre esposto. Invece di puntare ad un potenziamento del Ministero si è scelto di delegare la tutela a soggetti privati: in questo caso tali sono concettualmente i dipartimenti universitari, senza la necessaria mediazione delle Soprintendenze. Temiamo fortemente che questo si tramuti in nuove forme di sfruttamento nei confronti degli studenti, nel tentativo di una riforma a costo zero, divisi tra l'interesse economico dei privati e le esigenze di tutela dello Stato. Contro un uso improprio di costoro, e una strumentalizzazione delle loro esigenze formative, ci batteremo presso tutte le sedi istituzionali e sindacali.”
    “È inoltre con profondo rammarico – aggiunge Giorgia Leoni - che apprendiamo la volontà di istituire un ‘elenco’ degli operatori dei Beni Culturali considerando per la sua costituzione solo il Ministero e i dipartimenti universitari, di fatto scavalcando e marginalizzando i lavoratori del mondo archeologico, le società che si occupano di indagini preventive, le realtà rappresentative del settore come la nostra. In tutto ciò si ravvede un'inaccettabile autoreferenzialità che rischia di danneggiare sul lungo termine sia la tutela della professionalità degli archeologi, sia quella del nostro patrimonio culturale, e che ci si augura venga perlomeno attenuata, attraverso un ampio dialogo, al momento dell'attuazione del decreto.
    È incredibile, infine, che in un decreto che si vuole occupare di tutela, si inserisca una norma come quella sulle collezioni numismatiche che, facendo riferimento alla ripetitività delle monete, permette di legalizzare il furto di Beni dello Stato, introducendo un principio in grado di scardinare dalle fondamenta la tutela dei Beni archeologici, istituzionalizzando la tristemente nota figura dei tombaroli.”

    Roma, 28 giugno 2005

    Stampa Email