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Il MiBAC cerca fondi per la tutela dopo le sollecitazioni della Confederazione Italiana Archeologi
Tutela e archeologi: alle parole seguano fatti concreti
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
06 agosto 2010La Confederazione Italiana Archeologi apprende con favore che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali abbia recepito le istanze degli Archeologi riguardo i tagli ai fondi per le missioni del personale tecnico del Ministero. Un comunicato del Ministero informa che l’istitutzione è impegnata con la Ragioneria dello Stato per cercare fondi che permettano agli archeologi di continuare nella propria azione di tutela e controllo del territorio.
“Ci auguriamo che il Ministro Bondi – dichiara il Presidente Giorgia Leoni – riesca a trovare una soluzione politica, prima che tecnica, al taglio dei fondi per la gestione della tutela del patrimonio culturale. L’articolo 9 della Costituzione affida alla Repubblica, e dunque alle sue articolazioni istituzionali, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico: è un principio che va affermato con fermezza e difeso al di là delle condizioni politiche e degli orientamenti dei governi in carica.”
“Rimarremo vigili – continua il Presidente – per verificare che alle parole, che spesso seguono alle proteste e alle sollecitazioni mediatiche, seguano azioni concrete che portino ad una soluzione definitiva della questione.”
A seguito della prima segnalazione effettuata dalla Confederazione Italiana Archeologi il 21 giugno 2010 e al successivo comunicato stampa del 3 agosto 2010 relativo ai gravissimi tagli alla tutela del patriomonio culturale e del paesaggio decisi con la Manovra Finanziaria, riportiamo di seguito una intervista al Presidente Giorgia Leoni pubblicata dal Corriere della Sera giovedì 5 agosto 2010.
Finanziaria 2010: confermati i tagli alla tutela del patrimonio culturale e del paesaggio
Il Ministero abdica al proprio compito istituzionale: chi farà la tutela del territorio?
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
03 agosto 2010La Confederazione Italiana Archeologi esprime la propria indiginazione per la conferma dell’Art. 6, comma 12 della Legge Finanziaria 2010, che impone pesanti tagli ai fondi per le missioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. In base a questo provvedimento il Segretario Generale arch. Cecchi ha diramato una circolare (circ. N.18 del 28/7/2010 prot. N. 6906) che sancisce l’impossibilità di provvedere al rimborso delle spese legate all’utilizzo del mezzo proprio durante sopralluoghi sul territorio o controlli nei cantieri. Questo provvedimento impedisce ai funzionari tecnici del Ministero di svolgere il proprio dovere istituzionale e costituisce il blocco totale delle attività di tutela e conservazione del territorio, del paesaggio e del patrimonio archeologico del nostro paese.
“Avevamo chiesto al Ministro Bondi – dichiara il Presidente Giorgia Leoni – un intervento politico affinchè intercedesse sul Governo per ottenere una deroga alla Finanziaria che permettesse alle Soprintendenze di continuare ad assolvere ai compiti che la Costituzione affida loro. La crisi economica impone dei sacrifici a tutti i settori della Pubblica Amministrazione, ma abdicare alla tutela del patrimonio culturale e del paesaggio è un processo irreversibile: ciò che viene distrutto o deturpato non può essere recuperato!”
“L’on. Bondi – continua il Presidente – chiarisca se, nella sua azione politica, conta di più il ruolo di coordinatore di partito o di Ministro della Repubblica!...o forse dobbiamo cominciare a cercare sponsor privati, oltre che per restaurare il Colosseo, anche per rimborsare la benzina agli archeologi delle Soprintendenze?”
La Confederazione Italiana Archeologi rinnova al Ministro Bondi la richiesta di impegnarsi con il Ministro dell’Economia affinchè vengano ripristinati i fondi tagliati al MiBAC e sia concessa la deroga per le funzioni ispettive del personale tecnico delle Soprintendenze.
Il Consiglio Direttivo della Confederazione Italiana Archeologi - sede Liguria
CONVOCAper il giorno 30 luglio 2010 nell'Aula Magna Via Balbi 2 - Genova alle ore 15:00 l'Assemblea dei soci, allargata ad eventuali interessati, e a seguire del Consiglio Direttivo
ordine del giorno:
1) comunicazioni
2) candidati a membri del Consiglio Direttivo e votazioni (riservato ai soci)
3) salone orientamenti 2010
4) aggiornamento e modifiche su lettera alla Presidenza della Regione Liguria (riservato al CD)
5) spiegazione dei database su google gruppi
6) stabilire appuntamento con ass. lavoro e ass. cultura (riservato al CD)
7) aggiornamenti dal consiglio direttivo nazionale
8) ricerca di una sede regionale
9) varie ed eventualiChi non è ancora socio potrà tesserarsi in occasione della riunione (costi: 10 euro socio studente, 30 euro socio ordinario). Dopo l'assemblea i membri del Consiglio Direttivo terranno la propria riunione.
La Confederazione Italiana Archeologi in Liguria:
il neonato Consiglio Direttivo imposta il lavoro
Confederazione Italiana Archeologi – sede Liguria
Comunicato stampa
27 luglio 2010La Confederazione Italiana Archeologi è la prima associazione nazionale nata con lo scopo primario di promuovere la figura professionale dell’archeologo. In seguito ad alcuni contatti ed assemblee tenutesi in Liguria tra il 2008 e 2009, il 25 marzo 2010 nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova, durante l’Assemblea dei soci, è stato eletto il Consiglio Direttivo Regionale della Liguria.
Il Consiglio, composto sia da archeologi che da studenti in archeologia, ha stabilito le future attività indirizzate dai soci riuniti in Assemblea.Il Consiglio Direttivo ha impostato la sua azione iniziale ad un’opera di ricognizione e di conoscenza delle realtà archeologiche liguri al fine di creare dialogo fondamentale per il comune interesse della promozione dell’Archeologia nel campo della didattica, della ricerca e della professione. Il Presidente Regionale Carlo Pampararo ha evidenziato i principali passi da seguire per giungere allo scopo. “E’ necessario costituire una rete di contatti per realizzare un’efficace comunicazione con i nostri soci e gli interessati, è fondamentale perseguire una campagna di sensibilizzazione e di tesseramento diffusa nel territorio regionale.”
“Per giungere velocemente a questi traguardi – prosegue il Presidente Regionale – dovremo inizialmente realizzare un censimento dei soggetti, siano essi pubblici o privati che operano nel campo dell’archeologia e stringere contatti diretti con tutti coloro che operano in questo settore per capire i reali problemi e bisogni che esistono in Liguria nella nostra professione.”La Confederazione Italiana Archeologi si riunirà venerdì 30 luglio alle ore 15 presso l’Aula Magna (Via Balbi 2) della Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova. Durante l’Assemblea Regionale aperta non solo ai soci, ma a tutti coloro che operano nel settore archeologico, sarà anche possibile effettuare l’iscrizioni all’associazione.
NUOVE AGEVOLAZIONI PER GLI ASSOCIATI DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI
La Confederazione Italiana Archeologi ha stipulato alcune nuove convenzioni da mettere a disposizioni dei propri associati.
Grazie all'interessamento del Presidente di Ass.O.Tu.R. Ascea-Golfo di Velia, Associazione di Operatori Turistici che opera nell'area del Parco Archeologico di Elea-Velia, siamo stati in grado di attivare molti accordi, per la maggior parte con strutture alberghiere della zona. Altri acordi ci sono stati richiesti direttamente dalle attività interessate. Sperando di offrirvi un servizio sempre più completo possibile, mettiamoa vostra disposizione l'indirizzo convenzioni@archeologi-italiani.it per eventuali suggerimenti.
Di seguito riportiamo l'elenco della struttura con cui ci siamo convenzionati, divise per categoria.
In collaborazione con Ass.O.Tu.R. Ascea-Golfo di Velia, Magicomar Hotel, Casa De Luca, Hotel Residence Solone, Residence Belvedere (alberghi), Archeotrekking (agenzia di viaggi); gli altri alberghi sono il Calypso Art Hotel a Paestum.
I dettagli delle singole convenzioni sono disponibili nella pagina CONVENZIONI
Con molto piacere ricordiamo ai nostri soci, nello spirito di collaborazione e amicizia iniziato anni fa, che l'Agenzia Magna Grecia pubblicheràil nuovo annuario dei Professionisti dei Beni Culturali.
L'Agenzia Magna Graecia sta per pubblicare il nuovo annuario dei "Professionisti dei Beni Culturali". Quest'anno non verrà stampato come volume singolo ma in abbinamento alla IV edizione dell' "Annuario dei Beni Culturali 2010 - 2011".
L’obiettivo principale dell’Annuario è la creazione di un rapporto stretto tra domanda e offerta di lavoro tra gli Enti e le Imprese e tutti coloro che operano nel settore dei beni culturali o hanno una preparazione universitaria in questo settore e desiderano inserirsi nel mondo del lavoro. I risultati si sono già visti negli anni passati, per cui invitiamo tutti i laureati in discipline inerenti i beni culturali ad inviare la propria scheda di adesione.
Vi ricordo che, come sempre, l’adesione è COMPLETAMENTE GRATUITA e non implica assolutamente nessun obbligo. Per aderire basta visitare il sito www.professionistiperlacultura.it/iscrizioni1.php e compilare il modulo via web facendo attenzione ad inserire i propri dati in modo corretto. Vi chiediamo, inoltre, di diffondere il presente messaggio a tutti i Vs. contatti!
Maggiori info allo 08281962550, al 3294090272 oppure è possibile visitare il sito www.professionistiperlacultura.it.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti
Avviso pubblico: ricerca professionalità per affidamento incarichi a professionisti
ENTE RISERVE SACRO MONTE DI ORTA, MONTE MESMA E COLLE TORRE DI BUCCIONE (NO)Pubblichiamo il testo integrale del bando di gara per la "FORMAZIONE di un ELENCO di PROFESSIONISTI per l’AFFIDAMENTO di INCARICHI PROFESSIONALI di IMPORTO INFERIORE ad €100.000,00" inviatoci dal Direttore dell'ENTE RISERVE SACRO MONTE DI ORTA, MONTE MESMA E COLLE TORRE DI BUCCIONE. In allegato troverete il testo integrale del bando e gli allegati per la partecipazione.
Su esplicita richiesta della Confederazione Italiana Archeologi si precisa che il requisito relativo all'appartenenza ad un Ordine o un Albo non si ritiene valido per la nostra categoria professionale
Avviso pubblico Modello CV Modello domanda Precisazione dell'avviso
Riaperto il bando per lo scavo di Fratte: accolte le richieste della Confederazione Italiana Archeologi
Bando della Provincia di Vicenza: una vittoria per gli archeologi professionisti
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
14 luglio 2010La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con favore la riapertura e la modifica, da parte della Provincia di Vicenza, del Bando Pubblico per lo scavo archeologico del sito tardoneolitico in località Fratte nel comune di Arcugnano.
La Provincia di Vicenza ha accolto pienamente tutte le osservazioni e i dubbi manifestati dalla Confederazione Italiana Archeologi, modificando i requisiti di accesso al bando ed eliminando l’articolo che prevedeva l’obbligo di collaborazione con associazioni di volontariato.
“La riapertura e la modifica del bando – dichiara il Presidente Giorgia Leoni – è la dimostrazione che quando le istituzioni si dimostrano collaborative e recepiscono le osservazioni espresse dalle rappresentanze dei professionisti è possibile tutelare la professionalità degli archeologi e garantire il rispetto delle regole. E’ nostro dovere continuare l’azione capillare di controllo e invitiamo i nostri associati e simpatizzanti a seganlarci eventuali anomalie in modo da poter tutelare la professionalità di tutti gli archeologi.”
