comunicati stampa - ufficiostampa@archeologi-italiani.it

06.08.2010 - Tutela e archeologi: alle parole seguano fatti concreti
03.08.2010 -
Il Ministero abdica al proprio compito istituzionale: chi farà la tutela del territorio?
27.07.2010 - La Confederazione Italiana Archeologi in Liguria: il neonato Consiglio Direttivo imposta il lavoro
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.07.2010 - Bando della Provincia di Vicenza: una vittoria per gli archeologi professionisti
09.07.2010 - Archecondono: una piccola multa e il reato è cancellato!
25.06.2010 - Provincia di Vicenza: volontariato requisito per partecipazione a gara d'appalto per scavi archeologici
21.06.2010 -
Finanziaria 2010: la tutela si farà dal finestrino dell'autobus?

02.06.2010 -
Tagli in Finanziaria: quale futuro per l'archeologia italiana?
29.05.2010 - Pesanti tagli in Finanziaria a Istituti e Scuole Archeologiche

28.05.2010 -
Contratto dell'edilizia garanzia di tutela e sicurezza degli archeologi

21.05.2010 - Dall’editoria per l’archeologia all’editoria per gli archeologi
11.05.2010 - Trasparenza e qualità dei lavori: urge un nuovo sistema degli appalti nei Beni Culturali
09.05.2010 - Crollo al Colosseo: chiarezza sui risultati del commissariamento della Soprintendenza Archeologica di Roma
04.05.2010 - La Confederazione Italiana Archeologi esprime profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Peroni
31.03.2010 - Il Ministro Bondi si impegna per gli archeologi
30.03.2010 - Crolli alla Domus Aurea. Il vero problema di Roma è la pioggia!
10.02.2010
- La Soprintendenza non sa spendere, il patrimonio soffre e gli archeologi restano senza lavoro
04.02.2010 - Contratti archeologi esterne Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma

20.11.2009 - Archeologia preventiva e nuovi sbocchi occupazionali
20.11.2009 -
Archeologia e sviluppo del territorio

18.11.2009 - La Confederazione Italiana Archeologi alla XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

03.08.2009 - Archeologi in Trentino: quale contratto?
30.04.2009 -
In sostegno della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Trento

08.04.2009 - Gli archeologi italiani a disposizione di Bertolaso e Bondi
19.02.2009 - Non servono commissari, servono regole
14.02.2009 -
Commissariamento delle soprintendenze di Roma e Ostia: il Foro Romano non è un mercato di Bombay!
02.02.2009 - Sulla proposta di un Commissario straordinario a Roma

13.12.2008 - Archeotrivial sbanca Palazzo Massimo
19.11.2008
- In risposta all’appello della Consulta Universitaria Nazionale per l’Archeologia del Mondo Classico in merito al Concorso per 30 Archeologi al MiBAC.
14.11.2008 - Modifiche della legge sull’Archeologia Preventiva
13.11.2008 - Proposta di legge per l’inserimento degli archeologi nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
28.10.2008
- Concorso da Archeologo al MiBAC: sospensioni e rettifiche dei quiz
14.10.2008
- Concorso per archeologi al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dall'endometro al prodotto tipico del Senegal: per gli archeologi italiani i test preselettivi sono una farsa.
08.10.2008 - Incontro con l'on. Fabio Granata
21.09.2008
- XVII Congresso Internazionale di Archeologia Classica
04.08.2008 -
Comunicato stampa congiunto CIA-ANA sulla riunione degli archeologi siciliani a Palermo e sul Decreto 5085/2008
01.08.2008 - Forti critiche al bando del concorso per 30 archeologi al MiBAC
23.07.2008 - La Confederazione Italiana Archeologi, insieme ad altre associazioni di professionisti dei Beni Culturali, incontra l’on. Madia

14.07.2008 - La Confederazione Italiana Archeologi incontra l'on. Madia
01.07.2008 -
La Confederazione Italiana Archeologi in sostegno dell’Istituto per l’Africa e l’Oriente
21.05.2008 - Sostegno alla riapertura dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma
19.05.2008 - Incontro con l'Associazione Italiana di Esperti in Diagnostica Applicata ai Beni Culturali
07.04.2008 - Sul ddg 5085/08 - Elenco degli archeologi della Regione Sicilia
05.03.2008
- Incontro dell'11 febbraio sulle guide turistiche

02.08.2007Scomparsa del prof. Augusto Fraschetti
13.06.2007Concorso per 10 posti da Dirigente Archeologo presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
31.03.2007Scomparsa del prof. Francovich
26.03.2007Approvazione della legge Bersani sulla liberalizzazione della professione di guida turistica (art. 10, comma 4)
21.03.2007Archeologi e storici dell'arte contrari agli emendamenti al decreto Bersani
15.03.2007Liberalizzazione attività di guida turistica
26.01.2007Liberalizzazione delle autorizzazioni preventive per la professione di guida turistica

07.05.2006Parere del Consiglio di Stato su legge 109 del 2005 “archeologia preventiva”
19.01.2006
Incidente 11 gennaio Via Casal Boccone a Roma

28.06.2005Decreto sull’archeologia preventiva
03.03.2005Beni culturali e lavoro: problematiche e prospettive


06.08.2010 - TUTELA E ARCHEOLOGI: ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI

Il MiBAC cerca fondi per la tutela dopo le sollecitazioni della Confederazione Italiana Archeologi

La Confederazione Italiana Archeologi apprende con favore che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali abbia recepito le istanze degli Archeologi riguardo i tagli ai fondi per le missioni del personale tecnico del Ministero. Un comunicato del Ministero informa che l’istitutzione è impegnata con la Ragioneria dello Stato per cercare fondi che permettano agli archeologi di continuare nella propria azione di tutela e controllo del territorio.
Ci auguriamo che il Ministro Bondi – dichiara il Presidente Giorgia Leoni riesca a trovare una soluzione politica, prima che tecnica, al taglio dei fondi per la gestione della tutela del patrimonio culturale. L’articolo 9 della Costituzione affida alla Repubblica, e dunque alle sue articolazioni istituzionali, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico: è un principio che va affermato con fermezza e difeso al di là delle condizioni politiche e degli orientamenti dei governi in carica.
Rimarremo vigili continua il Presidenteper verificare che alle parole, che spesso seguono alle proteste e alle sollecitazioni mediatiche, seguano azioni concrete che portino ad una soluzione definitiva della questione.

Roma, 06 agosto 2010

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03.08.2010 - IL MINISTERO ABDICA AL PROPRIO COMPITO ISTITUZIONALE: CHI FARA' LA TUTELA DEL TERRITORIO?

Finanziaria 2010: confermati i tagli alla tutela del patrimonio culturale e del paesaggio

La Confederazione Italiana Archeologi esprime la propria indiginazione per la conferma dell’Art. 6, comma 12 della Legge Finanziaria 2010, che impone pesanti tagli ai fondi per le missioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. In base a questo provvedimento il Segretario Generale arch. Cecchi ha diramato una circolare (circ. N.18 del 28/7/2010 prot. N. 6906) che sancisce l’impossibilità di provvedere al rimborso delle spese legate all’utilizzo del mezzo proprio durante sopralluoghi sul territorio o controlli nei cantieri. Questo provvedimento impedisce ai funzionari tecnici del Ministero di svolgere il proprio dovere istituzionale e costituisce il blocco totale delle attività di tutela e conservazione del territorio, del paesaggio e del patrimonio archeologico del nostro paese.
Avevamo chiesto al Ministro Bondi – dichiara il Presidente Giorgia Leoni – un intervento politico affinchè intercedesse sul Governo per ottenere una deroga alla Finanziaria che permettesse alle Soprintendenze di continuare ad assolvere ai compiti che la Costituzione affida loro. La crisi economica impone dei sacrifici a tutti i settori della Pubblica Amministrazione, ma abdicare alla tutela del patrimonio culturale e del paesaggio è un processo irreversibile: ciò che viene distrutto o deturpato non può essere recuperato!
L’on. Bondi – continua il Presidente – chiarisca se, nella sua azione politica, conta di più il ruolo di coordinatore di partito o di Ministro della Repubblica!...o forse dobbiamo cominciare a cercare sponsor privati, oltre che per restaurare il Colosseo, anche per rimborsare la benzina agli archeologi delle Soprintendenze?
La Confederazione Italiana Archeologi rinnova al Ministro Bondi la richiesta di impegnarsi con il Ministro dell’Economia affinchè vengano ripristinati i fondi tagliati al MiBAC e sia concessa la deroga per le funzioni ispettive del personale tecnico delle Soprintendenze.

Roma, 03 agosto 2010

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27.07.2010 - LA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI IN LIGURIA: IL NEONATO CONSIGLIO DIRETTIVO IMPOSTA IL LAVORO

La Confederazione Italiana Archeologi è la prima associazione nazionale nata con lo scopo primario di promuovere la figura professionale dell’archeologo. In seguito ad alcuni contatti ed assemblee tenutesi in Liguria tra il 2008 e 2009, il 25 marzo 2010 nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova, durante l’Assemblea dei soci, è stato eletto il Consiglio Direttivo Regionale della Liguria.
Il Consiglio, composto sia da archeologi che da studenti in archeologia, ha stabilito le future attività indirizzate dai soci riuniti in Assemblea.

Il Consiglio Direttivo ha impostato la sua azione iniziale ad un’opera di ricognizione e di conoscenza delle realtà archeologiche liguri al fine di creare dialogo fondamentale per il comune interesse della promozione dell’Archeologia nel campo della didattica, della ricerca e della professione. Il Presidente Regionale Carlo Pampararo ha evidenziato i principali passi da seguire per giungere allo scopo. “E’ necessario costituire una rete di contatti per realizzare un’efficace comunicazione con i nostri soci e gli interessati, è fondamentale perseguire una campagna di sensibilizzazione e di tesseramento diffusa nel territorio regionale.
Per giungere velocemente a questi traguardi – prosegue il Presidente Regionaledovremo inizialmente realizzare un censimento dei soggetti, siano essi pubblici o privati che operano nel campo dell’archeologia e stringere contatti diretti con tutti coloro che operano in questo settore per capire i reali problemi e bisogni che esistono in Liguria nella nostra professione.

La Confederazione Italiana Archeologi si riunirà venerdì 30 luglio alle ore 15 presso l’Aula Magna (Via Balbi 2) della Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova. Durante l’Assemblea Regionale aperta non solo ai soci, ma a tutti coloro che operano nel settore archeologico, sarà anche possibile effettuare l’iscrizioni all’associazione.

Genova, 27 luglio 2010

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14.07.2010 - BANDO DELLA PROVINCIA DI VICENZA: UNA VITTORIA PER GLI ARCHEOLOGI PROFESSIONISTI

Riaperto il bando per lo scavo di Fratte: accolte le richieste della Confederazione Italiana Archeologi

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con favore la riapertura e la modifica, da parte della Provincia di Vicenza, del Bando Pubblico per lo scavo archeologico del sito tardoneolitico in località Fratte nel comune di Arcugnano.

La Provincia di Vicenza ha accolto pienamente tutte le osservazioni e i dubbi manifestati dalla Confederazione Italiana Archeologi, modificando i requisiti di accesso al bando ed eliminando l’articolo che prevedeva l’obbligo di collaborazione con associazioni di volontariato.

La riapertura e la modifica del bando – dichiara il Presidente Giorgia Leoniè la dimostrazione che quando le istituzioni si dimostrano collaborative e recepiscono le osservazioni espresse dalle rappresentanze dei professionisti è possibile tutelare la professionalità degli archeologi e garantire il rispetto delle regole. E’ nostro dovere continuare l’azione capillare di controllo e invitiamo i nostri associati e simpatizzanti a seganlarci eventuali anomalie in modo da poter tutelare la professionalità di tutti gli archeologi.

Roma, 14 luglio 2010

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09.07.2010 - ARCHEOCONDOMO: UNA PICCOLA MULTA E IL REATO E' CANCELLATO!

Emendamento alla Finanziaria propone il condono della detenzione di beni archeologici

La Confederazione Italiana Archeologi è entrata in possesso della bozza dell'emendamento alla Finanziaria 2010 dal titolo “Disposizioni in materia di emersione e catalogazione dei beni archeologici, nonché revisione delle sanzioni penali”, di cui non si conosce il nome del relatore.
L'emendamento contiene una proposta di sanatoria per chi detiene “beni mobili di interesse archeologico e paleontologico” a fronte del pagamento allo Stato di una “somma pari ad un terzo del valore pecuniario” del bene.
E' molto grave – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoniche ancora una volta ci siano membri del Parlamento che propongono una sanatoria per chi detiene materiale archeologico, depenalizzando uno dei reati più diffusi e combattuti nel nostro paese. Non è accettabile che per affrontare le difficoltà economiche del Paese si intenda fare cassa con i ricavi di multe che sanerebbero detenzioni illecite di materiale archeologico.
Il testo costituisce un sopruso nei confronti dello Stato e dei cittadini italiani che dei Beni archeologici sono i veri proprietari e un'offesa alle migliaia di membri delle Forze dell'Ordine, tecnici delle Soprintendenze e archeologi liberi professionisti che quotidianamente operano per la lotta ai traffici clandestini di beni, per la tutela del nostro patrimonio e per il controllo capillare del nostro territorio.
L'emendamento prevede che a schedare e catalogare i beni da sanare siano chiamati gli archeologi professionisti iscritti all'ormai fantomatico elenco che il Ministero dovrebbe predisporre per i lavori legati all'archeologia preventiva, ma che evidentemente rischia di diventare un albo di fatto. Sarebbe surreale – prosegue il Presidente Giorgia Leonise l'elenco, primo parziale tentativo di normare la nostra professione, fosse utilizzato per la prima volta per sanare un reato contro il patrimonio archeologico al cui studio, tutela e diffusione della conoscenza gli archeologi dedicano la propria vita.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio e a tutte le forze politiche, di Governo e di opposizione, di adoperarsi affinché l'emendamento non venga presentato né venga inserito nel Maxiemendamento alla Finanziaria e si eviti la sanatoria di reati contro il patrimonio archeologico del nostro paese.


testo della bozza

Roma, 09 luglio 2010

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25.06.2010 - PROVINCIA DI VICENZA: VOLONTARIATO REQUISITO PER LA PARTECIPAZIONE A GARA D'APPALTO PER SCAVI ARCHEOLOGICI

Provincia di Vicenza: volontari al posto dei professionisti!

La Confederazione Italiana Archeologi segnala la gravissima anomalia contenuta nell'Avviso per l'Appalto dell'indagine archeologica nel sito tardo neolitico in località "Fratte" in Comune di Arcugnano, pubblicato dalla Provincia di Vicenza (Prot. n. 41168 del 9/6/2010).
Tra i requisiti necessari per la partecipazione alla gara, dell'importo di Euro 44.500, oltre alla certificazione OS25 ai sensi del D.P.R. 34/2000, viene richiesto, pena l'esclusione, "il possesso di esperienze di collaborazione nei cantieri di scavo con associazioni di volontariato nel settore archeologico".
Nessuna norma in materia di Lavori Pubblici contiene alcun riferimento all'eventuale valore aggiunto rappresentato dalle collaborazioni con il mondo del volontariato e tali attività non possono comunque costituire un requisito determinante per la partecipazione ad una gara pubblica.

