STATI GENERALI SULLA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO
La CIA ha partecipato al tavolo su Patente a Crediti e accordo Stato-Regioni

Dal 21 al 23 ottobre si sono tenuti, nella sala della Lupa a Montecitorio, gli Stati generali sulla salute e la sicurezza sul lavoro.
La CIA ha partecipato al tavolo su Patente a Crediti e accordo Stato-Regioni, sottolineando la peculiarità della professione di archeologo, che contempla anche operatività effettiva in cantiere e conseguente esposizione a rischi e malattie professionali.
Il nostro intervento, tenuto dalla Vicepresidente Angela Infarinato, ha toccato molti punti importanti per la nostra professione: abbiamo chiesto maggiore chiarezza per gli adempimenti per la patente a crediti e un protocollo di sicurezza specifico, che tenga conto anche delle attività “usuranti” che quotidianamente svolgiamo.
“All’introduzione della patente a crediti, la nostra Associazione ha interpellato l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ponendo un quesito: l’archeologo deve essere considerato soggetto all’obbligo di patente o ne può essere escluso in quanto professionista intellettuale? L’Ispettorato ha confermato che l’archeologo operativo all’interno dei cantieri è soggetto alla patente a crediti.“
In conseguenza della risposta, la nostra Vicepresidente ha sottolineato come “oltre la metà degli archeologi attivi (54,4% secondo la nostra indagine DISCO 2024) è costituita da liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS e quindi non iscritti alla Camera di Commercio, requisito richiesto per l’ottenimento della patente“, chiedendo quindi di “aggiornare il portale di iscrizione, affinché non sia più necessario forzare la procedura né obbligare un’intera categoria a dichiarazioni formalmente inesatte e un’amministrazione a interpretazioni discrezionali.“
Angela Infarinato ha proseguito evidenziando come “dovrebbe essere esplicitato che l’obbligo della patente non sia subordinato alla natura intellettuale o meno della prestazione, ma collegato all’effettiva esecuzione materiale di lavorazioni svolte all’interno del cantiere” e che è “l’attività svolta in ‘contesto di pericolosità’ che determina il rischio, come opportunatamente ribadito in ogni corso per la sicurezza.“
Il nostro intervento si è concluso, vista “la specificità dell’attività archeologica in cantiere, che presenta dinamiche proprie e non pienamente assimilabili a quelle dell’edilizia tradizionale” chiedendo quindi “un protocollo dedicato, per il quale l’INAIL – con cui collaboriamo – ha già predisposto uno studio” per “individuare un fattore di rischio specifico per la determinazione del premio INAIL, più aderente alle reali condizioni operative del settore“.
Qua potete trovare il testo completo dell’intervento che abbiamo già consegnato come atto formale nella documentazione degli Stati generali sulla salute e la sicurezza sul lavoro (https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-53275).
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