Bando di gara: attività di censimento nel territorio di Verbano Cusio Ossola
Pubblichiamo il testo integrale del bando di gara per "l'affidamento del servizio per attività di censimento, ricerca, descrizione, raccolta documentazione fotografica di siti e manufatti di interesse archeologico nel territorio del Verbano Cusio Ossola" inviatoci dall'ufficio Settore V Sviluppo socio-culturale ed attività turistiche. In allegato troverete il testo integrale del bando e gli allegati per la partecipazione.
Presentazione del bando.pdf (91Kb) Approvazione del bando.pdf (183Kb) Bando SITINET.doc (251Kb) Allegato A.doc (253Kb) Scheda di inventario.pdf (23Kb)
Emendamento alla Finanziaria propone il condono della detenzione di beni archeologici
Archeocondono: una piccola multa e il reato è cancellato!
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
09 luglio 2010La Confederazione Italiana Archeologi è entrata in possesso della bozza dell'emendamento alla Finanziaria 2010 dal titolo “Disposizioni in materia di emersione e catalogazione dei beni archeologici, nonché revisione delle sanzioni penali”, di cui non si conosce il nome del relatore.
L'emendamento contiene una proposta di sanatoria per chi detiene “beni mobili di interesse archeologico e paleontologico” a fronte del pagamento allo Stato di una “somma pari ad un terzo del valore pecuniario” del bene.
“E' molto grave – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoni – che ancora una volta ci siano membri del Parlamento che propongono una sanatoria per chi detiene materiale archeologico, depenalizzando uno dei reati più diffusi e combattuti nel nostro paese. Non è accettabile che per affrontare le difficoltà economiche del Paese si intenda fare cassa con i ricavi di multe che sanerebbero detenzioni illecite di materiale archeologico.”
Il testo costituisce un sopruso nei confronti dello Stato e dei cittadini italiani che dei Beni archeologici sono i veri proprietari e un'offesa alle migliaia di membri delle Forze dell'Ordine, tecnici delle Soprintendenze e archeologi liberi professionisti che quotidianamente operano per la lotta ai traffici clandestini di beni, per la tutela del nostro patrimonio e per il controllo capillare del nostro territorio.
“L'emendamento prevede che a schedare e catalogare i beni da sanare siano chiamati gli archeologi professionisti iscritti all'ormai fantomatico elenco che il Ministero dovrebbe predisporre per i lavori legati all'archeologia preventiva, ma che evidentemente rischia di diventare un albo di fatto. Sarebbe surreale – prosegue il Presidente Giorgia Leoni – se l'elenco, primo parziale tentativo di normare la nostra professione, fosse utilizzato per la prima volta per sanare un reato contro il patrimonio archeologico al cui studio, tutela e diffusione della conoscenza gli archeologi dedicano la propria vita.”
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio e a tutte le forze politiche, di Governo e di opposizione, di adoperarsi affinché l'emendamento non venga presentato né venga inserito nel Maxiemendamento alla Finanziaria e si eviti la sanatoria di reati contro il patrimonio archeologico del nostro paese.
Provincia di Vicenza: volontari al posto dei professionisti!
Provincia di Vicenza: volontariato requisito per partecipazione a gara d'appalto per scavi archeologici
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
25 giugno 2010La Confederazione Italiana Archeologi segnala la gravissima anomalia contenuta nell'Avviso per l'Appalto dell'indagine archeologica nel sito tardo neolitico in località "Fratte" in Comune di Arcugnano, pubblicato dalla Provincia di Vicenza (Prot. n. 41168 del 9/6/2010).
Tra i requisiti necessari per la partecipazione alla gara, dell'importo di Euro 44.500, oltre alla certificazione OS25 ai sensi del D.P.R. 34/2000, viene richiesto, pena l'esclusione, "il possesso di esperienze di collaborazione nei cantieri di scavo con associazioni di volontariato nel settore archeologico".
Nessuna norma in materia di Lavori Pubblici contiene alcun riferimento all'eventuale valore aggiunto rappresentato dalle collaborazioni con il mondo del volontariato e tali attività non possono comunque costituire un requisito determinante per la partecipazione ad una gara pubblica."Il Bando della Provincia di Vicenza - dichiara il Presidente Giorgia Leoni - è l'ennesima prova del caos in cui versa il mercato dell'archeologia e della diffusa disinvoltura, anche da parte delle istituzioni, a non applicare le leggi che lo normano. E' necessario un intervento normativo che definisca ed uniformi, una volta per tutte e per tutto il territorio nazionale, i requisiti formativi, le competenze, le responsabilità e i ruoli degli archeologi a tutela dei professionisti e dei cittadini che usufruiscono del loro lavoro."
"Le associazioni legate ai territori ed il mondo del volontariato - continua il Presidente Giorgia Leoni - offrono un contributo generoso all'archeologia, ma il loro operato deve rimanere al di fuori del mercato del lavoro e della libera concorrenza tra società o professionisti. Non si confonda il volontariato con il lavoro svolto a costo zero!"
La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento urgente al Presidente della Provincia di Vicenza affinchè il bando sia immediatamente ritirato e pubblicato nuovamente in modo conforme alla normativa vigente in materia di Lavori Pubblici.
La Finanziaria 2010 mette a rischio la tutela del patrimonio archeologico e del paesaggio
Finanziaria 2010: la tutela si farà dal finestrino dell'autobus?
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
21 giugno 2010La Confederazione Italiana Archeologi manifesta profonda preoccupazione per il contenuto del comma 12 dell’articolo 6 della Legge Finanziaria 2010, che taglia i fondi per le missioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Nell’ambito della gestione della tutela del patrimonio archeologico, il personale tecnico delle soprintendenze non potrà più utilizzare mezzi privati per effettuare sopralluoghi nei cantieri e ispezioni sul territorio, per i quali dovrà usufruire esclusivamente mezzi pubblici.
“Il provvedimento contenuto nella Finanziaria - dichiara il Presidente Giorgia Leoni – è l’ennesimo attentato alle soprintendenze e al sistema di gestione della tutela del territorio. Le soprintendenze, che già operano con personale ridotto ai minimi termini a causa dei tagli agli organici e della esiguità di turn over, gestiscono territori molto vasti e complessi dal punto di vista geografico. I siti archeologici non sono sempre lungo strade statali o provinciali servite dai mezzi pubblici e i cantieri da sorvegliare sono spesso in aree non ancora urbanizzate, in campagna, in montagna...non raggiungibili con autobus, tram o treni.”
“Il taglio porterebbe delle conseguenze gravissime – continua il Presidente Giorgia Leoni – e mette a forte rischio la tutela del patrimonio archeologico e del paesaggio del nostro paese, specie in un momento in cui tornano a paventarsi proposte di condono edilizio. In che modo si pensa che si potrà continuare a fare tutela? Forse dal finestrino di un autobus?”
La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento urgente al ministro Bondi affinché si adoperi e interceda sul Governo, come già fatto per ridurre i tagli agli istituti di cultura, per ottenere una deroga alla Finanziaria che permetta al Ministero e alle soprintendenze di tutelare il patrimonio archeologico e il paesaggio del nostro paese nel rispetto del compito istituzionale affidato loro dalla Costituzione.
Continuano le agevolazioni che la Confederazione Italiana Archeologi offre ai suoi associati. Da anni ormai cerchiamo di offrire una vasta gamma di convenzioni per semplificare e rendere meno onerosa la nostra vita professionale e anche i nostri momenti di svago.
La Confederazione Italiana Archeologi è l'associazione italiana di professionisti dell'archeologia con maggior numero di servizi offerti, sconti e facilitazioni. Oggi aggiungiamo due tasselli che speriamo possano essere utili a tutti voi: Cliponweb e il B&B VillaFlora.Come sempre i dettagli delle offerte sono presenti nella pagine delle Convenzioni.
Restano pesanti i tagli dei finanziamenti pubblici agli Istituti di cultura e al MiBAC
Tagli in Finanziaria: quale futuro per l'archeologia italiana?
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
02 giugno 2010La Confederazione Italiana Archeologi esprime soddisfazione per l'intervento del ministro Bondi che ha portato allo stralcio in Finanziaria del provvedimento che avrebbe tagliato 232 istituti culturali del nostro paese.
“Siamo contenti – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoni – che il Ministro Bondi abbia ascoltato i ripetuti appelli provenienti da esponenti del mondo della cultura e dell'archeologia in particolare e che sia riuscito a sventare il taglio definitivo di tutti gli istituti. Il passaggio dai 21,5 milioni di euro di finanziamenti ai 10,7 impone una riflessione profonda e l'elaborazione di una programmazione degli interventi mirata ad individuare i centri di eccellenza da potenziare e i veri sprechi da eliminare.”
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Ministro Bondi l'apertura di un tavolo di confronto con tutti i soggetti che operano nel settore dei Beni Culturali per elaborare un piano condiviso per la ridefinizione dei criteri di finanziamento pubblico agli istituti.
“Siamo molto preoccupati per i tagli gravissimi che la manovra impone al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e agli istituti ed enti di ricerca del settore – prosegue il Presidente Giorgia Leoni – ma siamo fiduciosi che il Ministro Bondi saprà ascoltare e recepire le istanze che vengono dal mondo dell'archeologia. Comprendiamo il momento di profonda crisi economica in cui versa il paese e siamo convinti che sia necessario razionalizzare la spesa pubblica anche nei Beni Culturali.”
“Razionalizzazione della spesa e non tagli indiscriminati. - continua il Presidente della Confederazione – Tagliare del 50% i fondi alla Scuola Archeologica di Atene o all'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia di Taranto o all'Istituto Italiano per la Preistoria e la Protostoria significherebbe comunque destinarli alla chiusura. Dunque c'è bisogno di un intervento coraggioso per individuare le eccellenze ed eliminare o ridurre tramite accorpamenti altri enti di discutibile utilità. Quale futuro ci sarà altrimenti per l'archeologia italiana?”
La Confederazione Italiana Archeologi, rinnovando la propria disponibilità alla collaborazione con le istituzioni, auspica che il Ministro Bondi, di concerto con il Ministro Tremonti, sappia garantire il giusto riconoscimento e il meritato contributo dello Stato agli Istituti archeologici che rappresentano veri centri di eccellenza a livello internazionale nell'ambito della formazione, della ricerca, dell'innovazione metodologica e della diffusione della conoscenza del nostro patrimonio culturale.
Nella lista degli Istituti che perdono i finanziamenti pubblici colpita l'Archeologia italiana
Pesanti tagli in Finanziari a Istituti e Scuole Archeologiche
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
29 maggio 2010La Confederazione Italiana Archeologi esprime profonda preoccupazione per quanto contenuto nell'art. 7 comma 22 del "Decreto legge recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", in base al quale “lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti, istituti, fondazioni e altri organismi”. All'articolo è allegata la lista dei 232 Istituti ed enti di ricerca a cui la Finanziaria taglierà i fondi e, conseguentemente, le speranze di continuare ad esistere. In questa lista sono presenti molti istituti che svolgono e promuovono formazione e ricerca nell'ambito delle scienze umanistiche, in particolare nel settore archeologico.
"Non possiamo accettare tacitamente – sostiene il Presidente Giorgia Leoni – che alcuni tra i più prestigiosi istituti archeologici perdano l'insostituibile apporto che deriva loro dai finanziamenti statali e che vengano, quindi, destinati alla inattività se non addirittura alla definitiva chiusura. Nella lista figurano istituti, tra cui la Scuola Archeologica Italiana di Atene, l'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, l'Istituto di Studi Romani, l'Istituto Internazionale di Studi Liguri, l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, che con le loro ricerche hanno permesso all'Italia di svolgere un ruolo da protagonista nella conoscenza del patrimonio archeologico del nostro paese e dell'intero bacino del Mediterraneo, svolgendo spesso anche un ruolo fondamentale di veicoli diplomatici.”