"Il Bando della Provincia di Vicenza - dichiara il Presidente Giorgia Leoni - è l'ennesima prova del caos in cui versa il mercato dell'archeologia e della diffusa disinvoltura, anche da parte delle istituzioni, a non applicare le leggi che lo normano. E' necessario un intervento normativo che definisca ed uniformi, una volta per tutte e per tutto il territorio nazionale, i requisiti formativi, le competenze, le responsabilità e i ruoli degli archeologi a tutela dei professionisti e dei cittadini che usufruiscono del loro lavoro."

"Le associazioni legate ai territori ed il mondo del volontariato - continua il Presidente Giorgia Leoni - offrono un contributo generoso all'archeologia, ma il loro operato deve rimanere al di fuori del mercato del lavoro e della libera concorrenza tra società o professionisti. Non si confonda il volontariato con il lavoro svolto a costo zero!"

La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento urgente al Presidente della Provincia di Vicenza affinchè il bando sia immediatamente ritirato e pubblicato nuovamente in modo conforme alla normativa vigente in materia di Lavori Pubblici.

Roma, 25 giugno 2010

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21.06.2010 - FINANZIARIA 2010: LA TUTELA SI FARA' DAL FINESTRINO DELL'AUTOBUS?

La Finanziaria 2010 mette a rischio la tutela del patrimonio archeologico e del paesaggio

La Confederazione Italiana Archeologi manifesta profonda preoccupazione per il contenuto del comma 12 dell’articolo 6 della Legge Finanziaria 2010, che taglia i fondi per le missioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Nell’ambito della gestione della tutela del patrimonio archeologico, il personale tecnico delle soprintendenze non potrà più utilizzare mezzi privati per effettuare sopralluoghi nei cantieri e ispezioni sul territorio, per i quali dovrà usufruire esclusivamente mezzi pubblici.
Il provvedimento contenuto nella Finanziaria - dichiara il Presidente Giorgia Leoniè l’ennesimo attentato alle soprintendenze e al sistema di gestione della tutela del territorio. Le soprintendenze, che già operano con personale ridotto ai minimi termini a causa dei tagli agli organici e della esiguità di turn over, gestiscono territori molto vasti e complessi dal punto di vista geografico. I siti archeologici non sono sempre lungo strade statali o provinciali servite dai mezzi pubblici e i cantieri da sorvegliare sono spesso in aree non ancora urbanizzate, in campagna, in montagna...non raggiungibili con autobus, tram o treni.
Il taglio porterebbe delle conseguenze gravissime – continua il Presidente Giorgia Leonie mette a forte rischio la tutela del patrimonio archeologico e del paesaggio del nostro paese, specie in un momento in cui tornano a paventarsi proposte di condono edilizio. In che modo si pensa che si potrà continuare a fare tutela? Forse dal finestrino di un autobus?
La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento urgente al ministro Bondi affinché si adoperi e interceda sul Governo, come già fatto per ridurre i tagli agli istituti di cultura, per ottenere una deroga alla Finanziaria che permetta al Ministero e alle soprintendenze di tutelare il patrimonio archeologico e il paesaggio del nostro paese nel rispetto del compito istituzionale affidato loro dalla Costituzione.

Roma, 21 giugno 2010

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02.06.2010 - TAGLI IN FINANZIARIA: QUALE FUTUTRO PER L'ARCHEOLOGIA ITALIANA?

Restano pesanti i tagli dei finanziamenti pubblici agli Istituti di cultura e al MiBAC

La Confederazione Italiana Archeologi esprime soddisfazione per l'intervento del ministro Bondi che ha portato allo stralcio in Finanziaria del provvedimento che avrebbe tagliato 232 istituti culturali del nostro paese.
Siamo contenti – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoniche il Ministro Bondi abbia ascoltato i ripetuti appelli provenienti da esponenti del mondo della cultura e dell'archeologia in particolare e che sia riuscito a sventare il taglio definitivo di tutti gli istituti. Il passaggio dai 21,5 milioni di euro di finanziamenti ai 10,7 impone una riflessione profonda e l'elaborazione di una programmazione degli interventi mirata ad individuare i centri di eccellenza da potenziare e i veri sprechi da eliminare.
La
Confederazione Italiana Archeologi chiede al Ministro Bondi l'apertura di un tavolo di confronto con tutti i soggetti che operano nel settore dei Beni Culturali per elaborare un piano condiviso per la ridefinizione dei criteri di finanziamento pubblico agli istituti.
Siamo molto preoccupati per i tagli gravissimi che la manovra impone al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e agli istituti ed enti di ricerca del settore – prosegue il Presidente Giorgia Leoni ma siamo fiduciosi che il Ministro Bondi saprà ascoltare e recepire le istanze che vengono dal mondo dell'archeologia. Comprendiamo il momento di profonda crisi economica in cui versa il paese e siamo convinti che sia necessario razionalizzare la spesa pubblica anche nei Beni Culturali.
Razionalizzazione della spesa e non tagli indiscriminati. - continua il Presidente della Confederazione – Tagliare del 50% i fondi alla Scuola Archeologica di Atene o all'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia di Taranto o all'Istituto Italiano per la Preistoria e la Protostoria significherebbe comunque destinarli alla chiusura. Dunque c'è bisogno di un intervento coraggioso per individuare le eccellenze ed eliminare o ridurre tramite accorpamenti altri enti di discutibile utilità. Quale futuro ci sarà altrimenti per l'archeologia italiana?
La
Confederazione Italiana Archeologi, rinnovando la propria disponibilità alla collaborazione con le istituzioni, auspica che il Ministro Bondi, di concerto con il Ministro Tremonti, sappia garantire il giusto riconoscimento e il meritato contributo dello Stato agli Istituti archeologici che rappresentano veri centri di eccellenza a livello internazionale nell'ambito della formazione, della ricerca, dell'innovazione metodologica e della diffusione della conoscenza del nostro patrimonio culturale.

Roma, 02 giugno 2010

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29.05.2010 - PESANTI TAGLI IN FINANZIARIA A ISTITUTI E SCUOLE ARCHEOLOGICHE

Nella lista degli Istituti che perdono i finanziamenti pubblici colpita l'Archeologia italiana

La Confederazione Italiana Archeologi esprime profonda preoccupazione per quanto contenuto nell'art. 7 comma 22 del "Decreto legge recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", in base al quale “lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti, istituti, fondazioni e altri organismi”. All'articolo è allegata la lista dei 232 Istituti ed enti di ricerca a cui la Finanziaria taglierà i fondi e, conseguentemente, le speranze di continuare ad esistere. In questa lista sono presenti molti istituti che svolgono e promuovono formazione e ricerca nell'ambito delle scienze umanistiche, in particolare nel settore archeologico.
"Non possiamo accettare tacitamente – sostiene il Presidente Giorgia Leoniche alcuni tra i più prestigiosi istituti archeologici perdano l'insostituibile apporto che deriva loro dai finanziamenti statali e che vengano, quindi, destinati alla inattività se non addirittura alla definitiva chiusura. Nella lista figurano istituti, tra cui la Scuola Archeologica Italiana di Atene, l'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, l'Istituto di Studi Romani, l'Istituto Internazionale di Studi Liguri, l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, che con le loro ricerche hanno permesso all'Italia di svolgere un ruolo da protagonista nella conoscenza del patrimonio archeologico del nostro paese e dell'intero bacino del Mediterraneo, svolgendo spesso anche un ruolo fondamentale di veicoli diplomatici.
Accogliamo con favore – continua Giorgia Leoniche il Governo abbia provveduto a ridurre la spesa pubblica, ma è necessario procedere alla selezione degli enti da tagliare in modo più accorto e razionale. Auspichiamo che il Ministro Bondi ascolti le nostre ragioni e si adoperi presso il Governo ed il Ministro dell'Economia affinché gli Istituti di ricerca di ambito archeologico possano usufruire dei contributi provenienti dall'apposito fondo che il Governo si appresta ad istituire a compensazione dei tagli effettuati.
La Confederazione Italiana Archeologi si impegna a promuovere una campagna di sensibilizzazione di tutte le Istituzioni, associazioni, professionisti e cittadini affinché gli Istituti archeologici colpiti dai tagli possano essere salvati e continuino a svolgere le proprie attività con il sostegno deciso e convinto dello Stato.

Roma, 29 maggio 2010

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28.05.2010 - CONTRATTO DELL'EDILIZIA GARANZIA DI TUTELA E SICUREZZA DEGLI ARCHEOLOGI

Sabato 29 maggio Fillea Restauro organizza la mostra fotografica "I fantasmi dei cantieri" a Napoli

La Confederazione Italiana Archeologi aderisce pienamente all'iniziativa pubblica "I Fantasmi dei cantieri" indetta dalla Fillea CGIL Restauro di Napoli, che si svolgerà sabato 29 maggio in piazza San Domenico Maggiore.
"Non ci possono essere tutela e valorizzazione dei Beni Culturali – sostiene il Presidente Giorgia Leoni - se non sono tutelati e valorizzati i professionisti che operano in questo settore, primi fra tutti archeologi e restauratori. Ci piace l'epressione "fantasmi dei cantieri": rappresenta bene la condizione diffusa di mancanza di riconoscimento del ruolo dei professionisti dei beni Culturali. Archeologi e Restauratori sono relegati ad un ruolo marginale in un contesto che ci dovrebbe vedere protagonisti assoluti del nostro lavoro, partecipando, insieme alle istituzioni, alle attività di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano."
La Confederazione Italiana Archeologi da sempre è impegnata per l'applicazione e il rispetto del contratto nazionale dell'edilizia, unico strumento reale di tutela dei diritti e della sicurezza degli archeologi che lavorano nei cantieri.
"Se venissero applicate le norme vigenti in materia di contratti di lavoro e di sicurezza nei cantieri – continua Giorgia Leoni faremmo un passo importantissimo per la tutela delle nostre professioni, in attesa che il Parlamento legiferi in materia e dia riconoscimento formale alla figura dell'archeologo."
La Confederazione Italiana Archeologi prosegue la propria attività di sensibilizzazione delle istituzioni, delle imprese e degli archeologi affinchè diventi patrimonio comune la convinzione che la formazione e l'informazione dei professionisti siano elementi fondamentali per la costruzione di una categoria forte e consapevole del proprio ruolo nella società.

Roma, 28 maggio 2010

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21.05.2010 - DALL'EDITORIA PER L'ARCHEOLOGIA ALL'EDITORIA PER GLI ARCHEOLOGI

EDIARCHE’: domenica 23 ore 17 dibattito organizzato dalla Confederazione Italiana Archeologi

La Confederazione Italiana Archeologi sarà presente con un proprio stand al I Salone dell’Editoria Archeologica di Roma, che si svolgerà presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini fino a domenica 23 maggio. “Siamo molto contenti – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leonidi partecipare ad EDIARCHE’ perché il Salone offrirà momenti preziosi di confronto tra archeologi provenienti da tutto il paese ed uno spazio utile agli imprenditori del settore per promuovere le proprie attività.
La Confederazione Italiana Archeologi domenica alle ore 17 organizza un incontro pubblico dal titolo “Dall’editoria per l’archeologia all’editoria per gli archeologi”: la presentazione delle pubblicazioni curate dalla Confederazione offrirà gli spunti per discutere sulle condizioni attuali e sulle prospettive della professione archeologica in Italia.

EDIARCHE’. I Salone dell’Editoria Archeologica di Roma
Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini
Piazzale Guglielmo Marconi, 14
Roma

Roma, 21 maggio 2010

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11.05.2010 - TRASPARENZA E QUALITA' DEI LAVORI: URGE UN NUOVO SISTEMA DEGLI APPALTI NEI BENI CULTURALI

L'on. Giro annuncia un piano di investimenti per il Colosseo: 23 milioni di euro da imprenditori

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con attenzione l'annuncio del Sottosegretario On. Giro di un piano di finanzianziamento per un restauro integrale del Colosseo, con il sostegno di imprenditori privati. É necessario, però, chiarire quale sarà la natura dell'intervento degli sponsor, affinchè rappresentino un reale sostegno per la conservazione e per la valorizzazione dei Beni, sotto l'alta sorveglianza dei tecnici del Ministero. Gli interventi economici privati sono una risorsa insostituibile nel settore dei Beni Culturali e confidiamo che il Ministro si farà garante affinchè tale operazione non costituisca solo un'occasione speculativa.

"Se, come ha affermato l'On. Giro, a Roma il Commissario non lavorerà in deroga alle leggi sugli appalti pubblici – si chiede il Presidente Giorgia Leoni qual è, dunque, la necessità del Commissariamento, visto che la Soprintendenza Archeologica di Roma è autonoma e ha tecnici molto qualificati al suo interno? É urgente una revisione del sistema degli appalti nel settore dei beni culturali, che, pur snellendo le procedure, garantisca la qualità degli interventi e tuteli le professionalità che vi operano."

"Apprezziamo molto – continua il Presidente Giorgia Leoniche il commissario arch. Cecchi abbia rivendicato il valore della manutenzione preventiva programmata, ma ci chiediamo come questo si concili con il pesantissimo taglio dei fondi che ha colpito il Ministero per i Beni e le Attività Culturali."

Vista la criticità della situazione del patrimonio archeologico italiano, la Confederazione Italiana Archeologi auspica l'avvio di una nuova fase di confronto: un grande patto per i Beni Culturali che coinvolga istituzioni, professionisti e imprenditori affinchè si individuino obiettivi condivisi e si traccino le linee politiche di gestione e valorizzazione del nostro patrimonio.

Roma, 11 maggio 2010

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09.05.2010 - CROLLO AL COLOSSEO: CHIAREZZA SUI RISULTATI DEL COMMISSARIAMENTO DELLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI ROMA

La Confederazione Italiana Archeologi esprime il proprio sgomento di fronte alla notizia del crollo di parte del nucleo cementizio di una volta del I ordine del Colosseo. L’incidente fortunatamente è avvenuto la mattina molto presto, non causando feriti dal momento che il monumento era ancora chiuso.

Ancora una voltaha dichiarato il Presidente Giorgia Leonisi è sfiorata la tragedia: se il crollo fosse avvenuto a monumento aperto avrebbe potuto colpire qualcuno tra le migliaia di visitatori che, specialmente la domenica, affollano l’anfiteatro. Lo stato in cui versa il Colosseo è uno dei motivi alla base del Commissariamento della Soprintendenza Archeologica di Roma e, a distanza di oltre un anno e mezzo, evidentemente la struttura commissariale non ha individuato gli strumenti necessari a garantirne la conservazione.

La Confederazione Italiana Archeologi rinnova la richiesta di un intervento urgente del ministro Bondi per verificare lo stato di sicurezza in cui versano i monumenti archeologici e perché faccia chiarezza circa il sistema di gestione dei fondi affidati alle strutture commissariali operanti nel settore dei Beni Archeologici, a Roma in particolare.

Chiediamo, inoltre, al Ministro un'analisi seria e trasparente affinché si verifichino i lavori svolti fino ad oggi dalle strutture commissariali operanti a Roma, riflettendo sull’effettiva opportunità di mantenerle attive.

