AUDIZIONE CIA SUL DISEGNO DI LEGGE 1695 – Valorizzazione sussidiaria dei beni culturali


AUDIZIONE CIA SUL DISEGNO DI LEGGE 1695 – Valorizzazione sussidiaria dei Beni Culturali

Martedì 27 gennaio 2026 la CIA sarà audita presso la 7ª COMMISSIONE (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato sul Disegno di Legge riguardante la valorizzazione sussidiaria dei Beni Culturali. Dopo l’intervento, in videoconferenza, pubblicheremo di seguito il testo completo che lasceremo agli atti della Commissione.

Per chi volesse questo è il link della webTv del Senato per vedere il nostro intervento dal minuto 28.00.

Qui il testo completo dell’intervento consegnato in Commissione. 

Al termine dell’audizione, visto l’interesse suscitato dal nostro intervento, ci è stata richiesta una proposta per una possibile ipotesi di semplificazione procedurale, idonea a perseguire gli obiettivi dichiarati di snellimento amministrativo senza ricorrere all’abrogazione di una disposizione che svolge una funzione essenziale di tutela. Abbiamo inviato il testo integrativo che potete leggere qua.

Abbiamo portato le nostre osservazioni sul Disegno di Legge in materia di beni culturali, con uno sguardo costruttivo e orientato alla tutela, alla qualità e alla sostenibilità del sistema, di seguito un breve sunto per punti:

  • Anagrafe digitale dei beni culturali: Strumento utile e necessario, ma senza un rafforzamento dell’organico rischia di diventare un adempimento formale.
  • Albo della sussidiarietà orizzontale: Bene la trasparenza, ma servono responsabilità scientifiche qualificate e criteri di accesso inclusivi, per non escludere realtà territoriali e locali.
  • Strategia “Italia in scena”: Visione condivisibile per la valorizzazione diffusa, ma va rafforzato il legame con le professioni dei beni culturali e chiarita la governance, soprattutto nei piccoli comuni.
  • Art. 21 – Spostamento dei beni culturali: Criticità sull’eliminazione dell’autorizzazione preventiva: il rischio è indebolire la tutela e favorire la decontestualizzazione dei beni.
  • Art. 48 – Prestiti per mostre: Valutazione complessivamente positiva, con la necessità però di legare il termine temporale introdotto alla completezza della documentazione istruttoria.
  • Art. 65 – Uscita definitiva dei beni dal territorio nazionale: L’innalzamento della soglia economica riduce la capacità dello Stato di acquisire beni di interesse culturale.
  • Art. 68 – Attestato di libera circolazione: No a una tutela fondata su un criterio meramente nazionalistico: il valore culturale nasce da scambi, dialoghi e relazioni sovranazionali.
  • Circolazione temporanea delle opere non esposte: Piena condivisione della norma, con una proposta per includere anche reti e sistemi museali pubblici, senza abbassare il livello e la qualità della tutela.

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