“Accogliamo con favore – continua Giorgia Leoni – che il Governo abbia provveduto a ridurre la spesa pubblica, ma è necessario procedere alla selezione degli enti da tagliare in modo più accorto e razionale. Auspichiamo che il Ministro Bondi ascolti le nostre ragioni e si adoperi presso il Governo ed il Ministro dell'Economia affinché gli Istituti di ricerca di ambito archeologico possano usufruire dei contributi provenienti dall'apposito fondo che il Governo si appresta ad istituire a compensazione dei tagli effettuati.”
La Confederazione Italiana Archeologi si impegna a promuovere una campagna di sensibilizzazione di tutte le Istituzioni, associazioni, professionisti e cittadini affinché gli Istituti archeologici colpiti dai tagli possano essere salvati e continuino a svolgere le proprie attività con il sostegno deciso e convinto dello Stato.
Sabato 29 maggio Fillea Restauro organizza la mostra fotografica "I fantasmi dei cantieri" a Napoli
Contratto dell'edilizia garanzia di tutela e sicurezza degli archeologi
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
28 maggio 2010La Confederazione Italiana Archeologi aderisce pienamente all'iniziativa pubblica "I Fantasmi dei cantieri" indetta dalla Fillea CGIL Restauro di Napoli, che si svolgerà sabato 29 maggio in piazza San Domenico Maggiore.
"Non ci possono essere tutela e valorizzazione dei Beni Culturali – sostiene il Presidente Giorgia Leoni - se non sono tutelati e valorizzati i professionisti che operano in questo settore, primi fra tutti archeologi e restauratori. Ci piace l'epressione "fantasmi dei cantieri": rappresenta bene la condizione diffusa di mancanza di riconoscimento del ruolo dei professionisti dei beni Culturali. Archeologi e Restauratori sono relegati ad un ruolo marginale in un contesto che ci dovrebbe vedere protagonisti assoluti del nostro lavoro, partecipando, insieme alle istituzioni, alle attività di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano."
La Confederazione Italiana Archeologi da sempre è impegnata per l'applicazione e il rispetto del contratto nazionale dell'edilizia, unico strumento reale di tutela dei diritti e della sicurezza degli archeologi che lavorano nei cantieri.
"Se venissero applicate le norme vigenti in materia di contratti di lavoro e di sicurezza nei cantieri – continua Giorgia Leoni – faremmo un passo importantissimo per la tutela delle nostre professioni, in attesa che il Parlamento legiferi in materia e dia riconoscimento formale alla figura dell'archeologo."
La Confederazione Italiana Archeologi prosegue la propria attività di sensibilizzazione delle istituzioni, delle imprese e degli archeologi affinchè diventi patrimonio comune la convinzione che la formazione e l'informazione dei professionisti siano elementi fondamentali per la costruzione di una categoria forte e consapevole del proprio ruolo nella società.
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DELLA LIGURIA
Il Consiglio Direttivo Regionale della Confederazione Italiana Archeologi - Liguria convoca per il giorno 28 maggio 2010 nell'aula G in Via Balbi 4 a Genova alle ore 15:45 l'Assemblea dei soci e interessati.
L'incontro avrà il seguente ordine del giorno:
1) comunicazioni
2) candidature a membri del Consiglio Direttivo Regionale e votazioni (riservato ai soci)
3) aggiornamento sugli sviluppi della lettera inviata ai candidati alla Presidenza della Regione Liguria
4) varie ed eventualiColoro i quali, pur non essendo ancora soci dell'associazione, sono interessati all'incontro si potranno iscrivere dalle ore 15:30.
A seguito dell'assemblea si riuniranno anche i membri del Consiglio Direttivo Regionale.
EDIARCHE’: domenica 23 ore 17 dibattito organizzato dalla Confederazione Italiana Archeologi
Dall'editoria per l'archeologia all'editoria per gli archeologi
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
21 maggio 2010
La Confederazione Italiana Archeologi sarà presente con un proprio stand al I Salone dell’Editoria Archeologica di Roma, che si svolgerà presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini fino a domenica 23 maggio. “Siamo molto contenti – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoni – di partecipare ad EDIARCHE’ perché il Salone offrirà momenti preziosi di confronto tra archeologi provenienti da tutto il paese ed uno spazio utile agli imprenditori del settore per promuovere le proprie attività.”
La Confederazione Italiana Archeologi domenica alle ore 17 organizza un incontro pubblico dal titolo “Dall’editoria per l’archeologia all’editoria per gli archeologi”: la presentazione delle pubblicazioni curate dalla Confederazione offrirà gli spunti per discutere sulle condizioni attuali e sulle prospettive della professione archeologica in Italia.EDIARCHE’. I Salone dell’Editoria Archeologica di Roma
Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini
Piazzale Guglielmo Marconi, 14
Roma
I Salone dell’Editoria Archeologica di Roma
Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini
SOPPALCO OCEANIA
Domenica 23 Maggio 2010 dalle ore 17.00
Dall’editoria per l’archeologia all’editoria per gli archeologi.
Il contributo della Confederazione Italiana Archeologi
al dibattito sulla professione archeologica in Italia.
La Confederazione Italiana Archeologi invita i propri Soci e il Pubblico del Salone (link) a prendere parte all’incontro nel quale saranno presentate le pubblicazioni curate dall’associazione sulla formazione, le condizioni e il riconoscimento del lavoro degli archeologi in Italia.Dal 20 al 23 maggio La Confederazione Italiana Archeologi sarà comunque presente con un proprio stand a disposizione dei Soci e di quanti fossero interessati a collaborare o ad avere informazioni sulle attività e sui progetti dell’associazione. Sarà inoltre possibile tesserarsi o rinnovare la propria iscrizione.
Ricordiamo a tutti che il I Salone dell’Editroria Archeologica di Roma (link) è un evento patrocinato dalla Confederazione Italiana Archeologi.
Colosseo/L’archeologa: Crollo campanello allarme, basta rattoppi. “Evento grave,a Roma serve politica manutenzione oltre emergenza”
Roma, 12 mag. (Apcom) – Il piccolo crollo della malta sulla volta del piano terra del Colosseo, domenica scorsa, “è stato una cosa da poco, ma è l’ennesimo campanello d’allarme e conferma la necessità, come diciamo da tempo, di studiare per i monumenti antichi di Roma un piano di interventi e di manutenzione continua”. A sostenerlo, intervistata da Apcom, è l’archeologa Giorgia Leoni, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi.
All’Anfiteatro flavio, spiega, “non è crollata parte della volta, ma parte della preparazione con intonaco del rivestimento della volta. È stato per fortuna un frammento piccolo e, ovviamente, un fatto minore rispetto al crollo della Domus Aurea qualche settimana fa. Ma per fortuna non passava nessuno, le conseguenze potevano essere più gravi”.
Secondo l’archeologa il crollo rimane comunque un “evento grave”, perchè “è avvenuto a distanza di un mese da quello alla Domus Aurea. Il Colosseo è un monumento visitato da migliaia di visitatori al giorno e necessita di una manutenzione costante e continua, di interventi sulla sua sicurezza e sullo stato delle murature romane. Il Colosseo non ha problemi strutturali. Non è al livello di degrado della Domus Aurea, anche perchè negli anni sono stati fatti una serie di operazioni, ma è comunque molto antico e subisce gli effetti di smog e traffico”.
Del resto, prosegue Leoni, “anche questo piccolo crollo va inserito nel momento che sta vivendo il sistema di controllo e manutenzione dei monumenti della capitale. La Soprintendenza archeologica di Roma ha un cda, una capacità di spesa, un’autonomia di bilancio e può spendere autonomamente. Da marzo 2009 è anche commissariata per via del degrado di alcune aree e per la situazione di sofferenza causata dalle piogge del dicembre del 2008?.
“In teoria la Soprintendenza potrebbe andare in deroga alla normativa vigente sugli appalti. Per fortuna il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha riferito che questo non è successo, ma si è invece seguita la procedura ordinaria. Noi siamo assolutamente contrari al commissariamento, ma perchè allora – si domanda la Presidente della CIA– è stato allora introdotto senza che poi sia stato sfruttato?. La verità è che la Soprintendenza ha carenza di personale e molti monumenti, come il Colosseo, hanno subito tagli ai fondi per i restauri”.
Per questo, conclude Leoni, non serve e non basta “rattoppare l’emergenza” e i singoli danni, ma a Roma per il Colosseo e per tante altre aree archeologiche, anche di minore importanza, che versano nel degrado “è necessaria una politica culturale che vada oltre la contingenza: si pensi a un piano che sia a lungo termine. Non ci possono essere solo interventi di emergenza”.
L'on. Giro annuncia un piano di investimenti per il Colosseo: 23 milioni di euro da imprenditori
Trasparenza e qualità dei lavori: urge un nuovo sistema degli appalti nei Beni Culturali
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
11 maggio 2010La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con attenzione l'annuncio del Sottosegretario On. Giro di un piano di finanzianziamento per un restauro integrale del Colosseo, con il sostegno di imprenditori privati. É necessario, però, chiarire quale sarà la natura dell'intervento degli sponsor, affinchè rappresentino un reale sostegno per la conservazione e per la valorizzazione dei Beni, sotto l'alta sorveglianza dei tecnici del Ministero. Gli interventi economici privati sono una risorsa insostituibile nel settore dei Beni Culturali e confidiamo che il Ministro si farà garante affinchè tale operazione non costituisca solo un'occasione speculativa.
"Se, come ha affermato l'On. Giro, a Roma il Commissario non lavorerà in deroga alle leggi sugli appalti pubblici – si chiede il Presidente Giorgia Leoni – qual è, dunque, la necessità del Commissariamento, visto che la Soprintendenza Archeologica di Roma è autonoma e ha tecnici molto qualificati al suo interno? É urgente una revisione del sistema degli appalti nel settore dei beni culturali, che, pur snellendo le procedure, garantisca la qualità degli interventi e tuteli le professionalità che vi operano."
"Apprezziamo molto – continua il Presidente Giorgia Leoni – che il commissario arch. Cecchi abbia rivendicato il valore della manutenzione preventiva programmata, ma ci chiediamo come questo si concili con il pesantissimo taglio dei fondi che ha colpito il Ministero per i Beni e le Attività Culturali."
Vista la criticità della situazione del patrimonio archeologico italiano, la Confederazione Italiana Archeologi auspica l'avvio di una nuova fase di confronto: un grande patto per i Beni Culturali che coinvolga istituzioni, professionisti e imprenditori affinchè si individuino obiettivi condivisi e si traccino le linee politiche di gestione e valorizzazione del nostro patrimonio.
Crollo stamattina di strutture all’interno del Colosseo, per fortuna non ci sono stati feriti
Crollo al Colosseo: chiarezza sui risultati del commissariamento della Soprintendenza Archeologica di Roma
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
09 maggio 2010La Confederazione Italiana Archeologi esprime il proprio sgomento di fronte alla notizia del crollo di parte del nucleo cementizio di una volta del I ordine del Colosseo. L’incidente fortunatamente è avvenuto la mattina molto presto, non causando feriti dal momento che il monumento era ancora chiuso.
“Ancora una volta – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoni – si è sfiorata la tragedia: se il crollo fosse avvenuto a monumento aperto avrebbe potuto colpire qualcuno tra le migliaia di visitatori che, specialmente la domenica, affollano l’anfiteatro. Lo stato in cui versa il Colosseo è uno dei motivi alla base del Commissariamento della Soprintendenza Archeologica di Roma e, a distanza di oltre un anno e mezzo, evidentemente la struttura commissariale non ha individuato gli strumenti necessari a garantirne la conservazione.”