Roma, 09 maggio 2010

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04.05.2010 - LA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI ESPRIME PROFONDO CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL PROF. PERONI

Si è spento oggi a Roma il prof. Renato Peroni, insigne studioso di Protostoria italiana ed europea

La Confederazione Italiana Archeologi esprime profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Renato Peroni, insigne studioso la cui profondità di analisi e il cui meticoloso impegno nell'innovazione metodologica hanno creato un solco senza precedenti negli studi della protostoria italiana ed europea.
Vogliamo ricordare, soprattutto, la grandissima dedizione all'insegnamento e l'attenzione verso gli studenti che ha sempre difeso e tutelato, "...aderente a quella visione democratica dell'accesso alle opportunità di ricerca e di pubblicazione che ha sempre caratterizzato la sua attività di docente", come hanno scritto i suoi allievi nella prefazione degli studi a lui dedicati in occasione della fine della sua carriera accademica.

E ci piace ricordare il prof. Peroni con la frase che concludeva il contributo che volle offrire alla Confederazione in occasione del lancio della rivista online Ex Novo e che ci sembra riassumere la sua insaziabile voglia di vivere l'archeologia non solo come accademico e di confrontarsi con gli studenti e gli archeologi più giovani con curiosità e generosità:

"Ma forse, almeno per ciò che personalmente mi riguarda, la realtà è di gran lunga più semplice, anche se un po' amara: più si invecchia, più le illusioni si rifiutano di morire".

Roma, 04 maggio 2010

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31.03.2010 - IL MINISTRO BONDI SI IMPEGNA PER GLI ARCHEOLOGI

La Confederazione Italiana Archeologi oggi ha ricevuto una telefonata da parte del sen. Min. Sandro Bondi che, avendo ricevuto e letto il comunicato stampa sui crolli della Domus Aurea, ha voluto personalmente manifestare il proprio interesse nei confronti delle tematiche sollevate. Il Ministro ha affermato, in particolare, di avere molto a cuore le questioni riguardanti gli archeologi e a tale proposito ha chiesto di incontrare una delegazione della Confederazione Italiana Archeologi, a cui ha inoltre chiesto la disponibilità a collaborare con il Ministero a L’Aquila.

Siamo molto colpiti – ha dichiarato la Presidente Giorgia Leoni - dall’intervento tempestivo e personale del Ministro Bondi, che ha dimostrato grande sensibilità e disponibilità ad ascoltare le istanze degli archeologi. Auspichiamo di aprire un nuovo ciclo insieme al Ministro Bondi, avviando un rinnovato rapporto di collaborazione con il Ministero, nella speranza di trovare forme di confronto che portino a soluzioni condivise per risolverle.

La Confederazione Italiana Archeologi dichiara inoltre la propria disponibilità a collaborare con il Ministro e con i tecnici del Mibac per il patrimonio archeologico dell’Aquila e dell’Abruzzo.

Roma, 31 marzo 2010

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30.03.2010 - CROLLI ALLA DOMUS AUREA. IL VERO PROBLEMA DI ROMA E' LA PIOGGIA!

La Confederazione Italiana Archeologi esprime il proprio sgomento di fronte al gravissimo crollo che ha colpito le strutture della Domus Aurea, dal 2005 oggetto di un'ordinanza che ne affida il restauro e la messa in sicurezza al Commissario Straordinario ing Marchetti.

Ancora una volta i fatti dimostrano la scarsa utilità delle strutture commissariali, che, malgrado la concessione di deroghe rispetto a tutte le norme vigenti in materia di lavori pubblici, non riescono a raggiungere i risultati e gli obiettivi che il Governo affida loro. La semplificazione burocratica avrebbe lo scopo di velocizzare gli interventi da realizzare sui monumenti, ottimizzando risorse e professionalità: alla Domus Aurea ben 5 anni di commissariamento, studi di grandi professionisti e finanziamenti ad hoc hanno portato alle immagini che abbiamo visto oggi.
"Il crollo delle strutture della Domus Aurea - ha dichiarato la Presidente Giorgia Leoni - è un fatto gravissimo, che avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria tragedia, dal momento che gli ambienti colpiti sono luoghi in cui lavorano gli archeologi che studiano i materiali del cantiere e in cui svolgono le esercitazioni didattiche gli studenti della Sapienza. Ancora una volta - continua Giorgia Leoni - gli archeologi hanno rischiato la vita svolgendo il proprio lavoro, operando in mancanza delle norme minime di sicurezza. E, ancor più grave, nessun rappresentante delle istituzioni e del Governo ha ritenuto necessario spendere due parole per chiedere scusa a questi professionisti e per impegnarsi affinché siano garantite le condizioni di sicurezza anche per gli archeologi collaboratori esterni."

Risultano allarmanti alcune dichiarazioni del Commissario ing. Marchetti, che, denunciando l'assoluta gravità della situazione della Domus Aurea, ha affermato che "Al crollo di oggi potrebbero seguirne altri anche nell'immediato", e ancora che "...bisogna dare il via ai lavori di consolidamento... per mettere in sicurezza subito quel tratto. Ma se non arriva un finanziamento complessivo si rischia di mettere una toppa da una parte e vedersi aprire una falla dall'altra''. Queste gravi affermazioni impongono una riflessione seria sulle strategie politiche adottate in materia di Beni Culturali nel nostro paese, rilanciando la necessità di un impegno concreto da parte del Governo per uscire dalla logica emergenziale e ripristinare la cultura della tutela e della conservazione ordinarie, che rappresentano la funzione primaria del MiBAC.

La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento immediato del Ministro on. Bondi per avere i necessari chiarimenti circa il sistema di gestione dei fondi affidati alle strutture commissariali operanti nel settore dei Beni Archeologici, in particolare a Roma. Chiediamo, inoltre al Ministro un'analisi seria, attenta, trasparente e priva di qualunque incidenza ideologica, affinché si verifichino i risultati ottenuti e i lavori svolti fino ad oggi dalle strutture commissariali operanti nel settore archeologico, riflettendo sulla effettiva opportunità di mantenerle attive. Le aree archeologiche di Roma e Ostia sono state commissariate per i danni causati dal maltempo, la Domus Aurea crolla a causa delle infiltrazioni: non ci eravamo resi conto di vivere nella terra dei monsoni! ...è proprio vero che il problema di Roma è la pioggia!

Roma, 30 marzo 2010

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10.02.2010 - LA SOPRINTENDENZA NON SA SPENDERE, IL PATRIMONIO SOFFRE E GLI ARCHEOLOGI RESTANO SENZA LAVORO

Il 9 febbraio u.s. si è tenuto il Consiglio di Amministrazione della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, al quale ha partecipato straordinariamente il Direttore Generale De Caro e hanno assistito, oltre ad alcuni funzionari tecnici della stessa soprintendenza, i collaboratori esterni e rappresentanti delle associazioni professionali di categoria, la Confederazione Italiana Archeologi e dell’Associazione Nazionale Archeologi.
La presenza degli archeologi e delle Associazioni professionali era legata alle precedenti richieste di chiarimenti inviate al Soprintendente Bottini in merito a preventivi che non hanno mai ricevuto risposta, a proposte di incarico che non hanno mai avuto seguito, a contratti firmati, mai repertoriati di cui non si ha più notizia, nonché perizie non approvate. E’ grazie a questi contratti e al lavoro degli archeologi collaboratori esterni che la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, come tutte le altre del territorio nazionale afflitta da gravi carenze di personale, ormai da decenni riesce ad assolvere ai propri compiti istituzionali, sia di tutela che di valorizzazione.
Il Bilancio 2009 della SSBAR, pubblicato sul sito della soprintendenza, destinava più di 350.000 euro sul capitolo della Catalogazione, più di 100.000 per il Sistema Informativo Territoriale Archeologico, oltre 300.000 euro per l’assistenza archeologica per lo scavo ed il restauro del Foro della Pace, opera strategica perché funzionale all’avvio dei lavori della metropolitana.
Scorrendo l’elenco dei contratti e dei lavori finanziati nel 2009, quasi tutti relativi a consulenze legali e per la sicurezza, verrebbe da chiedersi: dov’è l’archeologia?
I conti sembrano proprio non tornare!
A leggere queste cifre sembrerebbe quasi che la Soprintendenza Archeologica di Roma abbia dimenticato il proprio nome, la propria storia e, soprattutto, la propria mission, nella quale rientrano l’inventariazione e la catalogazione dei materiali archeologici, atti fondamentali per la conoscenza e la tutela del patrimonio.
In un momento di profonda crisi economica, è gravissimo che la Soprintendenza, pur avendole a disposizione ed avendole deliberate per specifici lavori, non abbia poi speso cifre così importanti rinunciando a produrre quanto avrebbe dovuto. A questo si aggiunge il danno erariale legato al fatto che i materiali archeologici schedati vengono anche valutati economicamente e tale valore monetario arricchisce il patrimonio dello Stato.

E’ inaccettabile che a pagarne le spese sia l’anello più debole della catena: gli archeologi collaboratori esterni.

Come se non bastassero le enormi difficoltà che quotidianamente affrontano per svolgere il proprio lavoro, a pagare l’incapacità dell’Amministrazione, evidentemente non in grado di misurarsi con le nuove norme che impongono verifiche puntuali e controlli più attenti sulla trasparenza e sulla legittimità degli incarichi affidati.
Tale incapacità stupisce tanto più se si considera che uno dei motivi addotti per il commissariamento della Soprintendenza, alla fine del 2008, fu proprio la necessità di snellire le procedure. Non spendere centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici per un anno significa non capire quale impatto economico abbia il blocco di interventi e di lavori in archeologia, considerando che i finanziamenti pubblici in questa fase di crisi rappresentano un contributo essenziale alla sopravvivenza stessa di società e professionisti.
Oggi le strutture della pubblica amministrazione sono giudicate soprattutto in base alla loro capacità di spesa, è quindi necessario che il Ministero intervenga urgentemente per verificare le procedure adottate e per individuare le responsabilità che hanno condotto a questa situazione, con tutte le necessarie conseguenze.

Roma, 10 febbraio 2010

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04.02.2010 - CONTRATTI ARCHEOLOGI ESTERNI SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA

La Confederazione Italiana Archeologi ha ricevuto, nel corso degli ultimi giorni, numerose segnalazioni di colleghi archeologi circa anomalie nella gestione dei contratti da parte della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Tali anomalie riguardano: proposte di contratti e preventivi che da mesi attendono di avere riscontro da parte dell'Amministrazione; contratti già firmati che dopo mesi dalla consegna dei lavori risultano non ancora onorati.

Come è noto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze Archeologiche, in particolare, soffrono di gravi carenze di personale e, per assolvere ai propri compiti istituzionali, si avvalgono, ormai da decenni, di centinaia di professionisti archeologi che prestano la propria opera come collaboratori esterni.

"Sono gli archeologi - afferma il Presidente Giorgia Leoni - che, da anni, operano nei cantieri, nei magazzini, nei musei e nelle aree archeologiche delle nostre soprintendenze, mettendo la propria professionalità al servizio dello Stato e partecipando al processo di conoscenza, tutela e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. Sono i professionisti che quotidianamente affrontano le mille difficoltà legate alla gestione di un mestiere che fatica a diventare professione."

"Sono gli archeologi collaboratori esterni - continua il Presidente Giorgia Leoni - che permettono ogni giorno alle soprintendenze archeologiche di assolvere a quei doveri fondamentali che la Costituzione assegna loro e a cui non sarebbero mai in grado di fare fronte esclusivamente con i propri organici interni."

In un più ampio processo di modernizzazione e razionalizzazione delle spese della Pubblica Amministrazione, anche le soprintendenze si stanno confrontando con nuove norme che impongono verifiche puntuali e controlli più attenti sulla trasparenza e la legittimità degli incarichi affidati.

Proprio grazie al processo di trasparenza, sul sito internet della SSBAR è possibile leggere i Programmi di Interventi previsti nel Bilancio 2009, in cui importanti somme sono assegnate proprio a quei servizi che la Soprintendenza affida agli archeologi collaboratori esterni al fine di raggiungere gli scopi istituzionali dell'Amministrazione. E' importante che la SSBAR trovi in tempi brevi gli strumenti normativi per risolvere questa situazione, aggravata dal momento di profonda crisi economica che affligge tutto il paese, in cui le strutture della pubblica amministrazione sono giudicate soprattutto in base alla loro capacità di spesa.

La Confederazione Italiana Archeologi chiede, dunque, un intervento urgente del Soprintendente Angelo Bottini al fine di verificare la situazione dei contratti degli archeologi collaboratori esterni e di risolvere eventuali anomalie e problemi nella gestione degli incarichi loro affidati.

Roma, 04 febbraio 2010

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20.11.2009 - ARCHEOLOGIA PREVENTIVA E NUOVI SBOCCHI OCCUPAZIONALI

Nell'ambito della XII Borsa del Turismo Archeologico di Paestum il Presidente della Confederazione Italiana Archeologi, Giorgia Leoni, è intervenuta alla Tavola Rotonda ARCHEOLOGIA PREVENTIVA E NUOVI SBOCCHI OCCUPAZIONALI, promossa dalla rivista ArcheoNews. L'incontro ha messo a confronto professionisti che operano nel campo dell’archeologia preventiva nel tentativo di evidenziare le prospettive occupazionali e le criticità della Legge.
Il presidente Giorgia Leoni ha proposto un intervento dall’eloquente titolo “Archeologia Preventiva: l’ennesima occasione perduta”, in cui ha sottolineato che la Legge costituisce un importante passo in avanti perchè introduce nella legislazione italiana il concetto di Archeologia nell’ambito delle norme che regolano il settore dei Lavori Pubblici. “La Legge sull’Archeologia Preventiva continua ad essere tronca - dichiara Giorgia Leoni – perchè il Decreto è relativo alle fasi preliminari alla realizzazione delle grandi opere e fa riferimento esclusivamente ad interventi al di sopra di soglie economiche molto alte, tralasciando la maggior parte degli interventi archeologici che quotidianamente si svolgono nel nostro paese.

La Confederazione Italiana Archeologi esprime preoccupazione per il modo in cui il Ministero per i Beni e le Attività Culturali sta gestendo la vicenda dell’Elenco degli Archeologi esterni abilitati a firmare le documentazioni per le verifiche di impatto archeologico.

Non solo non è stato ancora pubblicato online il modulo per l’iscrizione all’elenco – continua Giorgia Leoni – ma il nuovo regolamento introduce una norma per la quale gli archeologi liberi professionisti devono avere, oltre la laurea, il diploma di specializzazione o il dottoraro di ricerca, mentre i docenti universitari che partecipano come singoli non ne hanno bisogno. Questo principio, profondamente discriminatorio, non fa che aggravare una situazione già di per sè sfavorevole ai singoli professionisti che si ritroveranno a partecipare a gare d’appalto contro interi dipartimenti universitari, dotati di manovalanza, strumentazioni e strutture chiaramente non paragonabili e spesso finanziati con fondi pubblici.
Come se non bastasse la norma esclude gli studi associati, le società e le cooperative archeologiche che da anni operano nel settore, violando il Trattato UE e la nostra Costituzione, come è stato denunciato in una lettera alle più alte cariche dello Stato che la Confederazione Italiana Archeologi ha firmato, insieme a rappresentanti del settore edile di CGIL-CISL-UIL, all’OICE e alla LEGACOOP.

Paestum, 20 novembre 2009

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20.11.2009 - ARCHEOLOGIA E SVILUPPO DEL TERRITORIO

La Confederazione Italiana Archeologi, nell’ambito della XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, promuove una tavola rotonda dal titolo Archeologia e sviluppo del territorio, che si svolgerà venerdì 20 novembre dalle ore 17 alle ore 19 presso la Sala Velia.

