DDL REVISIONE DEL CODICE BB.CC. – Le valutazioni CIA inviate alla Commissione
DDL REVISIONE DEL CODICE BB.CC. – Le valutazioni CIA inviate alla Commissione
La Confederazione Italiana Archeologi (CIA) ha trasmesso alla 8ª Commissione della Camera dei Deputati un documento di osservazioni al Disegno di Legge A.C. 2606, in esame insieme ai disegni di legge abbinati, volti alla revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio e alla semplificazione delle procedure di autorizzazione paesaggistica.
Nel suo contributo la CIA condivide gli obiettivi generali di semplificazione e certezza dei tempi, ritenuti essenziali per favorire lo sviluppo delle opere pubbliche e private nel rispetto della tutela del patrimonio culturale. Tuttavia vengono evidenziate criticità strutturali nelle soluzioni proposte, che rischiano di affrontare gli effetti dei ritardi piuttosto che intervenire sulle cause principali degli stessi.
Tra i punti sottolineati dalla CIA:
la semplificazione non può fondarsi su automatismi come il silenzio-assenso se non sono prima rafforzate strutturalmente le competenze tecniche e le risorse delle strutture di tutela;
necessario completare la pianificazione paesaggistica su tutto il territorio nazionale, condizione preliminare per una semplificazione effettiva dei procedimenti;
si auspica un ruolo centrale delle Soprintendenze territoriali nella fase istruttoria, con la Direzione Generale del Ministero della Cultura chiamata a coordinare, ma non sostituire, la valutazione tecnico-scientifica;
l’introduzione di meccanismi semplificati come l’asseverazione tecnica deve essere vincolata alla competenza qualificata di archeologi e professionisti dei beni culturali riconosciuti dalla normativa vigente;
le modifiche relative alla natura non vincolante dei pareri delle Soprintendenze e alle sanatorie paesaggistiche suscitano preoccupazioni per la tutela concreta del patrimonio culturale.
Nel documento la CIA si propone come interlocutore costruttivo nel dibattito parlamentare, auspicando che le riforme siano orientate non solo alla semplificazione formale, ma anche al rafforzamento delle condizioni operative, tecniche e scientifiche che garantiscono una tutela effettiva del patrimonio culturale italiano.