La Confederazione Italiana Archeologi rinnova la richiesta di un intervento urgente del ministro Bondi per verificare lo stato di sicurezza in cui versano i monumenti archeologici e perché faccia chiarezza circa il sistema di gestione dei fondi affidati alle strutture commissariali operanti nel settore dei Beni Archeologici, a Roma in particolare.
Chiediamo, inoltre, al Ministro un'analisi seria e trasparente affinché si verifichino i lavori svolti fino ad oggi dalle strutture commissariali operanti a Roma, riflettendo sull’effettiva opportunità di mantenerle attive.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/05/09/visualizza_new.html_1790341296.html
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_maggio_9/colosseo-cade-pezzo-1602987068079.shtml
http://temporeale.libero.it/libero/fdg/3637659.html
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/italia/2010/05/09/AM4jK5fD-restauro_frammenti_colosseo.shtml
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=29036&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=
Rendiamo noto che sabato 8 maggio 2010 dalle ore 11.00 all'Università La Sapienza di Roma si terrà la cerimonia commemorativa del prof. Renato Peroni, scomparso il 4 maggio scorso.
La Confederazione Italiana Archeologi vuole rendere omaggio al prof. Peroni tramite uno dei Suoi scritti facente parte di ExNovo - Archeologi e Società, la rivista online reaizzata all'inizio del nostro cammino associativo. L'analisi storica e lo sprone da parte Sua ad andare avanti nel nostro cammino, ricercando la coesione tra TUTTI gli archeologi, rimango ancora oggi attuali e divengono, ancor più dopo la Sua scomparsa, una motivazione profonda che deve spingere tutti noi a fare sempre di più per noi stessi e per la nostra professione.
Ancora una volta grazie per i Suoi insegnamenti!
Incontro tra la Confederazione Italiana Archeologi Liguria e il Soprintendente dei Beni Archeologici della Liguria
In seguito all’Assemblea Regionale del 25 marzo scorso, che ha costituito la Sede Regionale ligure, il 7 aprile 2010 una rappresentanza del Consiglio Direttivo Regionale ha incontrato il Soprintendente ai beni Archeologici della Liguria Dott. Gambari.
Tra i numerosi temi affrontati nell'incontro ne sono stati individuati alcuni di particolare rilievo:
• Maggiore chiarezza sulla definizione delle mansioni dell’archeologo nel contratto nazionale dell'edilizia;
• Necessità di una formazione universitaria che venga incontro alle offerte lavorative nella formazione degli archeologi professionisti;
• Importanza del riconoscimento professionale per garantire il giusto livello qualitativo e scientifico nello svolgimento della professione a fronte di un’adeguata retribuzione economica;
• Disponibilità da parte della Soprintendenza a garantire l’accesso ai magazzini e ai materiali provenienti dagli scavi, con la possibilità di collaborare al lavoro nelle aree di scavo per gli studenti di archeologia (attraverso l’organizzazione di tirocini mirati in collaborazione con l'Università e delle necessità dell’Ufficio).Il Soprintendente ha, inoltre, apprezzato la formazione della prima associazione professionale di archeologi in Liguria, ponendo una serie di domande su cui la sede ligure della Confederazione Italiana Archeologi avrà il compito di riflettere nei prossimi mesi: cosa vuol dire far parte e costruire un’associazione professionale oggi, a chi ci si rivolge, chi si vuole rappresentare e come.
La delegazione dell'associazione ha espresso al Soprintendente l'obbiettivo di creare uno spazio di discussione e di farsi promotori, come associazione di categoria degli archeologi liguri senza distinzione di ruoli, di un dialogo con le istituzioni e tra le istituzioni, che non è ulteriormente rimandabile.
Tra le proposte emerse durante il colloquio si sottolinea quella di costruire un incontro pubblico, organizzato da tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore dell'archeologia ligure, rivolto a tutti i cittadini liguri interessati all'archeologia e non solo agli "addetti ai lavori", per promuovere la necessità del riconoscimento della professione di archeologo.
Per quanto riguarda specificamente la realtà ligure, ci si è domandati quale sia la funzione e il ruolo dell’archeologia in Liguria oggi; in particolare ci si è interrogati sull’importanza e l’utilità dell’IISL, dell’ISCUM e degli altri Istituti culturali, che non possono essere dimenticati o sottovalutati ma andrebbero rivitalizzati nelle loro prerogative più marcate e negli intenti programmatici; si è inoltre sottolineata la necessità di contribuire a svecchiare la formazione universitaria mantenendo uno sguardo al futuro ma anche al presente, informando gli archeologi in formazione sulla realtà lavorativa ligure, dove a fronte di oltre 70 archeologi al lavoro forse solo la metà sono liguri.
Alla luce di questo primo proficuo scambio di idee, riteniamo che si debba innanzitutto cercare di coinvolgere gli studenti e i docenti, sensibilizzandoli sulle tematiche affrontate chiedendo loro un contributo alla formulazione di proposte e soluzioni.
Il nostro compito è di confrontarci analizzando la realtà e formulando proposte con uno sguardo nuovo, carico di aspettative e voglia di fare.
Si è spento oggi a Roma il prof. Renato Peroni, insigne studioso di Protostoria italiana ed europea
La Confederazione Italiana Archeologi esprime profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Peroni
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
04 maggio 2010La Confederazione Italiana Archeologi esprime profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Renato Peroni, insigne studioso la cui profondità di analisi e il cui meticoloso impegno nell'innovazione metodologica hanno creato un solco senza precedenti negli studi della protostoria italiana ed europea.
Vogliamo ricordare, soprattutto, la grandissima dedizione all'insegnamento e l'attenzione verso gli studenti che ha sempre difeso e tutelato, "...aderente a quella visione democratica dell'accesso alle opportunità di ricerca e di pubblicazione che ha sempre caratterizzato la sua attività di docente", come hanno scritto i suoi allievi nella prefazione degli studi a lui dedicati in occasione della fine della sua carriera accademica.E ci piace ricordare il prof. Peroni con la frase che concludeva il contributo che volle offrire alla Confederazione in occasione del lancio della rivista online Ex Novo e che ci sembra riassumere la sua insaziabile voglia di vivere l'archeologia non solo come accademico e di confrontarsi con gli studenti e gli archeologi più giovani con curiosità e generosità:
"Ma forse, almeno per ciò che personalmente mi riguarda, la realtà è di gran lunga più semplice, anche se un po' amara: più si invecchia, più le illusioni si rifiutano di morire".
Il Ministro Bondi si impegna per gli archeologi
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
31 marzo 2010La Confederazione Italiana Archeologi oggi ha ricevuto una telefonata da parte del sen. Min. Sandro Bondi che, avendo ricevuto e letto il comunicato stampa sui crolli della Domus Aurea, ha voluto personalmente manifestare il proprio interesse nei confronti delle tematiche sollevate. Il Ministro ha affermato, in particolare, di avere molto a cuore le questioni riguardanti gli archeologi e a tale proposito ha chiesto di incontrare una delegazione della Confederazione Italiana Archeologi, a cui ha inoltre chiesto la disponibilità a collaborare con il Ministero a L’Aquila.
“Siamo molto colpiti – ha dichiarato la Presidente Giorgia Leoni - dall’intervento tempestivo e personale del Ministro Bondi, che ha dimostrato grande sensibilità e disponibilità ad ascoltare le istanze degli archeologi. Auspichiamo di aprire un nuovo ciclo insieme al Ministro Bondi, avviando un rinnovato rapporto di collaborazione con il Ministero, nella speranza di trovare forme di confronto che portino a soluzioni condivise per risolverle.”
La Confederazione Italiana Archeologi dichiara inoltre la propria disponibilità a collaborare con il Ministro e con i tecnici del Mibac per il patrimonio archeologico dell’Aquila e dell’Abruzzo.
Crolli alla Domus Aurea. Il vero problema di Roma è la pioggia!
Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato stampa
30 marzo 2010
La Confederazione Italiana Archeologi esprime il proprio sgomento di fronte al gravissimo crollo che ha colpito le strutture della Domus Aurea, dal 2005 oggetto di un'ordinanza che ne affida il restauro e la messa in sicurezza al Commissario Straordinario ing Marchetti.Ancora una volta i fatti dimostrano la scarsa utilità delle strutture commissariali, che, malgrado la concessione di deroghe rispetto a tutte le norme vigenti in materia di lavori pubblici, non riescono a raggiungere i risultati e gli obiettivi che il Governo affida loro. La semplificazione burocratica avrebbe lo scopo di velocizzare gli interventi da realizzare sui monumenti, ottimizzando risorse e professionalità: alla Domus Aurea ben 5 anni di commissariamento, studi di grandi professionisti e finanziamenti ad hoc hanno portato alle immagini che abbiamo visto oggi.
"Il crollo delle strutture della Domus Aurea - ha dichiarato la Presidente Giorgia Leoni - è un fatto gravissimo, che avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria tragedia, dal momento che gli ambienti colpiti sono luoghi in cui lavorano gli archeologi che studiano i materiali del cantiere e in cui svolgono le esercitazioni didattiche gli studenti della Sapienza. Ancora una volta - continua Giorgia Leoni - gli archeologi hanno rischiato la vita svolgendo il proprio lavoro, operando in mancanza delle norme minime di sicurezza. E, ancor più grave, nessun rappresentante delle istituzioni e del Governo ha ritenuto necessario spendere due parole per chiedere scusa a questi professionisti e per impegnarsi affinché siano garantite le condizioni di sicurezza anche per gli archeologi collaboratori esterni."Risultano allarmanti alcune dichiarazioni del Commissario ing. Marchetti, che, denunciando l'assoluta gravità della situazione della Domus Aurea, ha affermato che "Al crollo di oggi potrebbero seguirne altri anche nell'immediato", e ancora che "...bisogna dare il via ai lavori di consolidamento... per mettere in sicurezza subito quel tratto. Ma se non arriva un finanziamento complessivo si rischia di mettere una toppa da una parte e vedersi aprire una falla dall'altra''. Queste gravi affermazioni impongono una riflessione seria sulle strategie politiche adottate in materia di Beni Culturali nel nostro paese, rilanciando la necessità di un impegno concreto da parte del Governo per uscire dalla logica emergenziale e ripristinare la cultura della tutela e della conservazione ordinarie, che rappresentano la funzione primaria del MiBAC.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento immediato del Ministro on. Bondi per avere i necessari chiarimenti circa il sistema di gestione dei fondi affidati alle strutture commissariali operanti nel settore dei Beni Archeologici, in particolare a Roma. Chiediamo, inoltre al Ministro un'analisi seria, attenta, trasparente e priva di qualunque incidenza ideologica, affinché si verifichino i risultati ottenuti e i lavori svolti fino ad oggi dalle strutture commissariali operanti nel settore archeologico, riflettendo sulla effettiva opportunità di mantenerle attive. Le aree archeologiche di Roma e Ostia sono state commissariate per i danni causati dal maltempo, la Domus Aurea crolla a causa delle infiltrazioni: non ci eravamo resi conto di vivere nella terra dei monsoni! ...è proprio vero che il problema di Roma è la pioggia!
In occasione delle elezioni Regionali, la Confederazione Italiana Archeologi ha scritto e presentato ai Candidati Presidente di alcune Regioni una lettera di proposte mirate al miglioramento di alcuni aspetti della nostra vita lavorativa riguardanti ambiti di pertinenza delle Regioni.
Trovate i testi delle lettere, in formato pdf, all'interno della sezione DOCUMENTI del nostro portale.
Chiunque volesse commentare i contenuti o proporre nuove iniziative potrà collaborare con noi scrivendo una mail a info@archeologi-italiani.it indicando come oggetto PROPOSTE ELEZIONI REGIONALI e la propria regione di appartenenza.
RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI IN LIGURIA
Si è tenuta il 25 marzo u.s., nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova, un’assemblea della Confederazione Italiana Archeologi alla presenza di studenti e professionisti del settore che operano nel territorio ligure.
Come rappresentanti del Consiglio Direttivo Nazionale della Confederazione Italiana Archeologi sono intervenuti Valentina Di Stefano e Claudio Cavazzuti, che hanno presentato le ultime iniziative dell’associazione, i progetti futuri e hanno raccolto le istanze dei presenti, cercando di costruire un quadro organico della situazione degli archeologi e degli studenti liguri.E’ stato costituito un Direttivo Regionale, di cui fanno parte: Dario La Russa, Carlo Pampararo, Alessia Privitera, Irene Maniscalco, Elisa Arrigoni, Francesco Bertazzo, Luisa Cascarini.
Dal dibattito è emersa la necessità di costituire un tavolo di confronto fra la Confederazione, la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria, i docenti di archeologia dell’Università di Genova, e liberi professionisti e cooperative e società che operano nel settore allo scopo di cercare sinergie e definire accordi che facilitino la formazione e l’inserimento dell’archeologo nel mercato del lavoro.
Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato ed in particolare a Francesco Bertazzo che ha promosso e organizzato l’assemblea.
Claudio Cavazzuti
Coordinatore Nord Confederazione Italiana Archeologi
ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI IN LIGURIA
La Confederazione Italiana Archeologi invita tutti i soci, gli studenti, professori, professionisti, e interessati a partecipare e a diffondere la notizia dell'assemblea regionale che si terrà Giovedì 25 marzo 2010 a Genova dalle ore 15 presso l'Aula Balbi della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Il programma prevede un'introduzione su cos'è la Confederazione Italiana Archeologi e quali sono le sue missioni statutarie; un riepilogo delle iniziative intraprese negli ultimi anni e quelle future.
Durante l'incontro sarà possibile effettuare e rinnovare la propria iscrizione annuale all'associazione. Il costo del primo tesseramento per i soci ordinari è di 30 €, mentre per il rinnovo è di 20 €. I soci studenti contribuiscono alle spese dell'associazione versando una quota di 10 €.Per maggiori informazioni contattare Francesco Bertazzo al 347.8188394
E' NATA LA SEDE REGIONALE DEL TRENTINO ALTO ADIGE DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI
Il 19 febbraio 2010 si e' svolto il primo incontro della Confederazione Italiana Archeologi in Trentino Alto Adige. Dopo le vicende di cui abbiamo reso conto in precedenza sulla questione del contratto dell'edilizia, si e' creata una produttiva sinergia tra gli archeologi trentini e i membri del Consiglio Direttivo Nazionale, che ha portato ad intensificare i rapporti al fine di ricomporre e riunire gli archeologi, proponendo, come strumento operativo, la costituzione di una sede regionale dell'associazione.
Tale proposta ha incontrato il favore dei colleghi del Trentino Alto Adige, che hanno organizzato un incontro, durante il quale si e' discusso delle realta' territoriale trentina, proprio nella prospettiva della costituzione di una sede locale. In rappresentanza del Consiglio Direttivo Nazionale era presente Augusto Palombini, che, su richiesta dei presenti, ha assunto ad interim, il ruolo di coordinatore della neonata Sede del Trentino Alto Adige della Confederazione Italiana Archeologi, in attesa della formale costituzione di un organigramma territoriale, che riunisca tutte le realta' che operano nel territorio.
A tal proposito e' previsto un nuovo incontro a breve nel quale verranno presentate le prime proposte della Sede Regionale, verrà ampliata la base degli iscritti e eletto il nuovo Consiglio Direttivo Regionale del Trentino Alto Adige.
PROFESSIONE ARCHEOLOGO: DALLA FORMAZIONE UNIVERSITARIA ALL’ATTIVITA’ LAVORATIVA
la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e la Confederazione Italiana Archeologi si fanno promotrici di un secondo incontro che si terrà nell'Aula Sabatino Moscati della Facoltà di Lettere lunedì 1 marzo 2010, dalle ore 9,30 alle 18,30, tra docenti di discipline archeologiche, rappresentanti delle Istituzioni preposte alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico, aziende private e liberi professionisti, nel corso del quale verranno analizzati i problemi inerenti i vari aspetti della carriera lavorativa dell’archeologo.
LEGGI TUTTO E SCARICA IL PROGRAMMA DEFINITIVO DEL CONVEGNO >>
ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI IN TRENTINO ALTO ADIGE
La Confederazione Italiana Archeologi invita tutti ghli interessati a partecipare all'assemblea che si terrà Venerdì 19 febbraio 2010 a Rovereto (TN).
Durante l'assemblea verrà presentata l'associazione, le sue iniziative passate e i progetti futuri.
Durante l'incontro sarà possibile effettuare e rinnovare la propria iscrizione annuale all'associazione. Il costo del primo tesseramento per i soci ordinari è di 30 €, mentre per il rinnovo è di 20 €. I soci studenti contribuiscono alle spese dell'associazione versando una quota di 10 €.
L'appuntamento per l'incontro è fissato per le ore 19.00 in piazza Rosmini. Per maggiori informazioni potete contattare Simone Cavalieri 349.5123935
“La Soprintendenza non sa spendere, il patrimonio soffre e gli archeologi restano senza lavoro!”
Associazione Nazionale Archeologi – Confederazione Italiana Archeologi
Comunicato Stampa
10 febbraio 2010Il 9 febbraio u.s. si è tenuto il Consiglio di Amministrazione della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, al quale ha partecipato straordinariamente il Direttore Generale De Caro e hanno assistito, oltre ad alcuni funzionari tecnici della stessa soprintendenza, i collaboratori esterni e rappresentanti delle associazioni professionali di categoria, la Confederazione Italiana Archeologi e dell’Associazione Nazionale Archeologi.
La presenza degli archeologi e delle Associazioni professionali era legata alle precedenti richieste di chiarimenti inviate al Soprintendente Bottini in merito a preventivi che non hanno mai ricevuto risposta, a proposte di incarico che non hanno mai avuto seguito, a contratti firmati, mai repertoriati di cui non si ha più notizia, nonché perizie non approvate. E’ grazie a questi contratti e al lavoro degli archeologi collaboratori esterni che la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, come tutte le altre del territorio nazionale afflitta da gravi carenze di personale, ormai da decenni riesce ad assolvere ai propri compiti istituzionali, sia di tutela che di valorizzazione.
Il Bilancio 2009 della SSBAR, pubblicato sul sito della soprintendenza, destinava più di 350.000 euro sul capitolo della Catalogazione, più di 100.000 per il Sistema Informativo Territoriale Archeologico, oltre 300.000 euro per l’assistenza archeologica per lo scavo ed il restauro del Foro della Pace, opera strategica perché funzionale all’avvio dei lavori della metropolitana.
Scorrendo l’elenco dei contratti e dei lavori finanziati nel 2009, quasi tutti relativi a consulenze legali e per la sicurezza, verrebbe da chiedersi: dov’è l’archeologia?
I conti sembrano proprio non tornare!
A leggere queste cifre sembrerebbe quasi che la Soprintendenza Archeologica di Roma abbia dimenticato il proprio nome, la propria storia e, soprattutto, la propria mission, nella quale rientrano l’inventariazione e la catalogazione dei materiali archeologici, atti fondamentali per la conoscenza e la tutela del patrimonio.
In un momento di profonda crisi economica, è gravissimo che la Soprintendenza, pur avendole a disposizione ed avendole deliberate per specifici lavori, non abbia poi speso cifre così importanti rinunciando a produrre quanto avrebbe dovuto. A questo si aggiunge il danno erariale legato al fatto che i materiali archeologici schedati vengono anche valutati economicamente e tale valore monetario arricchisce il patrimonio dello Stato.E’ inaccettabile che a pagarne le spese sia l’anello più debole della catena: gli archeologi collaboratori esterni.
Come se non bastassero le enormi difficoltà che quotidianamente affrontano per svolgere il proprio lavoro, a pagare l’incapacità dell’Amministrazione, evidentemente non in grado di misurarsi con le nuove norme che impongono verifiche puntuali e controlli più attenti sulla trasparenza e sulla legittimità degli incarichi affidati.
Tale incapacità stupisce tanto più se si considera che uno dei motivi addotti per il commissariamento della Soprintendenza, alla fine del 2008, fu proprio la necessità di snellire le procedure. Non spendere centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici per un anno significa non capire quale impatto economico abbia il blocco di interventi e di lavori in archeologia, considerando che i finanziamenti pubblici in questa fase di crisi rappresentano un contributo essenziale alla sopravvivenza stessa di società e professionisti.
Oggi le strutture della pubblica amministrazione sono giudicate soprattutto in base alla loro capacità di spesa, è quindi necessario che il Ministero intervenga urgentemente per verificare le procedure adottate e per individuare le responsabilità che hanno condotto a questa situazione, con tutte le necessarie conseguenze.
La Confederazione Italiana Archeologi ha richiesto al Soprintendente di Roma, dott. Angelo Bottini, un incontro urgente per chiarire eventuali anomalie nella gestione di contratti e di incarichi che la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma non avrebbe onorato nei confronti di molti colleghi archeologi collaboratori esterni.
La Confederazione Italiana Archeologi ha ricevuto, nel corso degli ultimi giorni, numerose segnalazioni di colleghi archeologi circa anomalie nella gestione dei contratti da parte della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Tali anomalie riguardano: proposte di contratti e preventivi che da mesi attendono di avere riscontro da parte dell'Amministrazione; contratti già firmati che dopo mesi dalla consegna dei lavori risultano non ancora onorati.
Come è noto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze Archeologiche, in particolare, soffrono di gravi carenze di personale e, per assolvere ai propri compiti istituzionali, si avvalgono, ormai da decenni, di centinaia di professionisti archeologi che prestano la propria opera come collaboratori esterni.
"Sono gli archeologi - afferma il Presidente Giorgia Leoni - che, da anni, operano nei cantieri, nei magazzini, nei musei e nelle aree archeologiche delle nostre soprintendenze, mettendo la propria professionalità al servizio dello Stato e partecipando al processo di conoscenza, tutela e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. Sono i professionisti che quotidianamente affrontano le mille difficoltà legate alla gestione di un mestiere che fatica a diventare professione."
"Sono gli archeologi collaboratori esterni - continua il Presidente Giorgia Leoni - che permettono ogni giorno alle soprintendenze archeologiche di assolvere a quei doveri fondamentali che la Costituzione assegna loro e a cui non sarebbero mai in grado di fare fronte esclusivamente con i propri organici interni."
In un più ampio processo di modernizzazione e razionalizzazione delle spese della Pubblica Amministrazione, anche le soprintendenze si stanno confrontando con nuove norme che impongono verifiche puntuali e controlli più attenti sulla trasparenza e la legittimità degli incarichi affidati.
Proprio grazie al processo di trasparenza, sul sito internet della SSBAR è possibile leggere i Programmi di Interventi previsti nel Bilancio 2009, in cui importanti somme sono assegnate proprio a quei servizi che la Soprintendenza affida agli archeologi collaboratori esterni al fine di raggiungere gli scopi istituzionali dell'Amministrazione. E' importante che la SSBAR trovi in tempi brevi gli strumenti normativi per risolvere questa situazione, aggravata dal momento di profonda crisi economica che affligge tutto il paese, in cui le strutture della pubblica amministrazione sono giudicate soprattutto in base alla loro capacità di spesa.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede, dunque, un intervento urgente del Soprintendente Angelo Bottini al fine di verificare la situazione dei contratti degli archeologi collaboratori esterni e di risolvere eventuali anomalie e problemi nella gestione degli incarichi loro affidati.
