09.02.2016 – LA DENUNCIA DELLA CIA SUL BANDO DEI 60 FUNZIONARI A TEMPO DETERMINATO ARRIVA IN PARLAMENTO

La lettera aperta al Ministro Franceschini, che abbiamo inviato l’8 gennaio, chiedendo spiegazioni in merito al bando per 60 funzionari a tempo determinato approda in Parlamento: grazie all’interessamento degli Onorevoli Annalisa Pannarale e Giovanni Paglia di Sinistra Italiana, è stata presentata un’interrogazione parlamentare il 4 febbraio scorso rivolta al Ministero dei Beni e le Attività Culturali e il Turismo.

Appena l’interrogazione verrà calendarizzata e letta in aula vi daremo conto della risposta del Mibact.

Qua il testo della nostra lettera: V 1° nota

Qui il testo dell’interrogazione parlamentare:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4%2F11963&ramo=CAMERA&leg=17

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11963

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 562 del 04/02/2016

Firmatari

Primo firmatario: PANNARALE ANNALISA 
Gruppo: SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
Data firma: 04/02/2016

Elenco dei co-firmatari dell’atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma

PAGLIA GIOVANNI

SINISTRA ITALIANA – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’

04/02/2016

Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO delegato in data 04/02/2016

Stato iter: 

02/09/2016

Fasi iter:

RITIRATO IL 09/02/2016

CONCLUSO IL 09/02/2016

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11963

presentato da

PANNARALE Annalisa

testo di

Giovedì 4 febbraio 2016, seduta n. 562

  PANNARALE e PAGLIA. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo . — Per sapere – premesso che: 
Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha recentemente emesso un bando per l’assunzione a tempo determinato, per un periodo di 9 mesi di 60 funzionari di area III F1 (archeologi, archivisti e bibliotecari); 
tale bando stabilisce a 40 anni il limite massimo di età per l’accesso allo stesso, a giudizio degli interroganti, confliggendo, in tal modo, con la direttiva 2000/78/CE, e con la sentenza C-416/13 del 2014 della Corte di giustizia dell’Unione europea che vietano la previsione nei concorsi pubblici di limiti di età; 
si indica, inoltre, tra i requisiti di ammissione l’aver frequentato con profitto un master di II livello o l’aver conseguito un dottorato di ricerca o un diploma di specializzazione, equiparando, in tal modo, titoli molto diversi fra loro, sia rispetto ai criteri di ottenimento, sia rispetto alla durata degli studi, basti pensare che per vedersi riconosciuto un dottorato di ricerca occorrono tre anni, mentre per un master di II livello appena uno senza, peraltro, la previsione di prove di ammissione; 
altro requisito che si richiama è quello dell’aver maturato una comprovata esperienza almeno triennale nel campo dei beni culturali, senza però chiarire quali siano i criteri di valutazione della stessa e quale sia l’organismo chiamato a certificarla; 
anche la parte relativa ai punteggi per titoli appare discutibile; non si prevede, infatti, il diploma di specializzazione di 3 anni ed il cui valore viene pertanto equiparato a quello di un master biennale. Così come lo stesso diploma non viene equiparato al dottorato di ricerca, nonostante esista una prassi consolidata in questo senso; 
lo stesso bando non contiene alcun richiamo alla legge n. 241 del 1990 in materia di trasparenza dell’attività della pubblica amministrazione, che imporrebbe di esplicitare i criteri con i quali la commissione valuterà percorsi formativi ed esperienze professionali; 
tutte le suddette criticità sono state evidenziate al Ministero anche dalla Confederazione italiana archeologi –: 
se non ritenga, alla luce delle considerazioni esposte premessa, di dover assumere iniziative al fine di modificare il bando. (4-11963)