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    26.01.2007 – LIBERALIZZAZIONE DELLE AUTORIZZAZIONI PREVENTIVE PER LA PROFESSIONE DI GUIDA TURISTICA

    La Confederazione Italiana Archeologi plaude senza riserve alla decisione del Governo di liberalizzare l'attività di guida turistica, finora vincolata a una logica che non teneva nella dovuta considerazione la professionalità e la preparazione dei laureati in materie di beni culturali.
    Ora, il provvedimento del Governo Prodi restituisce finalmente dignità e giusto valore ai titoli di archeologi e storici dell'arte, i quali allo studio, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale hanno dedicato e continuano a dedicare tutto il loro tempo, con un tale investimento di energie, passione e competenze da non meritarsi la mortificazione di un esame estemporaneo, come quello fino a ieri necessario per acquisire il famigerato "patentino" di guida turistica.
    Allineandosi a quanto espresso in proposito dall'ANASTAR (Associazione Nazionale Storici dell'Arte), la Confederazione Italiana Archeologi tiene infine a sottolineare che, con la sentita adesione all'iniziativa di governo, non si intende affatto disconoscere la professionalità della categoria delle guide turistiche, né invaderne il settore lavorativo, il quale, com'è noto, non si limita alle sole visite guidate.

    Roma, 26 gennaio 2007

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    15.03.2007 – LIBERALIZZAZIONE ATTIVITA’ DI GUIDA TURISTICA

    La Confederazione Italiana Archeologi esprime profondo apprezzamento per la norma, contenuta nel recente decreto sulle liberalizzazioni, che elimina qualsiasi forma di contingentamento per l'accesso alla professione e che consente ad archeologi e storici dell'arte di essere abilitati all'attività di guide turistiche, norma che ci avvicina finalmente al panorama europeo in materia di valorizzazione delle competenze e del patrimonio culturale.
    La Confederazioni Italiana Archeologi auspica che in occasione della conversione del decreto in legge, le forze politiche siano unanimi nel confermare questo decisivo passo verso una gestione moderna della divulgazione culturale, che innalzerà la qualità del servizio e offrirà opportunità di lavoro a moltissimi giovani. "Del resto non riusciamo a vedere motivi ragionevoli che giustifichino ripensamenti. - osserva Giorgia Leoni, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi. - Abbiamo vissuto per decenni in un Paese in cui operavano guide turistiche senza titoli di studio mentre gli archeologi e gli storici dell'arte dovevano attendere anni per vedere concorsi regolarmente bloccati da processi burocratici e ricorsi amministrativi. Questo paradosso solo italiano va rimosso con decisione e un ripensamento in questo senso, oltre a suscitare la delusione e l'indignazione delle decine di migliaia di archeologi e storici dell'arte italiani, sarebbe l'ennesima occasione persa per migliorare la qualità di un servizio essenziale nel moderno panorama del turismo, ormai caratterizzato da una cultura media elevata, e aprire prospettive di lavoro a decine di migliaia di giovani altamente qualificati".
    La Confederazione Italiana Archeologi invita tutti gli archeologi e gli storici dell'arte italiani a seguire, attraverso il sito web e le newsletter della stessa Confederazioni Italiana Archeologi, le notizie che saranno prontamente pubblicate sul dibattito in corso presso le commissioni parlamentari a proposito di questo importantissimo provvedimento.

    Roma, 12 marzo 2007

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    21.03.2007 – ARCHEOLOGI E STORICI DELL'ARTE CONTRARI AGLI EMENDAMENTI AL DECRETO BERSANI

    Con l'emendamento approvato al comma 4 dell'articolo 10 del decreto Bersani, si sta facendo un passo indietro.
    Questa è la valutazione delle associazioni professionali degli Storici dell'Arte - A.NA.ST.AR. - e degli Archeologi – Confederazione Italiana Archeologi – sulle modifiche apportate alla norma che stabiliva il libero accesso a storici dell'arte ed archeologi all'attività di guida culturale.
    L'emendamento, apportando elementi di confusione e di difficile attuabilità, stabilisce che a storici dell'arte e archeologi non può essere negato l'esercizio dell'attività di guida o accompagnatore turistico e che essa non può essere subordinata a esami abilitanti o criteri selettivi, facendo così valere in primis lo specifico titolo di laurea. La norma, tuttavia, si contraddice immediatamente quando prescrive che gli stessi professionisti dovranno sottoporsi a verifica della conoscenza della lingua straniera e del territorio. Ci si domanda in cosa debba consistere una verifica che, tuttavia, non può avere funzione selettiva e ci si domanda altresì, cosa si debba intendere per "conoscenza del territorio di riferimento". La conoscenza del territorio e dei musei, si ricorda, è l'essenza stessa del lavoro dei professionisti dei beni culturali.
    Oggi, in vista della fiducia chiesta dal Governo sull'intero Decreto Bersani, sollecitiamo il Ministro a riproporre il testo originario del comma 4 dell'articolo 10. Esso, infatti, rappresenta per archeologi e storici dell'arte la garanzia di poter liberamente esercitare la propria professione e, al contempo, assicura agli utenti il massimo grado pluralismo nella fruizione turistica e culturale.

    Roma, 21 marzo 2007

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    26.03.2007 - APPROVAZIONE DELLA LEGGE BERSANI SULLA LIBERALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE DI GUIDA TURISTICA (ART. 10, COMMA 4)

    L'A.NA.ST.AR., Associazione Nazionale Storici dell'Arte e la Confederazione Italiana Archeologi plaudono alla decisione del Governo di liberalizzare l'attività di guida turistica, finora vincolata a una logica che non teneva nella dovuta considerazione la professionalità e la preparazione dei laureati in materie di beni culturali e che finalmente contrasta il contingentamento sulla trasmissione d'informazioni culturali concesso fino ad oggi ad un numero limitato di guide locali.
    Il provvedimento legislativo del Governo Prodi restituisce dignità e giusto valore ai titoli di laurea di storici dell'arte e archeologi i quali, allo studio, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale hanno dedicato e continuano a dedicare competenze e passione. Questo percorso di studi fornisce una conoscenza tale su arte, architettura, archeologia, e quindi sul territorio, che fa si che storici dell'arte e archeologi siano molto richiesti per condurre lezioni itineranti alla scoperta dell'Italia. Finalmente grazie alla Legge Bersani, previo possesso dei prescritti requisiti di conoscenze linguistiche, se non oggetto di studio nel corso di laurea, è possibile mettere a frutto le conoscenze acquisite in anni di studio, riconoscendo competenze altamente qualificate e professionalità ad archeologi e storici dell'arte. Tale provvedimento legislativo avvicina, inoltre, l'Italia al panorama europeo in materia di liberalizzazione delle competenze degli addetti alla trasmissione della conoscenza del patrimonio culturale.

    Roma, 26 marzo 2007

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