APPELLO AL GOVERNO E AI GRUPPI PARLAMENTARI
Come riformare le Partite Iva e il lavoro professionalePremessa:
Negli ultimi anni in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea è aumentato considerevolmente il numero dei lavoratori autonomi e dei professionisti e, all’interno di questo ambito, sono cresciute a dismisura le prestazioni d’opera individuali con fenomeni preoccupanti di abuso.
Le partite Iva in Italia, secondo il Censis, sfiorano i 6 milioni di unità mentre i professionisti, che per oltre il 60% lavorano come dipendenti, sono suddivisi tra il 2.006.015 iscritti agli ordini e gli oltre 3 milioni che esercitano attività professionali non regolamentate. Sono giovani avvocati o praticanti, giovani architetti, informatici, consulenti, pubblicitari, ricercatori, designer, amministratori di condominio, ma anche consulenti aziendali, formatori, traduttori, guide turistiche, grafici, interpreti, bibliotecari, enologi, agenti e rappresentanti, tributaristi, archeologi, redattori editoriali, restauratori, fumettisti...
La crescita delle partite Iva individuali, che in Italia assume dimensioni più rilevanti degli altri paesi europei, risponde a diverse logiche: all’avvento della società della conoscenza, a nuove richieste del mercato, all’evoluzione tecnologica, alle esigenze di specializzazione, alle dimensioni ridotte delle nostre imprese che richiedono all’esterno competenze tecniche e professionali.
Fattori che determinano sia condizioni imposte per lavorare, sia opzioni individuali come forma di auto impiego in assenza di altre possibilità, sia scelte professionali ponderate e conseguenti al percorso formativo ma esercitate in condizioni difficili sia dal punto di vista delle regole di mercato, sia per i redditi bassi, sia per l’assenza di tutele sociali.
Nel contempo, soprattutto nell’ambito della Gestione Separata, si è sviluppata una crescita di queste forme di lavoro sempre più dovuta anche alla scelta delle imprese di sostituire così il lavoro dipendente, sfruttando i costi più bassi, la mancanza di tutele e l’assenza di vincoli che le normative vigenti rendono possibile.
La crisi e la mancata riforma degli ammortizzatori sociali evidenzia l’inadeguatezza delle tutele del lavoro intellettuale moderno che, paradossalmente, convive con le forme arcaiche con le quali si è disciplinato il mondo delle professionisti fino ad ora. Tutto ciò mette in luce la necessità sia di nuove norme legislative sia di dare regolazione contrattuale a tutte le figure di ogni settore.Bisogna cogliere l’occasione per affrontare in modo organico sia le necessità di ammodernamento del sistema, sia le necessità di tutela dei professionisti dipendenti e non.
Ecco alcune proposte:
1) Ammodernamento dell’impianto delle professioni, introducendo un sistema duale ordini/associazioni che riporti gli ordini all’azione di controllo e tutela dei cittadini e lasciando alle associazioni di settore il compito della rappresentanza misurata con criteri che ne garantiscano l’effettiva rilevanza prevedendo un sistema di certificazione pubblica delle competenze per le professioni in campo sanitario e ad alto interesse pubblico come nel settore dei Beni Culturali.
Una riforma, inoltre, che dia riconoscimento professionale e adeguate misure di concorrenza e di garanzia verso i cittadini sul piano della qualità delle competenze possedute e agite dai singoli professionisti.
Vanno adottate forme trasparenti di inserimento dei giovani nel mondo professionistico a partire dall’abilitazione conseguita durante il percorso di studi, ma anche regolamentando contrattualmente il rapporto di praticantato e tirocinio.
2) Qualsiasi processo di riforma deve porsi un duplice obbiettivo. Evitare che si acuisca l'uso improprio dell'autonomia, sostitutivo di lavoro dipendente, superando l'attuale dumping attraverso la parificazione dei costi, a partire dall’aggancio ai compensi minimi dei CCNL di riferimento per i lavoratori dipendenti con analoga professionalità, come già previsto dall’art. 1, comma 772, della legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007).
Nel contempo occorre considerare il fenomeno del lavoro autonomo, vero nelle modalità professionali ma, con tratti più o meno vistosi di “debolezza contrattuale” e con esigenze di tutela specifica. In Italia, così come già fatto nel resto d’Europa, non è più rimandabile l’approvazione di nuove regole, sull’esempio dello statuto del lavoro autonomo della Spagna, riconoscendo al lavoro autonomo e professionale, che abbia il 70% del suo fatturato con un unico committente o che abbia caratteristiche rientranti tra i contribuenti minimi (non avere mezzi organizzati, non avere dipendenti o collaboratori, ecc.), adeguati diritti di sicurezza sociale in relazione a malattia, infortunio, gravidanza, disoccupazione. Sono eventi che colpiscono le persone e devono essere fronteggiati socialmente a prescindere dal carattere autonomo o subordinato del rapporto di lavoro.
3) Sul fisco non è sufficiente quanto oggi previsto dalla legge per i contribuenti minimi n. 244/07, art. 1, commi da 96 a 117. Pertanto, individuata la platea di lavoro professionale ed intellettuale da tutelare che sia priva di caratteristiche d’impresa, va esclusa dal pagamento dell’IRAP come già indicato dalla UE e dalla Corte di Cassazione Italiana.
4) Sull’esempio già sperimentato in numerosi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, si valuti la possibilità di prevedere con la contrattazione collettiva nazionale, anche attraverso una legislazione di sostegno, la discussione di temi come l’adeguamento contrattuale rispetto al lavoro professionale subordinato sia sul versante retributivo che di quello dei riconoscimenti professionali e della formazione e che, fermo restando la lotta ad un utilizzo delle forme di lavoro professionale non genuine anche con percorsi utili a definire eventuali modalità di transito fra autonomia e dipendenza, per chi adotta modalità di vero lavoro autonomo indichino:
- obbligo e contenuti del contratto scritto per tutti;
- compensi specifici adeguati alle singole professioni il cui costo complessivo non sia inferiore a quello dei lavoratori dipendenti di pari professionalità;
- la definizione di tempi certi di pagamento e di penali in caso di abuso;
- specifiche modalità di gestione del lavoro e di utilizzo dei tempi e degli strumenti aziendali;
- formazione continua e certificazione delle competenze acquisite sul lavoro;
- riconoscimenti professionali legati al raggiungimento di precisi obbiettivi.
5) L’assenza di redditi equi su questa fascia di lavoratori, assieme all’assenza di politiche di sostegno, non consente prospettive previdenziali dignitose scaricando sui singoli il peso dei costi previdenziali e la debolezza o l’assenza delle protezioni sociali. In questo ambito occorrerà anche aprire una seria riflessione sulla riforma delle casse previdenziali dei professionisti e, in generale, sulla riforma della previdenza del lavoro autonomo e professionale per non lasciare i giovani con un futuro previdenziale non dignitoso. Inoltre non è più rinviabile una rivisitazione dei coefficienti previdenziali, così come indicato nel protocollo sul welfare del 2007, e una completa totalizzazione dei contributi versati nelle diverse gestioni anche eliminando il requisito minimo dei tre anni di contribuzione.
In ragione della crisi economica e di tutti gli aspetti di criticità presenti nel sistema professionale pensiamo si possano prendere in considerazione, per le fasce più deboli iscritte alla gestione separata INPS, una dilazione dei pagamenti dei contributi dovuti confermando, tuttavia, l’accredito del montante contributivo dovuto tempo per tempo. Inoltre riteniamo che prima di considerare altri aumenti dei contributi previdenziali nella gestione separata INPS, ulteriori a quelli definiti dal protocollo del 2007, vadano affrontati i problemi di riforma generale delle professioni e gli aspetti di debolezza e asimmetria fra le varie casse previdenziali.
Al fine di impedire l’improprio travaso dalle collaborazioni alle partite iva e, nel contempo, di alleggerire un costo che grava per l’intero sui lavoratori con P. Iva iscritti alla gestione separata, proponiamo per gli stessi l’obbligatorietà della rivalsa previdenziale e l’innalzamento graduale della stessa ad un livello di contribuzione in linea con la ripartizione del costo contributivo che grava sui lavoratori parasubordinati, anch’essi iscritti alla gestione separata Inps, privi di altra copertura previdenziale e non pensionati.
6) L’emergenza dell’attuale crisi economica impone una riflessione su forme straordinarie di sostegno al reddito anche per i circa 300 mila professionisti e gli oltre 400 mila parasubordinati che stanno perdendo anche parzialmente il lavoro. E’ però indispensabile cogliere l’occasione per progettare un sistema universale e moderno di protezione sociale e di valorizzazione di tutto il lavoro pensando a strumenti di tutela, a cui contribuiscano anche i professionisti, finalizzati al perseguimento di politiche attive per il lavoro, il sostegno al reddito e all’occupazione, la formazione continua. E’ possibile uno sforzo comune di imprese, sistema delle professioni, sindacato e governo per fronteggiare gli effetti della crisi anche per questi lavoratori e progettare un nuovo sistema di regole nel lavoro e di protezione sociale più inclusivo e più moderno.Dip. Politiche Economiche CGIL; COLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali - 214 associazioni aderenti); Associazione Nazionale Giovani Architetti; Associazione 6°Piano (Avvocati Praticanti), ANA (Associazione Nazionale Archeologi); Agenquadri; Federconsumatori; IACS (Italian Association of Conservation Scientists); CIA (Confederazione Italiana Archeologi); Re.re.pre (Rete Redattori Precari); Gruppo Best Before; Ass. Koinè (Laureati e laureandi Un. Sapienza); H2, soluzioni per il mondo che verrà(Associazione Giovani Professionisti); GD Federazione di Roma; SILF (Sindacato Italiano Lavoratori del Fumetto); SAI (Sindacato Attori Italiano); SIAM (Sindacato Italiano Artisti della Musica); SNS (Sindacato Nazionale Scrittori); Federazione Nazionale Giovani Democratici; ANGPI (Associazione Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti Italiani); Gruppo Pubblicisti Unitari di Stampa Romana; GUS Nazionale; Anonima Fumetti (associazione di professionisti del fumetto); Studenti Democratici di Roma (Sapienza, Roma3, Tor Vergata, Luiss); AIB (Associazione Italiana Biblioteche) ANITI (Associazione Nazionale Italiana Traduttori e Interpreti); AIAS (Associazione italiana fra gli addetti alla sicurezza); ANIASPER (associazione nazionale fra ingegneri, archeologi e architetti specialisti per il restauro dei monumenti).
La Confederazione Italiana Archeologi patrocinerà con entusiasmo e partecipazione il I Salone dell’editoria archeologica che si terrà a Roma dal 20 al 23 maggio 2010 nei saloni del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”. Nel corso del tempo effettueremo aggiornamenti circa la nostra partecipazione.
Il progetto I Salone dell’editoria archeologica, promosso dalla Ediarché Srl, consiste nella realizzazione di una fiera espositiva e manifestazione culturale avente come protagonista principale il libro di archeologia intorno al quale è prevista l’organizzazione di una serie di eventi legati all’editoria e all’archeologia. Centro della manifestazione è l’esposizione-vendita di libri di archeologia, storia e storia dell’arte antica, all’interno di stand espositivi nell’ambito della sede prescelta, il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”. La prestigiosa istituzione pubblica è al servizio della società multiculturale e del suo sviluppo civile, impegnata nella ricerca, nella salvaguardia e nella promozione della comunicazione - a fini conoscitivi, educativi e ricreativi - del patrimonio materiale e immateriale d'interesse paletnologico ed etnoantropologico.
