LA PATENTE A CREDITI DELLA SICUREZZA IN ARCHEOLOGIA

LA PATENTE A CREDITI DELLA SICUREZZA IN ARCHEOLOGIA

INTRODUZIONE DELLA MISURA

Dal 1° ottobre 2024 imprese e lavoratori autonomi impegnati in cantieri temporanei e mobili devono dotarsi di una patente a crediti per la sicurezza, come previsto dall’art. 27 del Testo Unico della Sicurezza, modificato dal cd. Decreto PNRR 4 (DL 19/2024).

L’adempimento riguarda poco meno di 1 MLN di lavoratori del settore, tra cui anche gli archeologi.

Il 18 settembre 2024, attraverso il DM 132 (decreto attuativo della patente a crediti), sono state disciplinate le modalità di presentazione della domanda, i contenuti informativi della patente, le procedure per la sospensione cautelare in caso di infortuni gravi e i criteri per l’attribuzione, l’incremento e il recupero dei crediti.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha fornito alcune indicazioni e chiarimenti prevedendo in fase di prima applicazione dell’obbligo la possibilità di presentare una autocertificazione/dichiarazione sostitutiva con efficacia fino alla data del 31 ottobre 2024, mentre a partire dal 1° novembre 2024 per operare in cantiere è indispensabile aver effettuato la richiesta di rilascio della patente tramite il portale.

COME HA AGITO LA CIA

La CIA ha da subito intrapreso un dialogo costruttivo con l’INL fornendo indicazioni sulla nostra professione e suggerendo aggiustamenti che permettessero a tutti gli archeologi di operare in assoluta sicurezza senza avere ripercussioni o maggiori oneri per soddisfare le richieste della nuova normativa.

Dopo alcuni scambi di lettere finalmente, e a seguito dell’ultima PEC inviata da CIA in data 16 ottobre 2024,  l’INL ha accolto globalmente le proposte suggerite dalla Confederazione inserendo fedelmente quanto individuato dalla CIA come risposta chiarificatrice nella FAQ del proprio portale.

Al contempo la CIA ha tenuto costantemente aggiornati i propri associati attraverso comunicazioni mail riguardanti gli aggiornamenti in via di sviluppo, facendo sopratutto chiarezza tra gli archeologi a seguito di errate interpretazioni date alla indicazioni dell’INL. Anche tramite i nostri canali social abbiamo fornito indicazioni alla comunità archeologica e siamo diventati il punto di riferimento per aziende e singoli alla prese con la nuova normativa.

COMUNICATO STAMPA CIA del 15.11.2024

Da pochi giorni è stata introdotta la novità della Patente a crediti sulla sicurezza nei cantieri, che ha suscitato una certa preoccupazione e discussione anche tra gli archeologi, dubbiosi, visto la natura intellettuale della nostra professione, se fossimo o meno inclusi o esclusi dalla sua introduzione.
La legge, infatti, nell’indicare le attività meramente intellettuali come escluse da questo provvedimento, ha creato un po’ di confusione, non risolta successivamente né dalla circolare attuativa, né dalle prime FAQ. La Confederazione Italiana Archeologi (CIA) si è fin da subito si è adoperata per chiedere chiarimenti all’INL e proporre soluzioni che garantissero a tutti gli archeologi di poter adempiere alla norma nei casi prestabiliti e qualora le attività da loro svolte sul cantiere fissero incluse.

“La CIA ha comunicato con i responsabili dell’Ispettorato inviando PEC per chiedere chiarimenti prima che la patente diventasse obbligatoria – afferma Angela Abbadessa, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi – e abbiamo suggerito soluzioni che non comportassero per noi archeologi alcun tipo di onere aggiuntivo, ma che al contempo garantissero la nostra sicurezza.
Voglio ricordare che nel nostro Paese c’è un problema gravissimo relativo alla sicurezza nel mondo del lavoro, con 3 morti al giorno, anche nel 2024 e nonostante gli sforzi fatti finora. Nel valutare l’opportunità dell’introduzione della patente a crediti, non possiamo sottovalutare questo aspetto”.

“Se il legislatore ritiene che la patente sia uno strumento utile a migliorare la sicurezza e l’incolumità dei lavoratori, la cosa più logica, piuttosto che esentare le attività intellettuali sarebbe stata quella di estendere la sua applicazione a chiunque operi nei cantieri; in ogni caso, noi faremo la nostra parte, seguendo una lezione che viene da lontano e che invita a rispettare le leggi, anche quando non ci piacciono, mentre si cerca di cambiarle”.
Conclude Angela Abbadessa “Non mi pare sia in discussione, onestamente, la natura della nostra professione, quanto piuttosto il fatto che le nostre attività nei cantieri, rispetto ad altre professioni intellettuali, siano più pratiche e per ragioni oggettive maggiormente esposte ai rischi. Resta il fatto che a nostro giudizio, la ratio di applicazione della legge dovrebbe considerare il contenitore, il cantiere, piuttosto che la natura delle operazioni che vi si svolgono e che gioco forza in molti casi, anche per architetti, ingegneri o geometri, possono diventare molto pratiche”.

COSA DEVONO FARE GLI ARCHEOLOGI

Occorre fare una premessa: la misura si rivolge SOLAMENTE agli archeologi che operano fisicamente in cantiere, quindi non è applicabile ai colleghi che svolgono attività di direzione lavori o che realizzano VPIA.

Chi invece svolge attività di sorveglianza o scavo all’interno di cantieri temporanei e mobili è tenuto a dotarsi della patente a crediti per la sicurezza richiedendola telematicamente tramite il portale dell’INL.

Come ben esplicitato dalla domanda 11 delle FAQ gli archeologi potranno flaggare la spunta  relativa all’iscrizione all’albo che verrà intesa, per i lavoratori autonomi con codici ATECO 79.90.99 e 72.20.00, come indicativa dei necessari requisiti professionali, come il possesso della partita IVA e l’iscrizione alla Gestione separata dell’INPS.