L’incontro intende affrontare il tema cruciale del rapporto tra Archeologia e Territorio, partendo dall’analisi delle nuove funzioni attribuite agli enti locali dalla legislazione nell’ambito della gestione della valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico in particolare. La discussione intende soffermarsi sulla strategica interrelazione tra archeologia ed enti locali sia come volano dello sviluppo territoriale, sia come opportunità di crescita professionale per gli archeologi.
Alla discussione interverranno rappresentanti degli enti locali campani, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell'Università e del mondo professionale.

Relatori
Prof.ssa Pontrandolfo - Dipartimento Beni Culturali, Università di Salerno
Dott. D'Andrea - Università Orientale di Napoli
Dott.ssa Lagi - Direttore parco archeologico Antica Volcei e Museo di Buccino
Dott. Attenni - Direttore Museo Civico Lanuvino
Dott. Palombini - Direttivo Nazionale Confederazione Italiana Archeologi
Moderatore
Dott. Schiappelli - Responsabile Confederazione Italiana Archeologi-Lazio

Paestum, 20 novembre 2009

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18.11.2009 - LA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI ALLA XII BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO

La Confederazione Italiana Archeologi sarà presente con un proprio stand alla XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si svolgerà presso l'Hotel Ariston di Paestum dal 19 al 22 novembre.

Nell'ambito della manifestazione la Confederazione Italiana Archeologi promuove due importanti incontri:
• “Archeologia e sviluppo del territorio”: tavola rotonda che si svolgerà venerdì 20 novembre ore 17-19. Nell'ambito delle funzioni attribuite agli enti locali dalla legislazione, la discussione intende soffermarsi sull'importanza dell'interrelazione tra archeologia e
contesto territoriale sia come volano dello sviluppo regionale, sia come opportunità di crescita professionale per gli archeologi. Interverranno rappresentanti degli enti locali campani, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell'Università e del mondo professionale.
• Assemblea Nazionale della Confederazione: sabato 21 novembre ore 15-19. Durante l'incontro verranno presentate le attività svolte nel 2009 ed i progetti della Confederazione per il 2010. L'assemblea costituisce un importante momento di confronto tra professionisti per approfondite le complesse tematiche legate al rapporto tra evoluzione della professione e nuove leggi del mercato.

Paestum, 18 novembre 2009

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03.08.2009 - ARCHEOLOGI IN TRENTINO: QUALE CONTRATTO?

La Confederazione Italiana Archeologi, in riferimento alle accese polemiche suscitate dalla vertenza incorso tra una nota società archeologica trentina e alcuni archeologi suoi ex dipendenti, ribadisce la ferma convinzione che sia necessario applicare il Contratto Nazionale dell'Edilizia nel settore archeologico.
La Confederazione da anni si impegna - afferma Giorgia Leoni - affinché gli archeologi italiani trovino nelle istituzioni il riconoscimento e la tutela della professionalità che in altri paesi europei sono realtà da anni. Nel contesto del nostro paese l’unico punto fermo è la presenza nel Contratto dell’Edilizia, accanto ad architetti, ingegneri e geometri, degli archeologi, inquadrati secondo mansioni e tre livelli retributivi distinti.
L’applicazione di altre tipologie contrattuali, quale ad esempio il contratto degli Studi Professionali, che la società trentina in questione sembra aver applicato ai propri collaboratori archeologi, non solo prevede salari molto più bassi dei corrispettivi del comparto edile, ma si riferisce a categorie che solo saltuariamente svolgono la loro attività in cantiere, presentando forti incongruenze con il lavoro che quotidianamente gli archeologi svolgono.
Rispettare ed applicare, ovunque ce ne siano le condizioni, il Contratto dell’Edilizia - prosegue Giorgia Leoni - significa garantire, dal punto di vista economico e professionale, i diritti e la sicurezza sul lavoro per molti professionisti. E’ ora di smascherare l’ipocrisia di contratti in cui gli archeologi compaiono come consulenti scientifici, come se lavorassero nei cantieri solo saltuariamente, mentre la loro presenza non solo è necessaria ma è di fatto obbligata quotidianamente per 9 ore al giorno.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Presidente e all'Assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento insieme alla Soprintendenza, diretta emanazione del Governo Provinciale, di convocare al più presto un tavolo che coinvolga tutti gli archeologi che operano in Trentino, i sindacati, le associazioni professionali degli archeologi e quelle del comparto edile al fine di verificare le realtà lavorative degli archeologi trentini e affrontare con un'ottica di sistema la condizione in cui versa l'archeologia in questa zona.
A settembre in Trentino si riuniranno archeologi provenienti da tutta Europa per l'incontro annuale dell’European Associations of Archeologists. I colleghi europei troveranno una Provincia che, da una parte rivendica giustamente il proprio ruolo nel dibattito archeologico, e dall’altra, di fatto, rinnega l’archeologia, avendo solo pochi mesi fa soppresso la Soprintendenza Archeologica e negando agli archeologi che vi operano i più elementari diritti, che, solo qualche chilometro più in là, in Alto Adige, sembrano rigorosamente rispettati.

Roma, 03 agosto 2009

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30.04.2009 - IN SOSTEGNO DELLA SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DI TRENTO

La Confederazione Italiana Archeologi apprende con stupore e sconcerto che la Giunta Provinciale di Trento ha approvato all’unanimità la proposta del Presidente della Provincia di sopprimere la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Trento (deliberazione n. 104 del 26/01/2009).
Con tale provvedimento le competenze e le risorse della Soprintendenza sono state trasferite nella nuova Soprintendenza per i Beni Librari e Archeologici, con gravi difficoltà ad individuare la logica seguita nell’affiancare due tipologie di patrimoni che rispondono a storie ed esigenze così differenti. Altrettanto preoccupante è la scomparsa, nella denominazione e nelle competenze dell’Istituto, degli Archivi, essendo proprio il territorio della Provincia di Trento uno dei protagonisti della storia contemporanea del nostro Paese.
E’ l’ennesimo attacco – ha affermato il Presidente Giorgia Leonial sistema di gestione della tutela da parte degli organi dello Stato, che si sta perpetrando in tutta Italia con una politica di costante umiliazione delle professionalità operanti e di limitazione dello svolgimento dei propri compiti istituzionali.
E’ sconcertante che ad essere colpita in modo così grave sia proprio la Soprintendenza Archeologica di Trento, che si è sempre distinta per essere particolarmente efficiente, all’avanguardia sia dal punto di vista metodologico che tecnologico e protagonista del dibattito scientifico internazionale. Tale provvedimento risulta ancora più grave e miope in questo momento, considerando che a settembre la Provincia di Trento ospiterà i lavori del prossimo convegno dell’European Association of Archaeologists, tra i cui promotori è proprio la Soprintendenza Archeologica.
La Confederazione Italiana Archeologi sostiene l’appello lanciato da numerose associazioni culturali perché venga ripristinata la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Trento con la propria autonomia gestionale e si adopererà in tutte le sedi istituzionali per un confronto con il Presidente della Provincia autonoma di Trento e con il Consiglio Provinciale affinché possano ritornare sui propri passi e, con un forte atto politico di indirizzo, annullino questo sciagurato provvedimento.

Roma, 30 aprile 2009

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08.04.2009 - GLI ARCHEOLOGI ITALIANI A DISPOSIZIONE DI BERTOLASO E BONDI

La Confederazione Italiana Archeologi esprime la propria solidarietà e partecipa al dolore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto.
La Confederazione Italiana Archeologi mette a disposizione della Protezione Civile e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali i propri associati per supportare le attività di recupero e salvaguardia dei beni culturali gravemente danneggiati dal sisma.
In attesa che le autorità competenti comunichino tempi e modi in cui gli archeologi potranno collaborare con Protezione Civile e organi territoriali del MiBAC per il recupero e la risistemazione del patrimonio archeologico abruzzese colpito dal terremoto la Confederazione Italiana Archeologi chiede agli associati e ai simpatizzanti disponibili a collaborare di inviare una mail, allegando il proprio curriculum, all'indirizzo: ufficiostampa@archeologi-italiani.it

ringraziandovi della collaborazione cogliamo l'occasione per augurarvi Buona Pasqua.

Roma, 08 aprile 2009

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19.02.2009 - NON SERVONO COMMISSARI, SERVONO REGOLE

Coordinamento degli Archeologi

La proposta di commissariamento delle Soprintendenze di Roma e Ostia ha generato una profonda preoccupazione tra le associazioni professionali e centinaia di liberi professionisti, soci di cooperative, società archeologiche e studenti universitari, che hanno sentito la necessità di incontrarsi e confrontarsi per comprendere le ragioni che hanno spinto il Ministero a proporre questo provvedimento e le possibili ricadute e conseguenze che questo potrebbe avere sulle vite lavorative di tutti gli archeologi. Si è costituito, quindi, un coordinamento di cui fanno parte l'Associazione Nazionale Archeologi, gli Archeologi in Mobilitazione, la Confederazione Italiana Archeologi e alcune società e liberi professionisti.
Non entriamo nel merito della scelta di Guido Bertolaso, la cui figura è legata, nell’immaginario collettivo, a cataclismi naturali o a gravi crisi ambientali. Stupisce, però, che a fronte della dichiarata urgenza connessa al presunto degrado delle aree archeologiche romane e ostiensi non sia stata ancora resa pubblica la relazione tecnica che, denunciando le emergenze e le criticità che affliggono tali aree, renda necessaria la nomina di un commissario straordinario.
Preferiremmo ragionare in termini di revisione e riorganizzazione strutturale del sistema Archeologia, piuttosto che continuare ad assistere, come avviene ormai da troppi anni, ad interventi che rispondono solo a logiche emergenziali e legate a contingenze specifiche, non sempre di natura archeologica.
Il sistema Beni Culturali e l'archeologia in particolare stanno vivendo un momento di profonda crisi, ma restiamo convinti che la soluzione dei problemi debba necessariamente passare attraverso la riorganizzazione complessiva degli assetti del settore, che chiarisca compiti e ruoli di tutti i soggetti interessati.
Noi vogliamo contribuire alla ridefinizione di questi assetti anche ripensando l'attuale organizzazione del Mibac, frutto delle troppe pseudoriforme che negli ultimi anni ne hanno sminuito il ruolo, mettendone in discussione alcune figure chiave e delegando agli enti locali e all'università funzioni fondamentali che la Costituzione del 1948 riconosce come compito esclusivo dello Stato: non vogliamo apparire conservatori, ma riformatori non accecati dall'emergenza di turno, troppo spesso utilizzata per mascherare altri fini.
Questo processo non può che cominciare dalla definizione e dal riconoscimento della figura professionale e del ruolo sociale dell’archeologo, a partire dalla formazione universitaria, che oggi manca di percorsi formativi che rispondano a elevati criteri qualitativi nazionali, pur nel rispetto delle specificità territoriali. Vogliamo che l’Università operi in funzione del suo primario scopo, cioè la formazione e l’innovazione nella ricerca metodologica, non intervenendo nel mercato del lavoro, già afflitto da una mancanza pressoché totale di regole che genera gravi sperequazioni.
La tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico, pur essendo tecnicamente gestita da poche decine di funzionari e dirigenti del Ministero, si reggono sul lavoro quotidiano che migliaia di professionisti svolgono sui cantieri delle grandi infrastrutture e aree archeologiche, privi di qualunque garanzia lavorativa e riconoscimento dell'attività scientifica svolta. Per questo auspichiamo la convergenza di tutti gli archeologi, anche e soprattutto di coloro che lavorano all'interno del Mibac, per sostenere la proposta delle Associazioni professionali di apertura di un tavolo tecnico che definisca la figura dell'archeologo.
Siamo convinti che solo un mercato normato basato su criteri qualitativi e selettivi, nel quale le regole siano certe e condivise, le professionalità riconosciute nelle diverse sfaccettature e competenze, possa essere un modello sano e funzionale alla tutela del patrimonio culturale, alla crescita economica e allo sviluppo della conoscenza.
Chiediamo, inoltre, che si avvii un meccanismo virtuoso in cui a partecipare delle decisioni di questo settore siano chiamati non solo i dirigenti del Ministero e i professori universitari, ma tutti soggetti coinvolti a vario titolo nella tutela e nella valorizzazione, per far prevalere uno spirito di collaborazione e di condivisione degli intenti a partire dall’elaborazione delle modifiche alla Legge sull’Archeologia Preventiva, per giungere ad un testo che possa essere condiviso dalle Istituzioni e dai professionisti coinvolti, primi fra tutti gli archeologi.

Astrid D’Eredità 347.5862694 astrid.deredita@archeologi.it

Valentina Di Stefano 393.7154503 ufficiostampa@archeologi-italiani

Marta Casalini m.canalini@gmail.com

Con l’adesione di ASSOTECNICI

Roma, 19 febbraio 2009

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14.02.2009 - COMMISSARIAMENTO DELLE SOPRINTENDENZE DI ROMA E OSTIA: IL FORO ROMANO NON E' UN MERCATO DI BOMBAY!

Si apprende dalle colonne dell'edizione romana del Giornale di venerdì 13 febbraio che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, secondo una dichiarazione del Sottosegretario Giro, procederà a formalizzare “la settimana prossima, ma comunque entro febbraio...la nomina del Commissario speciale per l'archeologia di Roma”. Nell'articolo si legge, poi, che lo staff del Commissario lavorerà “in seno a un tavolo tecnico coordinato dal Sottosegretario Giro, che vede vertici del Comune e dello Stato”. Se la nomina del Commissario, come scritto e più volte ribadito dal Sottosegretario, è motivata dalla necessità di intervenire rapidamente, svincolandosi dai legacci delle leggi sui lavori pubblici, per frenare lo stato di degrado dell'archeologia romana e ostiense, non si comprende perché debba lavorare “in seno” alla Commissione che, nell'ambito della riforma del federalismo fiscale, provvederà a gestire il passaggio della valorizzazione e della fruizione dei beni archeologici dello Stato al Comune.
Forse abbiamo perso qualche passaggio logico: Bertolaso libera Roma dal degrado (come se il Foro fosse un mercato di Bombay) e salva i monumenti del Palatino perché lo Stato, ritenendo che si sia verificata una situazione che non garantisce l'incolumità dei cittadini e dei beni archeologici, gli affida l'onere di risolvere in poco tempo ogni problema; però, se Bertolaso deve compiere questa delicata operazione “in seno” e, verrebbe quasi da pensare per conto, di una commissione che affiderà questi stessi beni al Comune allora non può non sorgere il dubbio che lo scopo sia in realtà far apparire come inefficiente e degradante il sistema di gestione pubblico, esautorarlo di ogni competenza effettiva e, una volta rimessi a lucido aree archeologiche e monumenti, offrirli belli e pronti al Comune di Roma.
Stupisce, inoltre, che il Ministro Bondi e il Sottosegretario Giro non prendano minimamente in considerazione le perplessità e le critiche che la proposta di questo provvedimento sta scatenando da settimane non solo nel mondo dell'Archeologia, ma anche nella società civile. L'appello lanciato dai funzionari tecnici delle Soprintendenze archeologiche di Roma e Ostia ha raccolto quasi 4000 adesioni in meno di 10 giorni.
Onorevole Ministro, dedichi un minuto del suo tempo a scorrere i nomi e gli istituti di appartenenza dei firmatari: si renderà conto che, accanto alle centinaia di dipendenti delle due soprintendenze, ci sono decine di Soprintendenti in carica e in pensione, dirigenti e funzionari del suo dicastero, professori e ricercatori universitari di tutto il mondo, illustri studiosi dei più prestigiosi istituti di ricerca europei, studenti da tutta la penisola e, soprattutto, centinaia di cittadini italiani e turisti stranieri che amano i nostri musei e aree archeologiche.
Caro Ministro, non commetta l'errore di valutare questa iniziativa come il grido di dolore di un gruppo di funzionari che temono di perdere poteri e competenze, come piace far credere a qualcuno, se così fosse questo appello sarebbe stato sostenuto solo da poche decine di persone.
Il mondo dell'archeologia e della cultura europea, insieme all'opinione pubblica e alla stampa italiana, ha ben compreso che il commissariamento delle Soprintendenze di Roma e Ostia, oltre a denigrare l'eccellente lavoro svolto dai tecnici dello Stato, mette a serio rischio il principio, sancito dalla nostra Costituzione, che i Beni Culturali sono dello Stato e, dunque, di tutti i cittadini.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede che il Ministro convochi urgentemente le Associazioni di categoria e i rappresentanti del mondo dell'Archeologia e della Cultura che hanno sottoscritto l'appello per discutere della effettiva utilità di questa nomina, per ascoltare le loro ragioni ed avviare un meccanismo virtuoso di partecipazione e condivisione dei provvedimenti che riguardano il mondo dei Beni Culturali, che sono alla base di uno dei principi fondanti della nostra Costituzione e, quindi del nostro Paese, e che sono l'elemento che, grazie anche al prezioso lavoro dei migliaia di tecnici dello Stato e professionisti non strutturati, ha fatto dell'Italia un punto di riferimento in tutto il mondo.