Un ricco programma di eventi collaterali di elevato valore culturale accompagna l’esposizione-vendita.
Nel presente progetto, il I Salone dell’editoria archeologica si fa luogo di incontro e scambio culturale tra case editrici specializzate e operatori del settore, Istituzioni, Enti Pubblici, Musei, Università, Centri di ricerca, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali, fino a coinvolgere gli appassionati e i curiosi dell’antichità.
Gli stand delle case editrici, nel percorso espositivo organizzato, usufruiscono di un suggestivo scenario creato dall’esposizione di reperti archeologici o immagini fotografiche messe a disposizione da musei o case d’arte; in aggiunta si inserisce, nel contesto museale e dunque espositivo prescelto, anche l’esposizione del materiale archeologico recuperato dal Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico del Nucleo Polizia Tributaria di Roma della Guardia di Finanza (di cui è già stata resa esplicita la disponibilità) e dal Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale; infine, il percorso prevede anche un’area espositiva dedicata all’archeologia marittima e a tecnologie multimediali legate ai Beni Culturali.Contestualmente al Salone dell’Editoria archeologica, la Ediarché Srl, di recente costituita con il fine di far fronte all’organizzazione del Salone, si fa promotrice di convegni scientifici e tavole rotonde a cura del comitato scientifico interno, come da programma.
2010: PARTE LA NUOVA CAMPAGNA DI TESSERAMENTO DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI
12 gennaio 2010Come ogni anno la Confederazione Italiana Archeologi rinnova la sua campagna iscrizioni
Da cinque anni ormai, l'associazione cura l'interesse di tutti gli archeologi, siano essi interni al Ministero o con Partita Iva, facciano parte di società archeologiche o cooperative di archeologi o siano nei quadri universitari come docenti o ricercatori, non dimenticando di curarsi degli interessi anche degli studenti universitari: gli archeologi di domani.
Isciversi alla Confederazione Italiana Archeologi è importante perchè permette a tutti gli archeologi di tutelare meglio i nostri interessi cercando, attreaverso la partecipazione e lo scambio di idee, di tracciare la strada da seguire. Da sempre abbiamo evitato di usare termini appariscenti dando la preferenza alla praticità delle nostre azioni.
Il nostro interessamento sulla questione delle guide turistiche, i problemi relativi ai commissariamenti delle Soprintendenze di Roma e di Ostia, il monitoraggio della situazione contrattuale e lavorativa degli archeologi, il confronto con centinaia di colleghi in tutta Italia sono solo alcuni dei nostri interventi, che da cinque anni hanno riacceso il dibattito sulla nostra professione: L'ARCHEOLOGIA!Per iscriverti basta scaricare il modulo che trovi qui e seguire le istruzioni.
Richiedici il modulo per includere la tua ditta, società o impresa archeologica nell'elenco dei soggetti abilitati alle Verifiche di Impatto Archeologico -VIARC- presso il MiBAC all'indirizzo email info@archeologi-italiani.it inserendo come oggetto:
RICHIESTA MODULO VIARC
inviare il modulo con raccomandata A/R
RESOCONTO DELLA TAVOLA ROTONDA
Professione: archeologo. L'archeologia in cantiere dietro l'archeologia parlataIl 18 settembre si è svolta a Riva del Garda (TN) un'iniziativa promossa dalla Confederazione Italiana Archeologi e dall'Associazione Nazionale Archeologi dal titolo “Professione: archeologo. L'archeologia in cantiere dietro l'archeologia parlata".
Partita come una tavola rotonda tra gli operatori del settore, i sindacati e le Associazioni Professionali di categoria, l'assemblea si è, però, presto trasformata in un dibattito sul contratto nazionale da applicare agli archeologi.
Particolare attenzione è stata prestata su ciò che riguarda la vertenza sindacale promossa da un gruppo di ex lavoratori e la società archeologica che li impiegava.
L’appuntamento è stato il primo faccia a faccia pubblico tra i vecchi lavoratori di Cora Ricerche Archeologiche snc e gli attuali dipendenti dopo l’avvio della vertenza. Il clima della discussione ne ha risentito parecchio e spesso, si è giunti a situazioni di stallo e di non-dialogo, come purtroppo c'era da aspettarsi.
Come nota positiva va segnalata la proposta della Fillea CGIL (in rappresentanza anche di UIL e CISL), che ha difeso l'applicazione e ha suggerito la modifica, in sede provinciale, di alcuni elementi del CCNL dell’Edilizia per migliorare la sua aderenza alla professione dell'archeologo da cantiere.
La domanda più posta all’interno della discussione è stata senz’altro se fosse o meno giusto applicare il CCNL dell’Edilizia, o se fosse più logico applicare quello degli Studi Professionali. La Confederazione Italiana Archeologi, da sempre, ha speso parole ed energie a favore del primo.
Ma perché il contratto dell'edilizia?
Sicuramente perché al suo interno sono inserite diverse categorie di lavoratori che operano nei cantieri e che, dicendolo senza parafrasi, garantiscono una forza elettorale che, se compatta, non può non essere ascoltata. Inoltre CCNL dell’Edilizia prevede ammortizzatori imprescindibili per lavoratori che potrebbero dover “resistere” 40 anni in cantiere, è sottoposto alle condizioni specificate nel testo unico sulla sicurezza sul lavoro (legge 81/2008, titolo IV) e definisce fasce retributive perlomeno dignitose.
Da parte nostra, vista la situazione complessa che si è venuta a creare nella Provincia Autonoma di Trento, abbiamo proposto l'applicazione della nuova legge sugli appalti anche in questa area, con la creazione di elenchi di professionisti di fiducia della Soprintendenza redatti con criteri di trasparenza e rotazione nell'affidamento degli incarichi diretti, che aiutino a far ripartire il mercato del lavoro in Provincia e a reinserire tutti i soggetti attualmente coinvolti nella vertenza.
Inoltre abbiamo chiamato all'appello l'Ente Provinciale stesso, il cui Assessorato è il diretto riferimento politico della Soprintendenza, ad occuparsi della questione della tutela della nostra professione a partire proprio dall'applicazione del contratto.Pubblichiamo di seguito la lettera di Cora snc inviataci come risposta ad ArcheoNews Anno VI - Numero LXVIII, pag. 7
Cogliamo l’occasione offertaci dall’articolo apparso sull’ultimo numero di ArcheoNews dal titolo “In Trentino apriamo spazio al dialogo e al confronto” per intervenire in merito alle questioni poste con l’avvio di vertenze sindacali nei nostri confronti ad opera di alcuni ex dipendenti.
L’articolo, firmato “Un gruppo di operatori archeologici”, esordisce con l’apodittica affermazione della necessità di applicazione integrale del contratto edile in ambito archeologico. Senza entrare nel dettaglio, è necessario innanzitutto ricordare che in Italia non esiste a tutt’oggi un contratto nazionale di lavoro per gli operatori archeologici: è per questo che il panorama generale è caratterizzato da una estrema eterogeneità di forme contrattuali. Tale situazione si riversa, in modo assai negativo, sulle condizioni concrete di chi opera nel settore, con ampio ricorso a forme di lavoro parasubordinato e precario.
Il CCNL degli Edili prevede sì la figura professionale dell’operatore archeologico, ma nel quadro delle ditte edili che si occupano anche di archeologia. Va inoltre sottolineato che per il principio della libertà sindacale nessuna norma impone oggi ad un datore di lavoro di applicare il contratto di una determinata categoria professionale e che, inoltre, il CCNL degli Edili non è stato siglato da alcuna associazione della categoria archeologica.
Per quanto riguarda le supposte tutele del contratto edile in materia di sicurezza e cassa integrazione, ricordiamo che la Cora s.n.c., con il contratto degli Studi Professionali Tecnici, inquadra i propri collaboratori – tutti assunti - con copertura dei rischi parificata a quella dell’edilizia e che l’istituto della cassa integrazione invernale non sarebbe applicabile praticamente in quanto i nostri lavori si concludono prima della stagione fredda. Per quanto riguarda le giornate di pioggia, ben oltre l’aleatoria indennità prevista dal contratto edile, abbiamo sempre garantito la continuità lavorativa in aree coperte o nei nostri laboratori e uffici attrezzati; compatibilmente con gli incarichi attivati e con l’andamento generale del mercato questo è stato per noi, in Trentino, un modo concreto di arginare il precariato, con l’impiego, anche durante il periodo invernale, di un consolidato gruppo di lavoro.
Le vertenze avviate nei nostri confronti in maniera occulta e demagogica, dimostrano la completa ignoranza della realtà lavorativa e normativa a livello provinciale. La Provincia Autonoma di Trento, infatti, si è dotata di una serie di strumenti legislativi che regolamentano e tutelano la specificità del comparto archeologico nell'ambito dei lavori pubblici. L’art. 93 comma 2 della L.P. 10/2008 recita: “I lavori previsti dall’art. 58.13 (ovvero sui beni culturali) sono affidati separatamente dai lavori afferenti ad altre categorie di opere generali e speciali, ...” Nel Parere di competenza di data 15 settembre 2008 la Soprintendenza per i Beni Archeologici della P.A.T. conclude che “L’adesione al CCNL degli Edili per le imprese che effettuano esclusivamente attività specializzata di ricerca archeologica appare pertanto del tutto ingiustificata e potrebbe risultare estremamente dequalificante a livello professionale per tutti coloro che operano nell’ambito della ricerca archeologica.”
L’articolo apparso su ArcheoNews si conclude con l’avvilente e incredibile richiesta di “regolamentazione nell’affidamento degli incarichi pubblici che permetta un’equa distribuzione dei lavori alle varie ditte...” Questa logica spartitoria finge di dimenticare che tale regolamentazione esiste ed è molto rigida per quanto riguarda il possesso dei requisiti di partecipazione e in particolare di qualificazione, sia in ambito nazionale (cfr. DPR 34/2000 e ss.mm.; determinazione dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture di data 8 ottobre 2008) che provinciale, basandosi sugli ovvi criteri del Curriculum della ditta, della qualità professionale e dell’offerta economica; in Provincia di Trento oltre all'applicazione della normativa nazionale, l’art. 93 comma 3 della già citata L.P. 10/2008 ribadisce che “L’amministrazione aggiudicatrice, in sede di bando di gara o invito a presentare l’offerta, deve richiedere espressamente il possesso di tutti i requisiti di qualificazione stabiliti dalla presente legge e necessari per l’esecuzione dell’intervento da parte dei soggetti affidatari dei lavori ai sensi del comma 1.”
Molto resta da fare in ambito nazionale per un giusto riconoscimento di chi opera in ambito archeologico e su questo terreno, con franchezza e onestà intellettuale, la Cora snc è disposta a confrontarsi in ogni sede con i soggetti qualificati ed auspica l’apertura di un tavolo di trattativa complessivo che punti alla definizione di uno specifico contratto innovativo e migliorativo per gli operatori archeologici.
Rifiutiamo invece qualsiasi tentativo di strumentalizzazione demagogica operata per il proprio tornaconto personale così come lo stile squalificante dello scontro mediatico, condotto da chi vorrebbe trasformare il caso Cora in un grimaldello per “fare giurisprudenza a livello nazionale”, lasciandoci l’infelice parte di “agnello sacrificale” immolato sull’altare di un progetto che appare farneticante se misurato alla reale e controversa complessità della questione.Michele Bassetti e Nicola Degasperi, titolari della Cora Ricerche Archeologiche snc
Trento, 16 settembre 2009Pubblichiamo per completezza di informazione anche l'articolo apparso e già pubblicato su ArcheoNews Anno VI - Numero LXVIII a pag. 7 dal titolo:
C.I.A.: In Trentino apriamo spazio al dialogo e al confronto
Proseguendo il lungo lavoro di coesione e rappresentatività che ha guidato le azioni della CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI, questo mese “cediamo” volentieri il nostro spazio mensile ad un gruppo di operatori archeologi per continuare, come sempre, a dare spazio e voce a tutti gli archeologi italiani.