Roma, 14 febbraio 2009

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02.02.2009 - SULLA PROPOSTA DI UN COMMISSARIO STRAORDINARIO A ROMA

Da una nota del Ministero per i Beni e le Attività Culturali si apprende che il Ministro di concerto con il Sindaco di Roma intende chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di nominare Guido Bertolaso Commissario straordinario, coadiuvato da Marco Corsini, per “risolvere le problematiche dell’intera area archeologica di Roma e di Ostia Antica”.
La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con preoccupazione la notizia, dal momento che un provvedimento di tale urgenza e gravità dovrebbe essere conseguenza di una condizione di degrado ambientale e sfacelo amministrativo che si ha difficoltà ad individuare nei Beni e nelle strutture di competenza della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.
La segnalazione di Bertolaso quale Commissario rimanda, nell’immaginario collettivo, a situazioni drammatiche legate a cataclismi naturali o a gravi crisi ambientali. Pur conoscendo la preoccupante situazione in cui versano alcuni monumenti archeologici di Roma si ha difficoltà a riconoscere nella scelta di un esperto di Protezione Civile la giusta soluzione ai problemi.
Ci aspetteremmo, piuttosto, un impegno questo sì straordinario da parte del Ministro per reperire fondi ad hoc per permettere alla Soprintendenza di realizzare gli interventi necessari. Stupisce, inoltre, che l’annuncio sia stato fatto durante l’insediamento del “tavolo tecnico per le problematiche dell’area archeologica di Roma” composto da rappresentanti del Ministero e del Comune di Roma. Mentre si costituisce un tavolo per far passare la gestione della valorizzazione e della fruizione dei beni dello Stato dallo Stato stesso al Comune di Roma, si richiedono poteri straordinari per un Commissario che potrà, evidentemente, operare in deroga alle norme vigenti in materie di appalti, mettendo a rischio anche la selezione qualitativa degli interventi e delle società che li realizzeranno.
Sfugge come possa conciliarsi la nomina di Marco Corsini, Assessore alle Politiche della Programmazione e Pianificazione del Territorio di Roma, con l’apparente decisione di lasciare l’esercizio della tutela alla Soprintendenza di Stato, che quotidianamente esprime pareri e verifica la liceità degli interventi edilizi e urbanistici realizzati nella città.
Preoccupa, anche in riferimento a precedenti non certo incoraggianti, l’apertura alle fondazioni nella gestione dei beni culturali, che devono rimanere dello Stato perché la Costituzione li riconosce come appartenenti a tutti i cittadini italiani. E’ auspicabile che il Ministro si impegni per sostenere il lavoro delle Soprintendenze di Stato e delle migliaia di archeologi e professionisti che vi operano e che da decenni assicurano la tutela e la salvaguardia del nostro patrimonio archeologico, malgrado le croniche carenze di risorse economiche ed il mancato inserimento di nuove energie. Altresì stupisce la creazione di un comitato scientifico che comprenderebbe personaggi senza alcun tipo di esperienza e di competenze nel campo della gestione della tutela e della valorizzazione dei beni archeologici e da cui sarebbero esclusi i professionisti che da decenni quotidianamente operano nello Stato per la tutela e la conservazione del nostro patrimonio.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Ministro di ritornare sulla sua decisione e di impegnarsi per difendere e rivendicare il ruolo che la Costituzione assegna allo Stato in materia di Beni Culturali. Si chiede, inoltre, di attivarsi per reperire le risorse necessarie al Ministero e alle Soprintendenze per continuare ad operare per garantire la tutela e la conservazione del nostro patrimonio archeologico.

Roma, 2 febbraio 2009

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13.12.2008 - ARCHEOTRIVIAL SBANCA PALAZZO MASSIMO

Si è svolta oggi a Roma, a Palazzo Massimo alle Terme, ARCHEOTRIVIAL: CHI VUOL ESSER FUNZIONARIO?, iniziativa organizzata dalla Confederazione Italiana Archeologi per sensibilizzare l'opinione pubblica sui folli strumenti con cui il MiBAC sta selezionando gli archeologi per i 30 posti messi a concorso.
La suggestiva scenografia allestita dagli organizzatori ha proposto un'ambientazione cantieristica dove gli attrezzi tipici degli archeologi hanno sostituito i simboli del celebre gioco da cui è stata tratta l'ispirazione. Le due squadre, distinte da caschetti gialli e bianchi, avevano come segnalini sul tabellone una fettuccia metrica e una scopetta di saggina, mentre le domande erano pescate da secchi colorati e distinti per materia.
La presentatrice dell'evento, la giornalista e archeologa Flavia Marimpietri, ha faticato non poco a trattenere l'entusiasmo degli irrefrenabili archeologi delle opposte fazioni, che si sono dati battaglia, domanda dopo domanda, per conquistare le fatidiche lauree, qui rappresentate dalle cazzuole usate sugli scavi colorate per l'occasione. E a caratterizzare la goliardica iniziativa della Confederazione sono stati proprio i colori e l'entusiasmo di tanti archeologi che hanno potuto condividere un momento certo non felice della propria carriera professionale, sfociato in una protesta che ha voluto tradurre in toni ironici quelli beffardi e involontariamente ridicoli dei quiz proposti dal concorso. Significativa è stata la presenza di numerosi funzionari archeologi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologi di Roma, che hanno partecipato al gioco per esprimere la propria solidarietà e sostenere le iniziative di protesta degli archeologi che da anni collaborano con loro su scavi, musei e aree archeologiche. “La manifestazione ha avuto un successo inaspettato – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leonie vogliamo ringraziare ancora una volta gli oltre cento colleghi che hanno accettato di mettersi in gioco e di giocarsi tutti insieme un posto da “Funzionario”. Le suggestioni e i racconti dei colleghi che hanno già affrontato il quiz e di quelli che non sono stati reputati abbastanza preparati per farlo ci impongono di riflettere e di chiedere al Ministero, ancora una volta, un immediato ripensamento che eviti di trasformare questo concorso in una farsa, che svilisce la dignità professionale ed umana di una categoria altamente qualificata e che svolge una funzione di assoluto rilievo nella tutela del patrimonio culturale italiano”.

Roma, 13 dicembre 2008

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19.11.2008 - In risposta all’appello della Consulta Universitaria Nazionale per l’Archeologia del Mondo Classico in merito al Concorso per 30 Archeologi al MiBAC.

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con grande favore l’appello della Consulta Universitaria Nazionale per l’Archeologia del Mondo Classico in merito alle modalità di espletamento del Concorso per 30 Archeologi al MiBAC.

Siamo profondamente convinti che indicare il Diploma di Specializzazione e il Dottorato di Ricerca come requisiti di accesso per un concorso da funzionario Archeologo di primo livello (ex C1), e non da Direttore Archeologo (ex C3), costituisca un’evidente contraddizione rispetto agli ultimi concorsi da Archeologo Direttore e da Soprintendente, nell’ultimo dei quali oltre ai 5 anni di esperienza nella posizione C3 era richiesta solo la laurea triennale. Come si può richiedere Dottorato o Specializzazione ad un Funzionario di primo livello e la sola Laurea triennale ad un Soprintendente?

La differenza di ben due titoli di studio nel passaggio di un solo livello, da F3 a F1, oltre a rappresentare un caso unico nella storia della Pubblica Amministrazione, costituisce una pericolosa svalutazione del titolo universitario. 

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha sostanzialmente affermato che la sola laurea non costituisce un requisito utile per accedere ad alcun ruolo nel suo organico.

L’evidente mancato riconoscimento del valore formativo e professionalizzante del Diploma di Laurea costituisce un pericoloso ed inaccettabile attacco al ruolo e alla credibilità del sistema universitario italiano, in difesa del quale è necessario impegnarsi.

La Confederazione Italiana Archeologi ribadisce la propria ferma contrarietà a qualunque richiesta di sospensione del Concorso da Archeologo, di cui si chiede l’integrazione attraverso la verifica delle effettive esigenze delle Soprintendenze con la pubblicazione online della pianta organica del MiBAC, l’aggiunta di posti a concorso nelle regioni escluse dal bando, l’apertura di un tavolo per definire livelli formativi e mansioni degli Archeologi del Ministero di concerto con il MIUR, la Conferenza Stato Regioni e le Associazioni di categoria.

La Confederazione Italiana Archeologi chiede formalmente alla Consulta Universitaria Nazionale per l’Archeologia del Mondo Classico e a tutti gli studenti e archeologi che operano nel mondo universitario di aderire e firmare la Petizione, sostenuta già da oltre 1000 persone e pubblicata sul sito: http://firmiamo.it/concorsoarcheologi18072008

Roma, 19 novembre 2008

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14.11.2008 - MODIFICHE DELLA LEGGE SULL’ARCHEOLOGIA PREVENTIVA

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con favore quanto si apprende da una dichiarazione rilasciata dal Direttore Generale per i Beni archeologici, Stefano De Caro, al Sole 24 Ore del 9/11 secondo cui il Ministero “sta perfezionando il regolamento della legge sull’archeologia preventiva”.
Auspichiamo – afferma il Presidente Giorgia Leoni – che il Ministero intervenga per sanare le criticità della legge, già ampiamente segnalate al momento della sua approvazione dalla Confederazione e ulteriormente ribadite dal Consiglio di Stato. E’ indispensabile far prevalere uno spirito di collaborazione e di condivisione degli intenti nell’elaborazione delle modifiche alla Legge sull’Archeologia Preventiva,per giungere ad un testo che possa essere condiviso dalle istituzioni e dai professionisti coinvolti, primi fra tutti gli archeologi”.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede che il Ministero convochi quanto prima le Associazioni di categoria ad un tavolo di confronto sui principi generali delle legge. Non è più concepibile continuare a legiferare confrontandosi esclusivamente tra dirigenti del Ministero e professori universitari, senza coinvolgere le Associazioni di categoria che rappresentano i professionisti sulle cui vite questo provvedimento ricade.

Paestum, 14 novembre 2008

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13.11.2008 - PROPOSTA DI LEGGE PER L’INSERIMENTO DEGLI ARCHEOLOGI NEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con grande soddisfazione la notizia della presentazione di una proposta di legge per l’inserimento della figura dell’archeologo all’interno del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Siamo molto contenti – afferma il Presidente Giorgia Leoni - che sia stata presentata una proposta di legge che potrebbe costituire un passo fondamentale per il riconoscimento della professione degli archeologi, attraverso il suo definitivo inserimento tra i professionisti che operano nel settore dei Beni Culturali. E’ doveroso esprimere un particolare ringraziamento all’on. Madia per l’impegno e la generosità con cui ha saputo ascoltare e trovare un punto d’incontro tra le esigenze delle Associazioni che rappresentano i diversi professionisti dei Beni Culturali”.
La Confederazione Italiana Archeologi auspica che la proposta di legge possa trovare l’adesione di larga parte delle forze politiche presenti in Parlamento per una sua rapida approvazione.

Paestum, 13 novembre 2008

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28.10.2008 - CONCORSO DA ARCHEOLOGO AL MiBAC: SOSPENSIONI E RETTIFICHE DEI QUIZ

La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento urgente del Ministro Bondi per fare chiarezza sulla gestione dell'espletamento delle pratiche del concorso per 30 Archeologi, terza fascia funzionale F1. Apprendiamo che i quesiti d'inglese sono stati sospesi e che verranno sostituiti con domande di italiano, storia e logica, che il Ministero pubblicherà il prossimo 4 novembre. E' grave, oltre che in contrasto con le declaratorie ministeriali, che nel 2008 si possa far accedere alla Pubblica Amministrazione dei Funzionari, senza verificarne la conoscenza dell'inglese.
"Dopo la sospensione dei quiz di educazione civica della fascia concorsuale F3 e di alcune domande perché errate le risposte, - dichiara il Presidente Giorgia Leoni - l'avvenimento conferma, un'evidente confusione e una preoccupante leggerezza nella gestione delle pratiche concorsuali, aggravate dagli oneri che ha affrontato il Ministero per aver commissionato ad una società esterna la formulazione dei quesiti. A tutto ciò si aggiunge che ai colleghi delle regioni che svolgeranno la prova preselettiva nel mese di novembre verranno concessi meno di 15 giorni per studiare i nuovi quiz".
La Confederazione Italiana Archeologi chiede urgentemente al Ministro Bondi di sospendere i quiz finora pubblicati e di sostituirli con domande più funzionali alla verifica della reale cultura generale e archeologica dei candidati. Dal momento che fino al 4 novembre non sarà a disposizione dei candidati l'elenco completo delle domande, si chiede altresì che le prove preselettive siano posticipate, nel rispetto dei tempi di legge.

Roma, 28 ottobre 2008

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14.10.2008 - CONCORSO PER ARCHEOLOGI AL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI. DALL’ENDOMETRIO AL PRODOTTO TIPICO DEL SENEGAL: PER GLI ARCHEOLOGI ITALIANI I TEST PRESELETTIVI SONO UNA FARSA.

Gli archeologi italiani accolgono con profondo stupore la lista dei quesiti a risposta multipla tra i quali verranno estratte le domande per la preselezione del concorso da Archeologo F1, pubblicata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Si apprende che il Ministero, dopo aver individuato nel Diploma di Specializzazione e nel Dottorato di Ricerca in Archeologia, ossia in ben sette anni di formazione universitaria, i requisiti minimi di accesso al concorso, non ha previsto nel test preselettivo alcuna domanda di carattere archeologico, per lasciare posto, invece, a domande di matematica, scienze e cultura varia di dubbia funzionalità, come, ad esempio, cosa sia l’endometrio, o quale sia il prodotto più noto del Senegal, senza contare la soluzione di equazioni. Basti pensare che a fronte delle 450 domande di scienze e ben 500 di matematica, siano state previste solo 250 domande di educazione civica, come se per diventare un Archeologo funzionario dello Stato fosse più importante sapere cose del genere piuttosto che conoscere l’ordinamento legislativo dello Stato e del Ministero stesso.
Gli archeologi italiani hanno invece più volte pubblicamente sottolineato la necessità che i criteri e le modalità di selezione del personale scientifico del Ministero siano giusti, efficaci ed oggettivi, adeguati alle importanti funzioni di tutela del patrimonio culturale italiano che essi andranno a svolgere.
Le Associazioni di categoria degli archeologi italiani si battono per costituire una categoria di archeologi professionisti e ricercatori di archeologia, preparati, efficienti e responsabili, in grado di affrontare le grandi e delicate questioni che riguardano il patrimonio culturale italiano, i servizi connessi e le problematiche legate alle trasformazioni del territorio.
A ciò si aggiunga che il Ministero non ha indicato le percentuali di domande delle varie materie che saranno poi effettivamente utilizzate nel test preselettivo, augurandoci che non rispettino quelle appena pubblicate.
Gli archeologi italiani sottolineano, infine, in questo concorso, le evidenti differenze da una regione all’altra non solo nel numero dei posti disponibili, come già denunciato con documenti di protesta e con una petizione on line che ha già raccolto oltre 1.000 firme, ma ora anche nella tempistica della gestione dell’espletamento delle pratiche concorsuali, con regioni che svolgeranno il test preselettivo anche ad un mese di distanza l’una dall’altra: dalle Marche a novembre, alla Lombardia a dicembre inoltrato.
Alla luce di queste considerazioni, le Associazioni di categoria degli archeologi italiani chiedono al Ministero per i Beni e le Attività Culturali un immediato e forte ripensamento dei criteri e delle modalità concorsuali, che, come dimostrano anche i test appena pubblicati, risultano molto lontani dalla formazione e dalle pratiche professionali degli archeologi, e riducono questo concorso quasi ad una farsa, che svilisce la dignità professionale ed umana di una categoria professionale, invece, altamente qualificata e che già, sia all’esterno che all’esterno dell’attuale organico del Ministero, svolge una funzione di assoluto rilievo nella tutela del patrimonio culturale italiano.

Roma, 14 ottobre 2008

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08.10.2008 - INCONTRO CON L'ON. FABIO GRANATA

Martedì 7 ottobre la Confederazione Italiana Archeologi ha incontrato l’on. Fabio Granata, membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.
La Confederazione Italiana Archeologi ha presentato un dossier con un’analisi di alcuni settori in cui operano gli archeologi e le relative proposte dell’Associazione.
L’incontro con l’on. Granata – ha dichiarato il presidente Giorgia Leoni – è stato molto proficuo. L’onorevole ha dimostrato interesse ad aprire un tavolo di confronto e collaborazione con la Confederazione per avviare un azione legislativa che porti al riconoscimento professionale degli archeologi.

Roma, 08 ottobre 2008

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21.09.2008 - XVII CONGRESSO INTERNAZIONALE DI ARCHEOLOGIA CLASSICA

La Confederazione Italiana Archeologi sarà presente al XVII Congresso Internazionale di Archeologia Classica che si svolgerà a Roma dal 22 al 26 settembre 2008 presso la sede della FAO.
E’ molto importante che l’Italia ospiti un evento eccezionale come il Congresso Internazionale di Archeologia Classica, che offrirà un prezioso momento di confronto e di discussione tra archeologi di tutto il mondo. La
Confederazione Italiana Archeologi - dichiara il presidente Giorgia Leoni – ha conferito il proprio patrocinio alla manifestazione con grande entusiasmo, condividendo l’interesse per le tematiche proposte e lo spirito che ha guidato l’Associazione Internazionale di Archeologia Classica alla progettazione e all’organizzazione dell’evento.
La
Confederazione Italiana Archeologi vi invita a visitare il proprio spazio espositivo presso cui verranno illustrate le attività svolte e i progetti futuri dell’Associazione.

Roma, 21 settembre 2008

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04.08.2008 - COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CIA-ANA SULLA RIUNIONE DEGLI ARCHEOLOGI SICILIANI A PALERMO E SUL DECRETO 5085/2008

Sabato 19 Luglio a Palermo, presso l’ex Convento della Magione, si è svolta un’assemblea promossa da un gruppo di archeologi siciliani a cui sono state chiamate a partecipare le associazioni professionali di categoria e i sindacati.

L’assemblea, convocata allo scopo di affrontare i temi della professione di archeologo in Sicilia, ha fornito l’occasione per confrontare esperienze tra professionisti provenienti da Regioni ed esperienze diverse.

Insieme ai promotori e ad archeologi di varia provenienza, hanno preso parte all'incontro Salvo Barrano dell’Associazione Nazionale Archeologi, Alessandro Pintucci della Confederazione Italiana Archeologi, Piero Ceraulo della Fillea CGIL-coordinamento restauro e archeologia di Palermo ed Enzo Milazzo Segretario Regionale del Nidil CGIL–Sicilia nonché Coordinatore Regionale dell’Associazione 20 Maggio – flessibilità sicura.

Partendo dalle problematiche generali della categoria, con riferimento alle specificità regionali, nel corso dell’incontro è stata posta particolare attenzione all'analisi del Decreto 5085/2008.

Quest'ultimo, emanato per la costituzione di elenchi di professionisti per l’affidamento di incarichi tecnici, si è rivelato fortemente discriminatorio nei confronti di centinaia di professionisti archeologi poiché presuppone requisiti formativi iper-selettivi, non tenendo in considerazione determinate classi di laurea e riconoscendo valore esclusivamente ai rapporti di lavoro effettuati direttamente per la pubblica amministrazione.

Pur potendo vantare profili altamente qualificati ed esperienze pluriennali in interventi di tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico, effettuati sotto la direzione delle Soprintendenze Archeologiche e delle Università, la maggior parte degli archeologi viene discriminata perchè, suo malgrado, non ha avuto contratti diretti da parte delle Soprintendenze.

Al danno di una condizione lavorativa precaria, discontinua e priva di tutele gli archeologi siciliani vedono così aggiungersi la beffa di un avviso della Regione Sicilia che non riconosce lunghi anni di studi ed esperienze sul campo.

Fillea Restauro, Nidil CGIL, la Confederazione Italiana Archeologi e l'Associazine Nazionale Archeologi hanno garantito piena adesione alle istanze presentate dagli archeologi siciliani e si sono detti disponibili a contribuire allo sviluppo delle proposte emerse nel corso del dibattito.

I rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni sindacali, come primo passo per la modifica del decreto, hanno inoltre preso l’impegno a redigere nelle prossime settimane un documento, da sottoporre alle istituzioni, che segnali tutte le contraddizioni e le incongruenze dell'avviso pubblico, oggetto peraltro di un ricorso extragiudiziale da parte di 150 archeologi di tutta la Sicilia.

In attesa dell’effettiva entrata in vigore del Decreto 5085, che si auspica venga emendato al più presto, gli archeologi siciliani hanno segnalato la grande disparità di trattamento contrattuale che caratterizza il lavoro archeologico in Sicilia e hanno chiesto l'adozione di tipologie contrattuali univoche da parte delle Soprintendenze e degli istituti regionali per affidamenti di lavori in ambito archeologico, individuando la forma corretta nel contratto nazionale dell'edilizia, che ai suoi livelli più alti contempla già la figura dell'archeologo.

Messaggi di sostegno alle suddette iniziative sono stati inviati anche dai principali schieramenti politici.

L'On. Fabio Granata, capogruppo PDL in Commissione Cultura alla Camera, si è detto pronto ad accogliere le istanze degli archeologi siciliani e a farsene portatore presso le istituzioni competenti.
Anche l'On. Giuseppe di Giacomo, Deputato Regionale, si è detto disponibile a sollevare in Assemblea Regionale Siciliana le problematiche emerse nel corso dell'incontro.

Roma, 04 agosto 2008

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01.08.2008 - FORTI CRITICHE AL BANDO DI CONCORSO PER 30 ARCHEOLOGI AL MIBAC

La Confederazione Italiana Archeologi esprime decisa disapprovazione per il contenuto del bando per 30 posti di “Archeologo” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 18/7/2008:

• La distribuzione geografica dei posti a concorso, profondamente modificata rispetto alla circolare che preannunciava il bando, è fortemente sbilanciata, assegnando ben 27 posti su 30 alle regioni del centro-nord ed escludendone completamente altre, tra cui Lazio e Campania.
• Sono completamente escluse dall’assegnazione di posti a concorso, sia della fascia retributiva F1 che di quella B3, Abruzzo e Molise, regioni che, a fronte di un patrimonio archeologico di straordinaria rilevanza, da anni sono afflitte da gravissime carenze di personale.
• L’individuazione del Diploma di Specializzazione o del Dottorato di Ricerca come requisiti di accesso al concorso costituiscono un unicum per un concorso da funzionario di primo livello, considerando che i medesimi requisiti formativi erano stati precedentemente richiesti per l’ultimo concorso da Archeologo Direttore Coordinatore di livello C3.
• Stupisce che per ottenere una severa selezione che miri ad accertare l’effettiva qualità dei candidati e a premiare l’eccellenza nello Stato sia richiesta una formazione di altissimo livello, ma non siano minimamente valutati altri titoli comprovanti la professionalità dei partecipanti, tra cui le collaborazioni con le stesse Soprintendenze, l’esperienza maturata sul campo e la produzione scientifica.
• L’individuazione del Diploma di Specializzazione o del Dottorato come requisiti minimi per la partecipazione al concorso costituisce un’evidente contraddizione rispetto al concorso per Soprintendenti, ancora in fase di espletamento, nel quale oltre ai 5 anni di esperienza nella posizione C3 era richiesta solo la laurea triennale. Potenzialmente tra un anno un Soprintendente con la triennale potrà dirigere un funzionario con la Specializzazione!
• La differenza di ben due titoli di studio nel passaggio di un solo livello, da B3 a C1, costituisce una pericolosa svalutazione del titolo universitario. Ci si chiede, infatti, quale sia il valore che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali attribuisce e riconosce alla laurea.
• Risulta incomprensibile la logica per cui i migliaia di laureati che da anni svolgono il ruolo di archeologi come collaboratori esterni delle Soprintendenze, operando sui cantieri, nei musei, nei magazzini, improvvisamente non siano ritenuti in grado di svolgere la funzione di archeologi nello Stato. Da laureati si è, dunque, abbastanza archeologi per lavorare per il Ministero, ma non abbastanza per farlo nel Ministero?
• Il concorso sta condannando migliaia di laureati, che fino ad oggi hanno collaborato come archeologi per le Soprintendenze, ad auspicare di vincere un concorso per Assistenza alla Vigilanza!...e in molti casi non potendolo fare neanche nella propria regione di residenza!

La Confederazione Italiana Archeologi auspica che il Ministero si impegni in tempi brevi a chiarire i requisiti formativi e le specifiche mansioni pertinenti i differenti livelli dei funzionari Archeologi, di concerto con il MIUR, la Conferenza Stato-Regioni e le associazioni di categoria.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede, inoltre, con decisione che venga prontamente bandito un nuovo concorso per la medesima qualifica professionale per assegnare posti nelle regioni escluse dall’attuale bando.

Roma, 01 agosto 2008

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23.07.2008 – LA CONFEDERAZIONE ITALIANA ACHEOLOGI, INSIEME AD ALTRE ASSOCIAZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI, INCONTRA L'ON. MADIA

Lunedì 21 luglio la Confederazione Italiana Archeologi, insieme ad AIB, ANA, ANAI, ANASTAR e Assotecnici, ha partecipato ad un incontro tra le associazioni dei professionisti dei Beni Culturali e l’on. Madia, membro della Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera.

L’incontro ha fatto seguito al recente confronto che l’on. Madia ha tenuto con le organizzazioni associative degli archeologi, il più recente dei quali con il presidente della Confederazione, Giorgia Leoni che ha dichiarato “l'On. Madia ha dimostrato grande serietà e concretezza, dando immediato avvio al tavolo di confronto con le associazioni professionali del settore e presentando importanti proposte di emendamento al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”.

La Confederazione Italiana Archeologi” – continua il presidente Giorgia Leoni – “accoglie con grande soddisfazione le proposte avanzate dall’on. Madia che, recepite le osservazioni avanzate dalle associazioni professionali, intendono intervenire sui principi fondanti il Codice. Per dare concretezza al processo di riconoscimento professionale della nostra categorie è fondamentale, innanzitutto, inserire nel Codice un riferimento preciso alla figura degli archeologi. La Confederazione Italiana Archeologi - insiste Giorgia Leoni - conferma il proprio impegno a collaborare con le istituzioni e con gli altri professionisti del settore per giungere alla definizione e al riconoscimento del ruolo e del valore del lavoro degli archeologi nel nostro paese.

Roma, 23 luglio 2008

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14 luglio 2008 - LA CONFEDERAZIONE ITALIANA ACHEOLOGI INCONTRA L'ON. MADIA

Il presidente della Confederazione Italiana Archeologi, Giorgia Leoni, ha incontrato oggi l'on. Marianna Madia, parlamentare del PD.
L'on. Madia ha manifestato il proprio interesse riguardo le problematiche legate ai professionisti dei Beni Culturali, dichiarando, in particolare, il proprio impegno ad affrontare la questione del riconoscimento professionale della figura degli archeologi.
L'incontro con l'on. Madia è stato decisamente positivo” ha dichiarato Giorgia Leoni “e crediamo che si sia avviata una collaborazione proficua che darà inizio ad una nuova fase per la tutela ed il riconoscimento degli archeologi e di tutti i professionisti dei Beni Culturali”.
Il presidente Giorgia Leoni, durante l'incontro, ha inoltre dichiarato che “è necessario, in questa fase di confronto, coinvolgere tutte le associazioni dei professionisti del settore al fine di elaborare proposte condivise di riorganizzazione del mondo dei Beni Culturali in termini di Sistema, uscendo dalle logiche particolaristiche delle singole professioni”.

Roma, 14 luglio 2008

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1 luglio 2008 - La Confederazione Italiana Archeologi in sostegno dell’Istituto per l’Africa e l’Oriente

La Confederazione Italiana Archeologi esprime piena solidarietà all’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente in seguito alla proposta, presentata in Parlamento, per la sua chiusura e sostiene la petizione in difesa dell’Istituto rivolta al Presidente Giorgio Napolitano.

L’IsIAO da quasi un secolo costituisce uno dei più incisivi e fruttuosi strumenti di conoscenza e di scambi culturali tra l’Italia e i popoli dell’ Oriente e del continente africano. Grazie alle missioni archeologiche, alle sedi all’estero e agli stretti rapporti con gli enti ed istituti di ricerca stranieri l’IsIAO, inoltre, rappresenta un prezioso veicolo diplomatico, in particolare in paesi afflitti da guerre o in Stati con cui i rapporti politico-istituzionali sono resi difficili dalle condizioni storiche e politiche. Questo ruolo fondamentale di promotore di iniziative tese allo sviluppo dei rapporti culturali tra i popoli è svolto proficuamente anche in Italia, attraverso l’ intensa attività della prestigiosa Scuola di lingue africane e orientali, a cui collabora anche il Ministero degli Affari Esteri. La chiusura dell’IsIAO, dunque, non solo priverebbe tutta la comunità scientifica italiana e internazionale di un punto di riferimento fondamentale, ma rappresenterebbe per il nostro paese la perdita di uno dei suoi più prestigiosi soggetti istituzionali e più utili veicoli diplomatici.
E’ importante che l’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente continui a svolgere il proprio ruolo con il sostegno deciso e convinto dello Stato, pertanto la Confederazione Italiana Archeologi si adopererà per sollecitare le Istituzioni italiane a sostenerne le iniziative e ad assicurare la continuità dello svolgimento delle sue attività.