Auspicando, peraltro, che questa presa di posizione favorisca un dibattito serio e ragionato da estendere a tutto il territorio nazionale.È un dato di fatto che in Italia l’unico contratto a menzionare la figura professionale dell’operatore archeologico sia il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle imprese edili e affini, al cui interno sono descritte le specifiche mansioni dei lavoratori e i relativi livelli di inquadramento. Tale contratto, in effetti, ben indica gli archeologi che svolgono la loro attività lavorativa quasi esclusivamente in cantiere in qualità di tecnici di scavo.
In Trentino e in Alto Adige la corretta applicazione del CCNL per l’edilizia e affini per i dipendenti delle ditte che si occupano di scavi archeologici è nella prassi una realtà già affermata.
In particolare, in provincia di Trento esistono ditte che si occupano di scavi archeologici: tra queste però una applica, invece che il CCNL per l’edilizia, il CCNL per gli studi tecnici professionali. Tale contratto non contempla in nessun luogo la figura dell’operatore archeologico, prevede livelli retributivi e aspetti previdenziali di gran lunga inferiori rispetto all’edile edè privo delle tutele necessarie a chi lavora in cantiere, quali alcune norme in materia di sicurezza e la cassa integrazione in caso di maltempo e nella stagione invernale, presenti nel CCNL per l’edilizia e affini.
Il problema risulta più evidente se si considera il fatto che, nella maggioranza dei casi, queste imprese lavorano su committenza pubblica e che le ditte provenienti da fuori provincia, le quali, anch’esse, non applicano il contratto edile, sono quelle che ricevono il maggior numero di incarichi da parte della Soprintendenza trentina, pur non inquadrando correttamente i propri dipendenti.
Il dibattito sulla questione contrattuale è stato sollevato da alcuni dipendenti di tale ditta che, non riuscendo a ottenere l’applicazione del contratto edile, si sono rivolti ai sindacati, ma, di fatto, coinvolge anche gli altri operatori archeologici presenti sul territorio: infatti i dipendenti delle ditte locali, assunti correttamente con il CCNL per l’edilizia e affini, più oneroso per il datore di lavoro, sono attualmente disoccupati, perchè le ditte per le quali operano non sono evidentemente in grado di sostenerne il carico a causa degli sproporzionati costi di gestione e della mancanza di commesse.
L’obiettivo è innanzitutto quello di ottenere, con l’appoggio dei sindacati e della Confederazione Italiana Archeologi, la corretta applicazione del CCNL per i dipendenti delle imprese edili da parte di tutte le ditte trentine e l’estensione dell’obbligo di adottare tale contratto a tutte le imprese, anche esterne, che si occupano di scavi archeologici sul territorio provinciale, come è già stato fatto in Alto Adige.
In secondo luogo si vuole conseguire una regolamentazione nell’affidamento degli incarichi pubblici, che permetta un’equa distribuzione dei lavori alle varie ditte, garantendo la possibilità di lavorare a tutti gli operatori archeologici presenti sul territorio. Tale regolamentazione potrebbe essere accompagnata dalla definizione di parametri oggettivi in base ai quali determinare l’assegnazione degli incarichi.
La situazione trentina offre quindi l’occasione per discutere sulla figura professionale dell’operatore archeologico in Italia e potrebbe diventare un precedente per altre realtà in cui tale ruolo non è correttamente riconosciuto. Il contesto provinciale trentino inoltre ben si inserisce nel dibattito sul Decreto Ministeriale n. 60 del
20/03/2009 e potrebbe diventare un punto di riferimento per altre realtà italiane quanto alla definizione di criteri di idoneità per chi opera nel settore archeologico che comprendano anche le ditte, le cooperative e le figure professionali che effettivamente operano nei cantieri archeologici come tecnici di scavo.
Si auspica che sia presto possibile aprire un tavolo di confronto in merito a queste vicende che coinvolga tutti gli attori interessati.Un gruppo di operatori archeologici
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Sandro Bondie.p.c.
Al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Al Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi
Al Sottosegretario ai Beni Culturali
Francesco Maria Giro
Al Capo di Gabinetto del Ministro
Salvatore Nastasi
Al Capo dell’Ufficio Legislativo
Mario Luigi Torsello
Al Presidente Consiglio Superiore per i Beni Culturali e del Paesaggio
Andrea Carandini
Al Direttore dell’Ufficio per la Conservazione del Patrimonio Artistico della Presidenza della Repubblica
Louis GodartEgregio Signor Ministro,
è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2009 n. 136, il D.M. n. 60 del 20 marzo 2009 "Regolamento concernente la disciplina dei criteri per la tenuta e il funzionamento dell'elenco previsto dall'articolo 95, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163”.Ad avviso degli scriventi il provvedimento introduce una illegittima discriminazione, sotto il profilo del diritto costituzionale e comunitario, in danno dei soggetti che operano in forma di studi professionali e di impresa e a vantaggio degli istituti universitari.
Infatti l’art. 3 del decreto, rubricato “Altri soggetti in possesso della necessaria qualificazione”, prevede che, tra i soggetti diversi dagli istituti e dipartimenti di cui all’art. 2, possono accedere all’iscrizione nella seconda sezione dell’elenco di cui all’art. 1, i “soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione ai sensi dell’art. 4, o di dottorato di ricerca in archeologia ai sensi del successivo art. 5, ovvero di uno dei titoli di studio esteri riconosciuti equipollenti ai sensi e per gli effetti di cui al successivo art. 6”.
Così come è formulata, la norma sembra fare riferimento soltanto a singole persone fisiche, non contemplando quindi gli studi professionali, le società e le cooperative archeologiche che pure dispongano nel proprio organico di persone fisiche in possesso dei prescritti titoli. Se ciò fosse vero si determinerebbe l’esclusione di una parte importante e consistente delle imprese e dei liberi professionisti che da anni sono impiegate nel settore, con una palese violazione delle norme del Trattato UE e della stessa Costituzione che non consentono discriminazione fra persone fisiche e giuridiche in materia di prestazione di servizi.
Le saremo pertanto grati di un Suo chiarimento al riguardo e, laddove di Sua competenza, di una urgente modifica del decreto che possa evitare da parte nostra l’attivazione di azioni, anche legali, finalizzate alla tutela dei soggetti danneggiati dalla discriminazione giuridica posta in essere,Cordiali Saluti
Roma, 4 Agosto 2009Giorgia Leoni, Presidente Confederazione Italiana Archeologi
Donato Ciddio, Segretario Nazionale Feneal Uil
Lanfranco Vari, Filca Cisl
Livia Potolicchio, Segreteria Nazionale Fillea-CGIL
Braccio Oddi Baglioni, Presidente OICE
Carlo Zini, Ancpl-Legacoop
ARCHEOLOGI IN TRENTINO: QUALE CONTRATTO?
Comunicato Stampa
3 agosto 2009
La Confederazione Italiana Archeologi - Sede Regione Lazio - ha stretto una convenzione con PIANETA SICUREZZA S.a.S., società specializzata in sicurezza e prevenzione sul lavoro, accreditata dalla Regione Lazio come Ente Formatore.
Si offre così ai soci della Confederazione Italiana Archeologi la possibilità di partecipare ai seguenti corsi, beneficiando di prezzi sensibilemente ridotti rispetto al listino al pubblico.
CORSO ANTINCENDIO rischio basso – durata 4 ore.
Costo per i soci: € 100 + IVA a persona (prezzo al pubblico: 160 € + IVA).
Il corso avrà inizio giovedì 9 luglio 2009 alle ore 13.00CORSO PRIMO SOCCORSO – durata 16 ore.
Costo per i soci: € 200 + IVA a persona (prezzo al pubblico: 350 € + IVA).
ATTENZIONE
IL CORSO AVRA' INIZIO martedì 14 luglio 2009 alle ore 08.30 e non più martedì 7 luglio come indicato in precedenza.Al termine del corso è previsto il rilascio da parte dell'Ente formatore del relativo attestato, indispensabile per poter ricoprire in cantiere le figure di Addetto al Servizio Antincendio e di Addetto al Pronto Soccorso.
Chi volesse maggiori informazioni o fosse interessato a partecipare ad uno o ad entrambi i corsi, deve comunicare la propria adesione inviando una email a: regione.lazio@archeologi-italiani.it
RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE DELLA SEDE EMILIA ROMAGNA DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI
LEGGI IL RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE>>
DECRETO MINISTERIALE SULL'ARCHEOLOGIA PREVENTIVA
IN CORSO DI PUBBLICAZIONE IN G.U.Criteri per la tenuta e il funzionamento dell'elenco dei soggetti idonei a compiere l'attività di raccolta ed elaborazione nell'ambito della procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico.
30.05.2009
ASSEMBLEA REGIONALE SEDE EMILIA ROMAGNA DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA ARCHEOLOGI
e
31.05.2009
GLI ARTIGIANI DELLE TERRAMARE
29.05.2009
LA FIGURA DELL'ARCHEOLOGO TRA FORMAZIONE UNIVERSITARIA E LAVORO
21.05.2009
BONDI, NORME DI ARCHEOLOGIA PREVENTIVA 'FONDAMENTALE STRUMENTO OPERATIVO'
SCUOLA ITALIANA DI ARCHEOLOGIA VIRTUALE:
La ricostruzione del paesaggio antico attraverso sistemi di realtà virtuale: dall'acquisizione dei dati alla comunicazione
04.03.2009
In relazione all'abilitazione a guida turistica ai sensi della legge 40/2007 (Bersani), la Confederazione Italiana Archeologi sta effettuando un monitoraggio generale della situazione, in merito alle procedure messe in atto dai singoli Enti locali, al fine di offrire ogni possibile supporto informativo agli archeologi italiani.
Per quanto riguarda la Provincia di Roma, come è noto, dietro sollecitazioni ripetute della Confederazione Italiana Archeologi agli uffici competenti, sono finalmente stati convalidati gli elenchi delle guide abilitate e le relative comunicazioni stanno giungendo a mezzo raccomandata a tutti gli interessati.
Al proposito, vogliamo chiarire un punto importante che interessa i titolari della laurea in Lettere del Vecchio Ordinamento, per i quali stanno sorgendo in taluni contesti delle difficoltà in merito al riconoscimento del loro percorso formativo.
Facciamo presente che la legge ha previsto esplicitamente che il riconoscimento dell'equipollenza delle lauree del Vecchio Ordinamento con le nuove classi di laurea specialistica spetta all'ateneo che ha rilasciato la laurea.
Infatti, il D.M. 5 Maggio 2004 recita esplicitamente (art. 2): “tenuto conto della suddivisione delle lauree del vecchio ordinamento in più percorsi indipendenti, qualora una delle citate lauree trovi corrispondenza con più classi di lauree specialistiche sarà compito dell'ateneo che ha conferito il diploma di laurea (DL) rilasciare a chi ne fa richiesta un certificato, che attesti a quale singola classe e' equiparato il titolo di studio posseduto, da allegare alle domande di partecipazione ai concorsi insieme con il certificato di laurea.”Alcune università (ad esempio “La Sapienza” di Roma), hanno predisposto appositi moduli al riguardo. Per gli archeologi laureati presso atenei che non hanno stabilito chiare disposizioni, la Confederazione Italiana Archeologi ha messo a punto un modulo standard di richiesta, da scaricare, personalizzare, e consegnare debitamente compilato, unitamente a un certificato di laurea con lista degli esami sostenuti, alla segreteria di Presidenza del proprio ateneo.