La Confederazione Italiana Archeologi invita tutti gli archeologi a sottoscrivere la lettera al Presidente Napolitano in sostegno dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente all’indirizzo: http://www.giuseppetucci.isiao.it/

Roma, 1 luglio 2008

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21.05.2008 - SOSTEGNO ALLA RIAPERTURA DELL'ISTITUTO ARCHEOLOGICO GERMANICO DI ROMA

La Confederazione Italiana Archeologi aderisce e sostiene l’iniziativa avviata da alcuni archeologi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in sostegno dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma.
La chiusura del Germanico ha privato tutta la comunità archeologica italiana e non, dagli studiosi ai professionisti, dai docenti ai funzionari delle soprintendenze, di un punto di riferimento fondamentale che garantiva loro un costante aggiornamento professionale ed un prezioso luogo di incontro e confronto.
La Biblioteca dell’Istituto, con la sua autorevolezza, ha sempre rappresentato un momento di passaggio importante per i giovani studiosi che, ammessi a frequentarla fin dalla tesi di laurea, avevano la possibilità di accedere per la prima volta ad un patrimonio scientifico unico ed iniziavano a sentirsi parte di una comunità scientifica di respiro internazionale. E’ importante che l’Istituto Archeologico Germanico di Roma torni a svolgere il proprio ruolo.
Pertanto la Confederazione Italiana Archeologi si adopererà per sollecitare le Istituzioni italiane ad affiancarsi a quelle tedesche ed europee per un impegno comune che porti alla riapertura dell’Istituto in tempi brevi.

Roma, 21 maggio 2008

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19.05.2008 - INCONTRO CON L'ASSOCIAZIONE ITALIANA DI ESPERTI IN DIAGNOSTICA APPLICATA AI BENI CULTURALI

Mercoledì 14 maggio la Confederazione Italiana Archeologi ha partecipato ad un incontro organizzato dall’Associazione Italiana Esperti in Diagnostica Applicata ai Beni Culturali, presso il Museo di Chimica dell'Università di Roma "La Sapienza". Sono intervenuti rappresentanti di associazioni di professionisti del settore, tra cui l’Associazione Restauratori d’Italia, la Fillea-CGIL Restauro, la CLACSARTE-CISL, l’Ordine degli Architetti di Roma.
La riunione è stata introdotta dal dott. Andrea Macchia, presidente dell’associazione promotrice, che ha lanciato la proposta di avviare un tavolo di confronto tra i professionisti dei Beni Culturali per elaborare un documento con proposte di modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio da presentare al ministro Bondi.
La Confederazione Italiana Archeologi” – ha dichiarato la presidente Giorgia Leoni – “è ben lieta di collaborare con gli altri professionisti dei Beni Culturali per proseguire un confronto, per cui l’associazione si impegna fin dalla sua fondazione, che possa portare ad elaborare proposte di modifica delle norme che regolano il settore che siano partecipate e condivise. Lo scopo ultimo di tale lavoro deve essere la costituzione di un Coordinamento dei professionisti dei Beni Culturali che permetta di amplificare le voci di categorie che, finché rimarranno ciascuna isolata nel proprio specialismo, non potranno mai incidere sul piano legislativo e sociale per come potrebbero e dovrebbero.

Roma, 19 maggio 2008

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07.04.2008 - SUL DDG 5085/08 - ELENCO DEGLI ARCHEOLOGI DELLA REGIONE SICILIA

La Confederazione Italiana Archeologi condivide l'allarme lanciato dagli archeologi siciliani in seguito alla pubblicazione del ddg 5085/08.
Il decreto prevede la costituzione, presso la Regione Sicilia, di un elenco di professionisti accreditati, tra cui gli archeologi, per l'assegnazione di lavori non aventi natura pubblica sotto i 100000 € di importo.
"Siamo molto preoccupati dall'effetto che potrebbe causare questo decreto, - afferma Giorgia Leoni, presidente della Confederazione Italiana Archeologi - perchè i requisiti per essere inseriti in questo elenco rischiano di escludere tutti i giovani laureati e i professionisti che, pur essendo sprovvisti di specializzazione o dottorato, collaborano da anni con soprintendenze ed enti locali siciliani. Il provvedimento, inoltre, non riconsce il valore formativo del percorso universitario compiuto dagli archeologi, basato sia su conoscenze teoriche che su attività pratiche di ricerca."
Stupisce la mancata equiparazione delle lauree di vecchio e nuovo ordinamento ed il tentativo artificioso di misurare la preparazione degli archeologi in base al numero di anni di università e non ai percorsi formativi compiuti.
Destano, inoltre, preoccupazione la mancanza di direttive chiare circa le regole per la selezione dei professionisti nell'assegnazione dei lavori e l'assenza di criteri che, su base curriculare, consentano di individuare le specifiche competenze degli iscritti all'elenco.
"Siamo certi - continua Giorgia Leoni - che la dirigenza della Regione Sicilia si renderà disponibile per ridiscutere tale provvedimento, allo scopo di rispondere alle esigenze degli organi di tutela del territorio siciliano e delle centinania di archeologi che da decenni collaborano quotidianamente con le istituzioni per la difesa e la valorizzazione del patrimonio della regione."
L'attuale testo rischia di creare ulteriore confusione in un settore che rappresenta uno dei principali veicoli di crescita economica e sociale dell'Italia e della regione Sicilia in particolare.
La Confederazione Italiana Archeologi esprime la propria disponibilità a collaborare con gli Enti competenti e con gli archeologi siciliani per discutere eventuali modifiche al ddg 5085 e per affrontare i temi della tutela e del riconoscimento professionale degli archeologi.

regione.sicilia@archeologi-italiani.it

Roma, 7 aprile 2008

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05.03.2008 - IINCONTRO DELL'11 FEBBRAIO SULLE GUIDE TURISTICHE

In seguito all’incontro con l’Assessore Claudio Mancini avvenuto lunedì 11 febbraio 2008, il Comitato Guide Turistiche e Laureati e le Associazioni Confederazione Italiana Archeologi e A.Na.St.AR. esprimono soddisfazione per l´apertura di una nuova fase di dialogo sul tema della abilitazione all’esercizio di attività di Guida Turistica nella Regione Lazio.

Da un lato ci aspettiamo che la promessa dell’Ass. Mancini di insediare la commissione prevista dalla D.G.R. 717 del 21-09-2007 entro poche settimane sia mantenuta e che i criteri di valutazione dei candidati siano improntati sui principi della legge Bersani; dall’altro, registriamo con grande disappunto l´inadempienza della Provincia di Roma che non ha rispettato i termini previsti per la prima verifica semestrale e il tentativo corporativistico dell’ANGT (fortunatamente fallito) di sospendere la delibera in oggetto.

Dunque, ci impegniamo a fare pressione su tutti gli organi di comunicazione e sulle istituzioni al fine di ottenere una dichiarazione di equipollenza delle lauree triennali e di quelle del vecchio ordinamento, su cui il CUN di fatto non ha voluto pronunciarsi. Ciò ha comportato un ennesimo danno e una beffa verso le migliaia di laureati e studenti iscritti a facoltà e corsi di laurea, i quali millantano di avere come sbocco lavorativo le professioni turistiche, ma che il MIUR esclude dalla legge Bersani.

Lavoreremo con piena disponibilità per uno sviluppo del sistema turistico nella Regione Lazio che superi le divisioni di carattere territoriale e il corporativismo, che blocca la crescita professionale di migliaia di persone che meritano di essere valorizzate per le loro competenze.

Confederazione Italiana Archeologi
Ufficio Stampa: Dott. Andrea Schiappelli, ufficiostampa@archeologi-italiani.it

A.Na.ST.AR. Associazione Nazionale Storici dell'Arte
Ufficio Stampa, Dott.ssa Roberta Bernabei, rbernabei@tiscali.it

COBAS GUIDE TURISTICHE E LAUREATI
Via Manzoni, 55. tel. 0670452452; fax 0677206060. Ufficio stampa: Vincenzo Macchiarola. tel.06 4510261 cell. 3494010867 m.vincenzo@lycos.com

Roma, 5 marzo 2008

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02.08.2007 - SCOMPARSA DEL PROF. AUGUSTO FRASCHETTI

Apprendiamo con tristezza la scomparsa del prof. Fraschetti, uno dei più prolifici, preparati e rigorosi studiosi di storia antica dell'Università italiana. Con lui si spegne uno dei più attivi animatori del dibattito storico che negli scorsi decenni ha rivoluzionato in Italia il metodo storico. Ci associamo al dolore della famiglia cui rivolgiamo il nostro cordoglio.

Roma, 2 agosto 2007

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13.06.2007 - CONCORSO PER 10 POSTI DA DIRIGENTE ARCHEOLOGO PRESSO IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con soddisfazione la pubblicazione, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del bando di concorso per 10 posti da Dirigente Archeologo, indetto con DD 1 marzo 2007 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 2007. “Il concorso - dichiara il presidente Giorgia Leoni - permetterà di ristabilire la regolare gestione degli istituti che erano stati temporaneamente affidati a dirigenti che avevano già incarichi presso altre soprintendenze”.
Si esprimono serie riserve, però, per quanto contenuto nell’integrazione al bando del 18 maggio 2007, dove viene indicata la laurea triennale come uno dei requisiti per l’ammissione al concorso. “Stupisce che il Ministero, da un lato, ritenga sufficiente una laurea triennale per diventare soprintendente archeologo, mentre, dall’altro, riconosce nel Diploma di Specializzazione e nel Dottorato di ricerca i requisiti minimi per essere inclusi nell’elenco dei collaboratori archeologi, istituito dalla legge sull’archeologia preventiva. Inoltre - continua Giorgia Leoni - l’integrazione al bando configura un pericoloso precedente, equiparando la laurea triennale alla laurea quadriennale del vecchio ordinamento”.
Desta, inoltre, quantomeno stupore l'equiparazione di fatto, nella valutazione dei titoli ai fini del concorso, tra l'attività di tutela svolta dai funzionari all'interno delle Soprintendenze e quella di didattica svolta da ricercatori e docenti all'interno delle Università.

Roma, 13 maggio 2007

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31.03.2007 - SCOMPARSA DEL PROF. FRANCOVICH

La Confederazione Italiana Archeologi si unisce al dolore della famiglia, dei colleghi e degli studenti che hanno lavorato con lui e per lui, per la scomparsa del prof. Riccardo Francovich.

Roma, 31 marzo 2007

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26.03.2007 - APPROVAZIONE DELLA LEGGE BERSANI SULLA LIBERALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE DI GUIDA TURISTICA (ART. 10, COMMA 4)

L'A.NA.ST.AR., Associazione Nazionale Storici dell'Arte e la Confederazione Italiana Archeologi plaudono alla decisione del Governo di liberalizzare l'attività di guida turistica, finora vincolata a una logica che non teneva nella dovuta considerazione la professionalità e la preparazione dei laureati in materie di beni culturali e che finalmente contrasta il contingentamento sulla trasmissione d'informazioni culturali concesso fino ad oggi ad un numero limitato di guide locali.
Il provvedimento legislativo del Governo Prodi restituisce dignità e giusto valore ai titoli di laurea di storici dell'arte e archeologi i quali, allo studio, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale hanno dedicato e continuano a dedicare competenze e passione. Questo percorso di studi fornisce una conoscenza tale su arte, architettura, archeologia, e quindi sul territorio, che fa si che storici dell'arte e archeologi siano molto richiesti per condurre lezioni itineranti alla scoperta dell'Italia. Finalmente grazie alla Legge Bersani, previo possesso dei prescritti requisiti di conoscenze linguistiche, se non oggetto di studio nel corso di laurea, è possibile mettere a frutto le conoscenze acquisite in anni di studio, riconoscendo competenze altamente qualificate e professionalità ad archeologi e storici dell'arte. Tale provvedimento legislativo avvicina, inoltre, l'Italia al panorama europeo in materia di liberalizzazione delle competenze degli addetti alla trasmissione della conoscenza del patrimonio culturale.

Roma, 26 marzo 2007

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21.03.2007ARCHEOLOGI E STORICI DELL'ARTE CONTRARI AGLI EMENDAMENTI AL DECRETO BERSANI

Con l'emendamento approvato al comma 4 dell'articolo 10 del decreto Bersani, si sta facendo un passo indietro.
Questa è la valutazione delle associazioni professionali degli Storici dell'Arte - A.NA.ST.AR. - e degli Archeologi – Confederazione Italiana Archeologi – sulle modifiche apportate alla norma che stabiliva il libero accesso a storici dell'arte ed archeologi all'attività di guida culturale.
L'emendamento, apportando elementi di confusione e di difficile attuabilità, stabilisce che a storici dell'arte e archeologi non può essere negato l'esercizio dell'attività di guida o accompagnatore turistico e che essa non può essere subordinata a esami abilitanti o criteri selettivi, facendo così valere in primis lo specifico titolo di laurea. La norma, tuttavia, si contraddice immediatamente quando prescrive che gli stessi professionisti dovranno sottoporsi a verifica della conoscenza della lingua straniera e del territorio. Ci si domanda in cosa debba consistere una verifica che, tuttavia, non può avere funzione selettiva e ci si domanda altresì, cosa si debba intendere per "conoscenza del territorio di riferimento". La conoscenza del territorio e dei musei, si ricorda, è l'essenza stessa del lavoro dei professionisti dei beni culturali.
Oggi, in vista della fiducia chiesta dal Governo sull'intero Decreto Bersani, sollecitiamo il Ministro a riproporre il testo originario del comma 4 dell'articolo 10. Esso, infatti, rappresenta per archeologi e storici dell'arte la garanzia di poter liberamente esercitare la propria professione e, al contempo, assicura agli utenti il massimo grado pluralismo nella fruizione turistica e culturale.

Roma, 21 marzo 2007

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15.03.2007LIBERALIZZAZIONE ATTIVITA’ DI GUIDA TURISTICA

La Confederazione Italiana Archeologi esprime profondo apprezzamento per la norma, contenuta nel recente decreto sulle liberalizzazioni, che elimina qualsiasi forma di contingentamento per l'accesso alla professione e che consente ad archeologi e storici dell'arte di essere abilitati all'attività di guide turistiche, norma che ci avvicina finalmente al panorama europeo in materia di valorizzazione delle competenze e del patrimonio culturale.
La Confederazioni Italiana Archeologi auspica che in occasione della conversione del decreto in legge, le forze politiche siano unanimi nel confermare questo decisivo passo verso una gestione moderna della divulgazione culturale, che innalzerà la qualità del servizio e offrirà opportunità di lavoro a moltissimi giovani. "Del resto non riusciamo a vedere motivi ragionevoli che giustifichino ripensamenti. - osserva Giorgia Leoni, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi. - Abbiamo vissuto per decenni in un Paese in cui operavano guide turistiche senza titoli di studio mentre gli archeologi e gli storici dell'arte dovevano attendere anni per vedere concorsi regolarmente bloccati da processi burocratici e ricorsi amministrativi. Questo paradosso solo italiano va rimosso con decisione e un ripensamento in questo senso, oltre a suscitare la delusione e l'indignazione delle decine di migliaia di archeologi e storici dell'arte italiani, sarebbe l'ennesima occasione persa per migliorare la qualità di un servizio essenziale nel moderno panorama del turismo, ormai caratterizzato da una cultura media elevata, e aprire prospettive di lavoro a decine di migliaia di giovani altamente qualificati".
La Confederazione Italiana Archeologi invita tutti gli archeologi e gli storici dell'arte italiani a seguire, attraverso il sito web e le newsletter della stessa Confederazioni Italiana Archeologi, le notizie che saranno prontamente pubblicate sul dibattito in corso presso le commissioni parlamentari a proposito di questo importantissimo provvedimento.

Roma, 12 marzo 2007

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26.01.2007LIBERALIZZAZIONE DELLE AUTORIZZAZIONI PREVENTIVE PER LA PROFESSIONE DI GUIDA TURISTICA

La Confederazione Italiana Archeologi plaude senza riserve alla decisione del Governo di liberalizzare l'attività di guida turistica, finora vincolata a una logica che non teneva nella dovuta considerazione la professionalità e la preparazione dei laureati in materie di beni culturali.
Ora, il provvedimento del Governo Prodi restituisce finalmente dignità e giusto valore ai titoli di archeologi e storici dell'arte, i quali allo studio, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale hanno dedicato e continuano a dedicare tutto il loro tempo, con un tale investimento di energie, passione e competenze da non meritarsi la mortificazione di un esame estemporaneo, come quello fino a ieri necessario per acquisire il famigerato "patentino" di guida turistica.
Allineandosi a quanto espresso in proposito dall'ANASTAR (Associazione Nazionale Storici dell'Arte), la Confederazione Italiana Archeologi tiene infine a sottolineare che, con la sentita adesione all'iniziativa di governo, non si intende affatto disconoscere la professionalità della categoria delle guide turistiche, né invaderne il settore lavorativo, il quale, com'è noto, non si limita alle sole visite guidate.

Roma, 26 gennaio 2007

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07.05.2006PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO SU LEGGE 109 DEL 2005 CD. ARCHEOLOGIA PREVENTIVA

La Confederazione Italiana Archeologi ha accolto con soddisfazione le obiezioni mosse dalla Sezione consultiva del Consiglio di Stato (adunanza del 13 marzo 2006), in merito al regolamento del Ministero dei Beni culturali che deve rendere operativa la previsione della legge 109 del 2005. In effetti, larga parte di tali obiezioni, di carattere sia procedurale, sia di merito, rappresenta una conferma istituzionale alle numerose perplessità già espresse dalla stessa Confederazione Italiana Archeologi all’indomani della pubblicazione del decreto legge sull’archeologia preventiva.
Per quanto concerne i difetti di tipo procedurale, si condivide il rilievo del relatore L. Carbone a proposito della dichiarazione ministeriale di “aver rispettato l’adempimento di legge che prevedeva di sentire una rappresentanza dei dipartimenti universitari”, ai fini di una consulenza specialistica necessaria per la redazione del regolamento: essendosi trattato di fatto di una consulenza a titolo personale e informale, essa è ritenuta inaccettabile dal Consiglio di Stato, nonostante la presenza di “sei eminenti cattedratici”.
E ancora, al pari di quanto obiettato in precedenza dalla Confederazione Italiana Archeologi, sono state stigmatizzate dal C.d.S. la vaghezza dei criteri di formazione di tale commissione, nonché la sua insufficiente rappresentatività, invitando a una maggiore collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, soprattutto al fine di coinvolgere tutte le università interessate.
Compito di questo ministero dovrebbe essere inoltre giungere finalmente, in ambito universitario, a una definizione formale degli istituti e dei dipartimenti archeologici, la cui non unitarietà e per l’appunto l’indefinita natura non hanno di certo agevolato – né aiuteranno in futuro - l’individuazione degli interlocutori necessari in casi come la redazione della legge in discorso.
Ma al centro della discussione sull’archeologia preventiva, alla quale la Confederazione non si è sottratta esprimendo il dissenso dei propri soci, è stata ovviamente la costituzione dell’ormai famigerato “elenco” dei soggetti qualificati ad effettuare nonché a validare le attività di ricerca. Il Consiglio di Stato, preoccupandosi di sottolineare marcatamente che si dovrà comunque trattare di “un mero accertamento (e non di ammissione), con effetti solo dichiarativi (e non costitutivi abilitanti)” limitati peraltro alla sola “archeologia preventiva”, finisce per concordare con la Confederazione Italiana Archeologi, prefigurando un uso allargato a molte altre situazioni lavorative di quello che, in assenza dell’albo professionale, viene a costituire un “albo di fatto”. E la preoccupazione del C.d.S. è tale, in considerazione di questo rischio oltremodo reale, discriminatorio e foriero di poco auspicabili rapporti di subordinazione, da richiedere l’intervento del Ministero della Giustizia, affinché sia valutata la compatibilità della disciplina dei criteri per tenuta dell’elenco con il sistema degli ordini professionali.
Scorrendo le successive obiezioni della Sezione consultiva alla ratio del legislatore, si constata l’effettivo, notevole sbilanciamento del decreto a favore dell’Università, già rilevato a suo tempo dalla Confederazione. L’ambiguità della compresenza di singoli docenti e ricercatori e di istituti universitari nell’ambito dello stesso elenco (vd. articolo 2, comma 3) viene interpretata, crediamo correttamente, come la volontà di “evitare che alcuni autorevoli esperti del settore possano non figurare, a titolo personale, nell’elenco, poiché già componenti di un istituto o di un dipartimento universitario”. E che un “soggetto possa figurare a titolo personale in un elenco di soggetti qualificati quando costituisce già elemento essenziale per la presenza, nello stesso elenco, dell’istituto” viene definito, senza mezzi termini, irragionevole e incoerente.
Allo stesso tempo, non passa affatto inosservata all’attenzione del Consiglio la deroga – di fatto una vera e propria concessione - prevista per i funzionari del Ministero: lo schema in effetti prevede, ad oggi, la possibilità di iscrizione all’elenco anche per “i dirigenti del Ministero, nonché i funzionari del Ministero muniti di diploma di laurea, o di laurea specialistica o magistrale, che abbiano svolto almeno cinque anni di servizio continuativo nella posizione funzionale di archeologo, per l’accesso alla quale è richiesto il possesso di laurea specialistica o magistrale equipollente al diploma di laurea”. Anche in questo caso, il parere della Sezione consultiva non lascia dubbi interpretativi: essa definisce l’articolo di legge “assolutamente non giustificabile, e per di più lesivo delle garanzie di professionalità imposte dalla legge”, e pertanto pericolosamente orientato a costituire un “albo speciale” per funzionari privi dei titoli necessari, il cui ruolo in materia di archeologia preventiva dovrebbe invece essere quello di tenere l’elenco stesso e curarne l’aggiornamento.
Il documento del Consiglio si chiude con il suggerimento di valutare la possibilità di inserire una “nuova norma su una eventuale ripartizione dell’elenco per categorie, da connettere alla diversa collocazione territoriale dei soggetti iscritti, al loro diverso ambito di operatività (nazionale o locale), ovvero alla loro particolare specializzazione in un dato tipo di archeologia o di epoca storica”.
A tal proposito, la Confederazione Italiana Archeologi, se non trova nulla da eccepire sulla classificazione per aree geografiche degli iscritti (sempre che ciò non implichi l’interdizione, o anche solo la penalizzazione, in sede di affidamento di lavori distanti da “casa”), ritiene in linea di principio corretta una ulteriore ripartizione per competenze distinte per tipologia delle ricerca e periodi di competenza specifiche: tuttavia, essa comporterebbe notevoli difficoltà di gestione nella valutazione delle competenze dei soggetti esaminati, in molti casi trasversali sia nel senso delle forme di indagine archeologica, sia nel senso della cronologia dei periodi di interesse.

Alla luce di quanto appena illustrato, unitamente alla constatazione del fatto che solo in rari casi – allo stato attuale della struttura dei corsi - i diplomi di dottorato e di specializzazione rappresentano un sostanziale salto di qualità nella formazione dell’archeologo, l’idea maturata dalla Confederazione che la laurea debba fare l’archeologo appare un’esigenza quanto mai pressante, per la cui acquisizione non si potrà prescindere da una ponderata e mirata revisione dei percorsi formativi universitari.

Roma, 7 maggio 2006

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19.01.2006INCIDENTE 11 GENNAIO VIA DI CASAL BOCCONE A ROMA

La Confederazione Italiana Archeologi esprime il sentito cordoglio e si unisce al lutto che ha colpito la famiglia di Giorgio Biferi, operaio deceduto nel terribile incidente accaduto lo scorso 11 gennaio in via Casal Boccone a Roma.
Amareggia che, ancora una volta, sia un fatto luttuoso come questo a imporre una severa riflessione sulla sicurezza nei cantieri archeologici, che a differenza di quanto si pensa comunemente, possono essere luoghi di lavoro in cui si può rischiare e perdere la vita.
Presto a Roma saranno aperti decine di cantieri archeologici per i lavori della Metro C con scavi che nella gran parte dei casi arriveranno a profondità ragguardevoli: chiediamo a gran voce che gli organi preposti vigilino in maniera ferrea sulle condizioni di lavoro e di sicurezza che vigono su questi cantieri affinché episodi come quello accaduto a Casal Boccone non si verifichino mai più.
Troppe volte la fretta, la superficialità e la mancanza di risorse inducono a non rispettare le norme di sicurezza, mettendo a serio rischio l’incolumità dei lavoratori.
Riteniamo che sia giunta l'ora di fare chiarezza sulle responsabilità e sul ruolo che gli archeologi dovrebbero ricoprire nei cantieri, ma, soprattutto, porre l’attenzione sulla necessità della loro formazione sulle norme di sicurezza.
Su questi aspetti la Confederazione Italiana Archeologi farà partire prestissimo una campagna di sensibilizzazione affinché sia garantita la dovuta vigilanza.

Roma, 19 gennaio 2006

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28.06.2005DECRETO SULL’ARCHEOLOGIA PREVENTIVA

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con profonda preoccupazione la notizia dell'approvazione del decreto sull'archeologia preventiva, con la sensazione di aver perso un'occasione preziosa per regolamentare il mondo degli archeologi e dei lavoratori dei Beni Culturali.
“Stupisce, in particolare – commenta Giorgia Leoni, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi – la scarsa conoscenza delle problematiche dimostrata dagli autori del decreto, che si evidenzia nella pericolosa genericità sulle circostanze che richiedono o meno l'indagine archeologica preventiva. Altrettanto discutibile è poi la scelta di attribuire all'Università poteri di tutela del patrimonio archeologico, che in Italia sono competenza dello Stato attraverso il Ministero dei Beni Culturali, che li ha sempre esercitati garantendo un capillare controllo del territorio nell’interesse di tutti, pur nelle annose ristrettezze economiche a cui è da sempre esposto. Invece di puntare ad un potenziamento del Ministero si è scelto di delegare la tutela a soggetti privati: in questo caso tali sono concettualmente i dipartimenti universitari, senza la necessaria mediazione delle Soprintendenze. Temiamo fortemente che questo si tramuti in nuove forme di sfruttamento nei confronti degli studenti, nel tentativo di una riforma a costo zero, divisi tra l'interesse economico dei privati e le esigenze di tutela dello Stato. Contro un uso improprio di costoro, e una strumentalizzazione delle loro esigenze formative, ci batteremo presso tutte le sedi istituzionali e sindacali.”
“È inoltre con profondo rammarico – aggiunge Giorgia Leoni - che apprendiamo la volontà di istituire un ‘elenco’ degli operatori dei Beni Culturali considerando per la sua costituzione solo il Ministero e i dipartimenti universitari, di fatto scavalcando e marginalizzando i lavoratori del mondo archeologico, le società che si occupano di indagini preventive, le realtà rappresentative del settore come la nostra. In tutto ciò si ravvede un'inaccettabile autoreferenzialità che rischia di danneggiare sul lungo termine sia la tutela della professionalità degli archeologi, sia quella del nostro patrimonio culturale, e che ci si augura venga perlomeno attenuata, attraverso un ampio dialogo, al momento dell'attuazione del decreto.
È incredibile, infine, che in un decreto che si vuole occupare di tutela, si inserisca una norma come quella sulle collezioni numismatiche che, facendo riferimento alla ripetitività delle monete, permette di legalizzare il furto di Beni dello Stato, introducendo un principio in grado di scardinare dalle fondamenta la tutela dei Beni archeologici, istituzionalizzando la tristemente nota figura dei tombaroli.”

Roma, 28 giugno 2005

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03.03.2005BENI CULTURALI E LAVORO: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE

Martedì 22 marzo 2005 nell’Odeion della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma si svolgerà il convegno “Beni Culturali e lavoro: problematiche e prospettive”.
Il convegno, organizzato dalla Confederazione Italiana Archeologi e dall’Associazione Nazionale Storici dell’Arte, si propone di analizzare le condizioni sociali e professionali degli operatori dei Beni Culturali, in particolare di archeologi, storici dell’arte e restauratori, alla luce dei nuovi percorsi formativi e delle molteplici e complesse realtà lavorative.
“ Lo scopo – afferma Giorgia Leoni, presidente della Confederazione Italiana Archeologi – è quello di offrire un momento di confronto a esponenti di Università, Soprintendenze, Sindacati e mondo del lavoro per delineare il quadro attuale della situazione, facendo luce sia sul percorso di formazione che sulle reali opportunità di lavoro. Saranno invitati a parlare alcuni docenti, con lo scopo di chiarire quali siano le fasi del percorso formativo di uno studente, anche in relazione alle nuove lauree. Saranno anche chiamati in causa enti locali, sovrintendenze e cooperative al fine di comprendere quale sia la posizione lavorativa di un operatore dei Beni Culturali in Italia e, soprattutto, se ci potrà essere una tutela giuridica di queste categorie professionali”.

Al convegno interverranno in qualità di relatori numerose personalità delle Università e del Ministero dei Beni e Attività Culturali, rappresentanti sindacali ed esponenti di enti locali tra cui:

C. Panella Direttrice del Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
G. Leoni Presidente della Confederazione Italiana Archeologi
R. Borioni Presidente dell’A.NA.ST.AR
C. Strinati Soprintendente per il Polo Museale di Roma
A. Bottini Soprintendente archeologico di Roma
N. Bono Sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
L. Ciaramelletti Assessore alla cultura della Regione Lazio
G. Malaspina Assessore al lavoro della Provincia di Roma
S. Tortorella Professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
M. Dalai Direttrice della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
I. Berlingò Presidente degli ASSOTECNICI
A. Vanzetti Ricercatore confermato presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma
C. Dal Maso Giornalista
F. Fammoni Responsabile nazionale Formazione e Lavoro CGIL
C. Calcara Segretario nazionale Beni culturali CISL
G. Cerasoli Segretario nazionale Beni culturali UIL

Roma, 3 marzo 2005

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